MI SOFFERMO SU QUESTA FOTO…

0

 

Enrico D’Ambrosio

12 agosto alle ore 17:26

Una madre palestinese con i figli incontra in un posto di blocco: non importa sapere dove e quando accade ogni giorno nei territori occupati.

La madre va per la sua strada portandosi dietro due creature, un uomo in divisa, piegato sulle gambe, le sbarra la strada puntandole un’arma all’altezza del ventre o verso il volto dei suoi figli?  Per uno strano capovolgimento dei sensi, a me pare che lui le stia chiedendo quasi in ginocchio se non disarmato di riprenderselo con se’, di poter rinascere di nuovo, come uomo.

Con me la sta guardando una donna che soggiunge: “Di poter rinascere come uomo… Che bella immagine e che bello se ogni donna potesse riscoprire il grande potenziale che c’è dentro ogni donna… Far nascere e rinascere”. Bisogna sempre saper guardare oltre le apparenze. Grazie

Il gesto materno delle donne che si oppongono alla violenza maschile e militare con l’unica risorsa del corpo femminile e materno acquista una valenza nuova, nel nostro contento odierno, che interroga, oltre la nostra identità, la complessa relazione tra uomo e donna. Pensiamo anche alla tragedia domestica del femminicidio …

La debolezza della donna è pure la sua forza vitale e resistente alla violenza. L’uomo genera violenza, la donna genera vita. In quanto vittima designata della violenza maschile, la donna si offre volontariamente all’assalto dell’aggressione, ma la sua esposizione non esprime rassegnazione quanto resistenza, resilienza, e volontà di mediazione.

C’è qui in Palestina una resistenza quotidiana legata alla gestione della vita ordinaria che è affidata alla forza delle donne che sostengono un lavoro di cucitura costante nelle relazioni. Esse si prendono cura della vita. Portano avanti alla vita. Quale potenzialità le donne possono riscoprire e liberare? Le donne non hanno peso nella società politica palestinese … Ci sono nella società civile, luoghi di incontro tra le donne che sanno creare connessioni su ciò che come donne, spose e madri sentono come pensiero, preoccupazione comune…

Certo non basta essere madri per essere materne, ma il paradigma umanamente parla nonostante molte eccezioni umane. Il termine mater, pensa un po’, con la sua radice materia, conserva il valore simbolico che la nostra storia gli ha riconosciuto e ancora gli attribuisce pur nei radicali mutamenti antropologici in atto anche per quanto riguarda la figura della madre e della maternità.

de

 

 

 

Mi soffermo su questa foto…

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Protected by WP Anti Spam

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.