Muri di ieri, muri di oggi

0

di Tonio dell’Olio

Se oltre a celebrare giustamente il passato riuscissimo a riflettere sull’ oggi, dovremmo pensare anche ai muri che resistono e si consolidano. Il muro che si erge maestoso e minaccioso tra Messico e Stati Uniti a impedire che i disperati della parte povera dell’America possano sedersi alla stessa tavola ricca degli americani del Nord.

Il muro di mare in cui abbiamo ridotto il Mediterraneo che prima cuciva come ago e filo i popoli che vi si affacciano e che ora respinge al mittente ogni questua di dignità.

Il muro di Israele, monumento rassegnato di fronte alla scommessa che i conflitti prima o poi finiscono, totem di cemento armato e di elettronica avanzata, agnello d’oro innalzato a idoli che “hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. Hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano; dalla gola non emettono suoni: sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida” (Salmo 113).

Perché i muri sono gli scogli su cui si infrangono le speranze dei popoli.

Sono le dighe che impediscono alle folle di incontrarsi per scoprire che si può essere amici e non v’è malocchio o condanna all’odio perenne. Sono prigioni a cui si condanna anche chi le costruisce.

da Mosaico dei giorni, 9 novembre 2009

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Protected by WP Anti Spam

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.