Musica contro la No Go Zone nella Striscia di Gaza

GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO 2012

Rosa Schiano a 15:40

Ogni martedì manifestiamo al confine di Erez, in Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza.
La manifestazione è iniziata verso le 11.00. Ci siamo diretti verso la No Go Zone. La No Go Zone è un’area che si estende lungo l’intero confine con Israele a nord e ad est della Striscia di Gaza, dentro il territorio palestinese. La No Go Zone imposta da Israele è a tutti gli effetti illegale ed impedisce ai contadini palestinesi l’accesso a gran parte della terra a cui hanno diritto. Chi tenta di accedervi viene attaccato dal fuoco israeliano.
Questa settimana avevamo con noi strumenti musicali, tamburi ed una piccola tromba. Abbiamo marciato nella No Go Zone sventolando le bandiere palestinesi, suonando e cantando canzoni palestinesi, come Filisteeni e Onadekom. Abbiamo marciato su quella terra rovinata dai bulldozer israeliani, abbiamo superato grandi fossi tenendoci per mano per non scivolare a causa del fango, e siamo arrivati vicino la barriera di separazione. Ad un certo punto, la nostra musica è stata interrotta dal suono dei proiettili israeliani. Il fuoco israeliano ha ammutolito le nostre voci. In silenzio abbiamo alzato le braccia al cielo.  In silenzio guardavamo verso il confine.  Solo il suono degli spari israeliani, spari che sanno di morte. Hanno sparato verso manifestanti armati di bandiere e strumenti musicali, hanno sparato contro giovani che hanno solo la loro voce per poter chiedere giustizia e libertà per la propria terra. Ma i soldati israeliani non conoscono il nostro linguaggio, conoscono solo il linguaggio del terrore.
Dopo un po’, timidamente e coraggiosamente, abbiamo ricominciato a cantare, sfidando i proiettili israeliani. Abbiamo piantato una bandiera palestinese vicino la barriera di separazione ed abbiamo sostato lì, cantando e suonando. In cerchio, un gruppo di ragazzi ha iniziato a ballare la Dabka.  Poi, accanto alla bandiera che abbiamo piantato, abbiamo iniziato a cantare Bella Ciao… « Una mattina mi sono svegliato, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! Una mattina mi sono svegliato, e ho trovato l’invasor… » Da italiana, ho provato un’indescrivibile emozione, cantando questa canzone con tutto il mio cuore insieme ai ragazzi palestinesi.
Al ritorno sui nostri volti c’era il sorriso, la musica ci ha dato gioia e forza, noi non ci arrenderemo mai all’assedio.
La settimana scorsa i soldati israeliani ci hanno attaccato con proiettili e lacrimogeni. Lacrimogeni fra le nostre gambe e proiettili sopra le nostre teste.
Questa è stata la nostra risposta. Il suono dei nostri tamburi contro il suono dei loro proiettili.
Noi continueremo a manifestare contro l’ illegale No Go Zone, contro l’occupazione e contro l’assedio. Continueremo a manifestare con la Resistenza popolare per chiedere libertà e giustizia per la Palestina, noi continueremo a manifestare per la terra a cui i palestinesi hanno diritto.
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