Mohammed Al-Dura: negazionisti e onestà giornalistica

3 Giu 2013

 

L’omicidio di Mohammed Al-Dura è tornato sulle prime pagine dei giornali. Tredici anni dopo, il governo israeliano ha lanciato una campagna per negare l’uccisione simbolo della Seconda Intifada.

 immagine1

Leggendo i giornali, la mia reazione iniziale è stata di nausea: come si può negare qualcosa che milioni di persone hanno visto in diretta tv nel dicembre 2000? Poi ho ricordato Faurisson e i “negazionisti dell’Olocausto”: se c’è gente che può negare il massacro di milioni di persone, perché un altro malintenzionato non potrebbe negare l’omicidio di un bambino?

La seconda reazione è stata più sottile: oltre 1.300 bambini palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano durante la sanguinosa operazione di riconquista, battezzata “Seconda Intifada”. Il fatto che la discussione pubblica si sia focalizzata su un bambino solo, Mohammed Al-Dura, potrebbe mettere in un angolo il dibattito su un massacro di massa. Per cui non dovremmo chiudere il terribile dibattito su un caso unico che porterebbe a cancellare l’intero quadro?

Tuttavia, sono due le ragioni per cui dobbiamo reagire e non lasciare questa grande bugia israeliana senza risposta. La prima concerne la dignità del cameraman palestinese, Talal Abu Rahma, che ha ripreso l’omicidio, e di Charles Enderlin, il noto giornalista francese della tv France2, e la stessa emittente tv che ha mostrato il servizio e ha difeso il suo corrispondente. Hanno fatto il loro mestiere di giornalisti e devono essere difesi per essere andati fino in fondo nonostante le pressioni.

La seconda ragione è connessa al fenomeno più ampio della “negazione politica”: i turchi negano il genocidio degli armeni, Israele nega la Nakba palestinese, i fascisti negano il genocidio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. La negazione politica e la riscrittura della storia sono un mezzo che il potente usa per dettare legge e imporre la propria legittimazione. E’ anche un mezzo per fermare i giornalisti e gli storici dal fare il proprio lavoro in maniera professionale.

All’epoca dell’omicidio di Mohammed, Israele non negò i fatti: l’uccisione di bambini erano cosa comune tra il 2000 e il 2004, che nessuno ha mai provato a difendere l’immagine dell’esercito israeliano. Più tardi, una commissione d’inchiesta dell’esercito ha concluso che, visto che nel luogo dove Mohammed è morto si stava verificando un duro scontro a fuoco tra soldati israeliani e combattenti palestinesi, non era chiaro se il bambino fosse stato ucciso da proiettili palestinesi o israeliani.

La campagna negazionista è cominciata in Francia con Philippe Karsenty, deciso a lanciare la sua personale crociata contro Charles Enderlin e France 2. Dopo mesi di fango e false accuse al giornalista francese, la questione è giunta di fronte al tribunale. All’inizio, Karsenty è stato riconosciuto colpevole di diffamazione contro Enderlin. Dopo la Corte Suprema francese, senza prendere una posizione sul fatto in sé, ha sentenziato che le accuse di Karsenty erano state fatte in buona fede.

La campagna, tuttavia non è terminata e in centinaia di pubblicazioni le accuse hanno raggiunto la follia: Mohammed al-Dura è stato ucciso da suo padre o, addirittura, non è mai esistito!

Con un ritardo di 13 anni, la gang di Netanyahu sta ora partecipando alla campagna negazionista e la loro nuova commissione d’inchiesta sta mettendo in dubbio la professionalità e l’integrità di Charles Enderlin e di France 2.

Caro Charles, Netanyahu, Lieberman e i loro colleghi che parlano di integrità non sono così diversi da Richard Nixon che parla di verità o Joseph Mobutu che tratta di diritti umani. Non perdere tempo a difenderti da loro e, invece, continua con il tuo lavoro con la stessa professionalità e racconta al mondo la verità sull’occupazione coloniale israeliane e sui suoi effetti criminali.

Michael Warschawski
Alternative Information Center

INVIATO DA AICITALIANO IL LUN, 03/06/2013 – 07:25

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/mohammed-al-dura-negazionisti-e-onest%C3%A0-giornalistica

Contrassegnato con i tag: ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam