Moshe Arens: Distruggete il Muro di Separazione israeliano

12 APR 2013

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 Moshe Arens (a sinistra) insieme al Segretario di Stato USA alla Difesa, Casper Weinberger, nel 1983 (Foto: Robert Ward, Dipartimento alla Difesa USA)

L’ex ministro della Difesa israeliano, Moshe Arens, raccomanda di distruggere il Muro di Separazione costruito da Israele, ritenendo che non abbia nulla a che fare con la sicurezza dello Stato, ma anzi rappresenti una minaccia per Israele a livello internazionale.

 

Arens, ex presidente del Comitato agli Affari Esteri e del Comitato alla Difesa della Knesset, e tre volte ministro della Difesa, ha detto al quotidiano israeliano Maariv che “oggi è chiaro che il Muro di Separazione non ha benefici. Danneggia Israele a livello internazionale e rende più difficile la vita quotidiana dei palestinesi”.

La preoccupazione di Arens per la vita del popolo palestinese è di facciata, per uno che si è sempre speso per impedire la creazione di uno Stato di Palestina e la realizzazione di una sovranità palestinese, sostenendo invece l’estensione di quella israeliana in Cisgiordania e la consegna di passaporti israeliani ai palestinesi.

Secondo Arens, la decisione israeliana di costruire il Muro è stato frutto dell’ignoranza: “All’epoca erano nel panico. Quando gli attacchi si verificano quasi ogni giorno o addirittura due volte al giorno, il General Security Services è arrivato e ha detto che senza una barriera sarebbe stato impossibile fermare il terrorismo. Così ci siamo convinti. Ne ero convinto anche io. Ma oggi è chiaro che non c’è connessione tra il Muro e la prevenzione degli attacchi”.

L’ondata di attacchi contro Israele negli anni Novanta e all’inizio del 2000 è finita, secondo Arens, grazie all’azione dell’esercito israeliano sul terreno e alla cooperazione con la polizia palestinese. “Oggi appare chiaro che il contributo del Muro alla prevenzione era quasi zero – ha proseguito Arens – Il Muro non contribuisce alla sicurezza, ma al contrario danneggia l’immagine di Israele nel mondo e rende molto difficile la vita quotidiana dei palestinesi che non possono accedere ai loro campi”.

“Il Muro è brutto – ha concluso l’ex ministro – È come una cicatrice in un viso, una cicatrice sul viso della Terra di Israele. Il pericolo è che il Muro diventi alla fine un confine politico. I muri alla fine cadono, c’erano muri in passato e sono caduti”.

 

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INVIATO DA AICITALIANO IL VEN, 04/12/2013 – 09:32

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