Muro d’Apartheid: militari attaccano 4 manifestazioni in Cisgiordania

Scritto il 2011-01-22 in News

Cisgiordania – Imemc. Le truppe israeliane hanno represso ieri, 21 gennaio, quattro manifestazioni contro il Muro d’Apartheid a Bil’in, Ni’lin, Nabi Saleh (Ramallah) e ad al-Ma’sara (Betlemme), facendo uso di gas lacrimogeni e altre armi descritte come “non letali”. Un ragazzino di 12 anni è rimasto ferito.

A Bil’in, dove ogni venerdì si svolgono manifestazioni non-violente, i dimostranti hanno esposto le foto dell’attivista israeliano 28 enne Jonathan Pollack, ex pilota dell’aviazione attualmente in carcere per aver “manifestato illegalmente” contro l’occupazione israeliana.

Dopo la preghiera di mezzogiorno, attivisti israeliani e internazionali si sono uniti ai residenti del villaggio palestinese e hanno marciato verso il Muro israeliano, costruito sulle terre confiscate agli agricoltori di Bil’in.

Quando il corteo ha raggiunto il cancello del Muro, le truppe israeliane hanno cominciato a sparare contro il gruppo di manifestanti, proiettili e gas lacrimogeni. In molti sono rimasti intossicati dall’inalazione delle sostanze lacrimogene.

Nel villaggio di Nabi Saleh, questa settimana, i manifestanti hanno organizzato il corteo dopo essersi radunati nel vicino centro di Bayt Rima: ogni venerdì, infatti, l’esercito israeliano chiude il villaggio per impedire agli attivisti palestinesi, israeliani e internazionali di sostenere gli abitanti del posto. Ieri, tuttavia, i dimostranti israeliani sono riusciti a passare e ad unirsi al corteo.

La manifestazione ha visto i partecipanti dirigersi verso le terre che le autorità israeliane sono in procinto di espropriare per destinare alla costruzione d’insediamenti coloniali, scacciandone i leggitimi proprietari palestinesi.

Anche in questo caso, il corteo è stato bersaglio dei lacrimogeni israeliani. Uno dei soldati ha ferito lievemente agli occhi ‘Alaa Barghouthi, 12 anni, spruzzandogli in faccia dello spray al peperoncino. La protesta si è poi sedata, mentre i giovani di Nabi Saleh rispondevano all’attacco dei militari con il lancio di pietre.

Ad al-Ma’sara (Betlemme), i residenti palestinesi, insieme ai sostenitori internazionali ed israeliani, hanno marciato verso il sito del Muro in costruzione, anche qui dopo la preghiera del mezzogiorno. Le truppe israeliane hanno però impedito loro di uscire dal villaggio, attaccando alcuni attivisti con i manganelli e il calcio dei fucili. Durante i disordini, un attivista internazionale è stato arrestato e portato via dai militari che lo hanno detenuto e sottoposto ad interrogatorio per poi deportarlo (gli attivisti internazionali arrestati durante le dimostrazioni non-violente vengono deportati dalle autorità israeliane e banditi dal Paese per dieci anni).

Ad al-Ma’sara, le manifestazioni contro il Muro d’Apartheid vengono organizzate ormai da quattro anni, tutti i venerdì.

Queste, insieme a tutte le altre che hanno luogo in Cisgiordania, fanno parte di un movimento di resistenza non-violenta che trae ispirazione da Gandhi, Martin Luther King e il movimento anti-Apartheid  sudafricano.

I leader del movimento sono stati attaccati e imprigionati dalle autorità israeliane: tra di essi vi è ‘Abdullah Abu Rahma di Bil’in, la cui condanna è stata prolungata di altri sei mesi solo una settimana fa. L’accusa contro Abu Rahma è “detenzione di armi”, vale a dire per aver disegnato il simbolo della pace utilizzando lacrimogeni sparati dall’esercito, ormai spenti.

© Agenzia stampa Infopal
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