Migranti, ieri ‘Viva la Spagna’ e poi? Tifoserie inutili e problemi veri

A woman peers out from the porthole of the MV Aquarius upon its arrival at the Sicilian port of Messina, on May 14, 2018.
On May 12, 2018, 73 migrants of various nationalities, including women and children, were rescued by MV Aquarius a rescue vessel chartered by SOS-Mediterranee and Doctors Without Borders (MSF). / AFP PHOTO / LOUISA GOULIAMAKI

Incasso politico facile, ieri: ‘Alzare la voce paga’ dichiara Salvini. Oggi, altri 800 salvati al largo della Libia. Salvini: “Porti chiusi anche per loro”. Improbabile Spagna bis.
-Lo storico ‘Che fare’ oltre la propaganda, e domani e tutta l’estate degli sbarchi.
-Le ragioni dell’Italia, l’Europa assente ma, oltre i proclami politici, le soluzioni subito che mancano.
-Critico monsignor Ravasi: “Ero straniero e non mi avete accolto”.
-Un caso il post di Nogarin, poi rimosso

Viva la Spagna, ma domani?

Migranti, ieri ‘Viva la Spagna’ e poi? La tentazione di incasso politico è forte ed è naturale. ‘Evidentemente alzare la voce paga’, proclama Salvini, ancora capopopolo in fase di apprendistato sulle opportune parsimonie verbali da ministro. Alzare la voce ha pagato ieri, ma oggi e domani?
-L’Europa si muova, ma a fare cosa?
-E gli amici politici a destra, Gruppo Visegrad o l’Ungheria di Orban, se li prendono loro i migranti?
-Facciamo la guerra a Malta, od organizziamo sbarchi da commandos di clandestini sulla Costa Azzurra?
-E i respingimenti in massa come?

Presto il tempo delle
cose serie e difficili

L’Aquarius sarà accolta dalla Spagna a Valencia. La prima mossa la fanno la sindaca di Barcellona, Ada Colau, e il sindaco di Valencia, Joan Ribo, che si offrono di accogliere l’Aquarius. Poi interviene il neo premier socialista Pedro Sanchez, sollecitato da una presenza giornalistica spagnola a bordo, che muove l’opinione pubblica con reportage toccanti. «E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone».
Ma Aquarius non può andare da sola in Spagna. “Non è sicuro per la nave, per l’equipaggio e per le persone soccorse” lancia l’allarme il comandante. Il tempo sta peggiorando e dunque “sarebbe un rischio per tutti a bordo”. Di fronte al rischio di catastrofe umanitaria a suo carico, l’Italia di Salvini decide di mandare due navi militari a fare da traghetto.
Insomma, nessuna soluzione facile a portata di mano.

Migrazioni di massa,
un processo epocale

Migrazioni di massa, la bomba economico-politica del terzo millennio. Impossibilità tecniche e incapacità politiche a governarle, paure popolari a incasso elettorale a demonizzarle. Mentre quasi sfuma il singolo aspetto umanitario. Quella nave nel canale di Sicilia con 629 migranti a bordo, tra cui minori, bambini e donne incinte. Poi la decisione umanitaria del neo premier socialista spagnolo.
Una decisione che arriva dopo il pressing di Onu e Ue affinché le ragioni umanitarie prevalessero sulle tattiche politiche e la nave fosse fatta attraccare ‘subito’.
Il premier maltese Joseph Muscat, personaggio discutibile, applaude ma ha la coda di paglia.
Su Roma, finite le esaltazioni politiche, incombe il dopo. “Il problema dell’Aquarius si è avviato a soluzione grazie al gesto di solidarietà della Spagna ma il problema emergenza immigrazione resta”, spiega Conte.

Solidarismi per appartenenza?

E intanto è diventato un caso il post del sindaco M5S, Filippo Nogarin, poi rimosso (rimosso il post). Nogarin si era detto pronto ad accogliere “la nave Acquarius con il suo carico di 629 vite umane”. In seguito il sindaco Cinquestelle ha risposto alle polemiche: “Questa è una posizione mia personale come sindaco della città”. “Nel momento in cui mi sono reso conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo mi è sembrato corretto rimuovere il post – aggiunge il primo cittadino in un video girato dal suo ufficio stampa -. Quella rimane comunque la mia posizione e credo di interpretare quella di una città che, rispetto a queste tematiche, ha sempre avuto una grande sensibilità”.
«L’Italia non può più essere il campo profughi di tutta Europa e non può essere lasciata sola a gestire un fenomeno globale: questo per il bene dei migranti e dei cittadini italiani». Lo scrive Ignazio Corrao, del Movimento 5 Stelle Europa.

Le parole del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, con la citazione evangelica: «Ero straniero e non mi avete accolto».

LE CRONACHE DI EURONEWS
CHE HANNO MOSSO LA SPAGNA

 

 

 

 

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