Messaggio riservato. DALLA COLLETTA ALLA SOLIDARIETA’.

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tratto da: Nandino Capovilla

domenica 20 settembre 2020   12:24

Tutti coloro che domenica scorsa hanno risposto all’appello per la Terra Santa facendo una offerta in denaro alla Custodia che senz’altro userà questo denaro per aiutare i palestinesi, soffocati da una crisi senza precedenti: Perfezionate questa domenica il vostro gesto passando dalla colletta alla solidarietà (“Non è dei vostro denaro che prima di tutto abbiamo bisogno in Terra Santa ma di pace e giustizia e solidarietà” (Mons. Twal, già patriarca di Gerusalemme, 27 aprile 2007).

Stavolta non costa nulla ma esige una presa di coscienza sull’oppressione di cui sono vittime non solo i cristiani ma tutti i palestinesi. Una consapevolezza chiara che molto più grave del Covid è il sistema di occupazione israeliano. Ma lasciamolo dire a loro stessi e a voi dovrebbero bastare i 120 secondi di lettura del quotidiano israeliano Haaretz:

“Mentre Netanyahu firma accordi che dovrebbero scongiurare il progetto di annessione della Palestina la situazione sul campo è completamente diversa: in Cisgiordania sta avvenendo di fatto una graduale e inarrestabile annessione di fatto. In una riunione governativa dell’8 agosto dedicata a quella che è stata definita “conquista dell’area C” i partecipanti si sono lamentati che l’edilizia palestinese nel 61% della Cisgiordania sta soffocando gli insediamenti israeliani e sabotando una loro possibile espansione. La realtà è esattamente il contrario. Nei negoziati che portarono agli Accordi di Oslo la Cisgiordania fu divisa in tre settori: A, B e C. I territori dell’area C furono sottoposti al controllo civile e di sicurezza del governo israeliano, ma questa doveva essere una misura temporanea, finalizzata ad un ritiro dell’esercito israeliano dalla zona. Per i paesi occidentali e per quelli arabi che avevano sostenuto l’accordo , oltre che per i palestinesi e gli israeliani, era chiaro che l’area C doveva essere inclusa nello stato palestinese da creare accanto a Israele. Ma Israele non solo ha continuato a esercitare il suo controllo sulla zona, ha anche cercato costantemente, attraverso una burocrazia cinica e metodi militari, di ridurre il numero di palestinesi che ci vivevano impedendo lo sviluppo e comportandosi come una potenza occupante.

Né il Covid 19 né il processo di Netanyahu possono cancellare un fatto: questa idea di varie enclavi palestinesi è un incubo che sta diventando realtà sotto i nostri occhi rendendo ufficialmente Israele uno stato di apartheid” (Internazionale, 18/24 settembre 2020)

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, cielo e spazio all'aperto
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