Nabi Saleh, palestinese svenuto aggredito dai soldati

21 SET 2012

 Dal dicembre 2009 i residenti di Nabi Saleh (governatorato di Ramallah), sono impegnati ogni venerdì in manifestazioni pacifiche contro l’appropriazione da parte dei coloni delle loro terre e le loro sorgenti d’acqua. L’esercito israeliano risponde regolarmente con un uso della forza eccessivo e sproporzionato contro i manifestanti, compiendo raid notturni e innumerevoli arresto al fine di scoraggiare le proteste.

La scorsa settimana molte case sono state attaccate e tre residenti arrestanti durante un’operazione militare israeliana. Gli arrestati sono Ziad ‘Abd-al-Raziq al-Tamimi (24 anni), Muhammad ‘Atiyya al-Tamimi (28) e Omar Saleh Dar-‘Ayoub (26). Omar è stato ferito da diversi proiettili di gomma, sparati da breve distanza, e ha perso conoscenza. Mentre era svenuto, è stato arrestato e picchiato dai soldati israeliani che hanno impedito ai medici della Mezza Luna Rossa Palestinese di fornirgli immediate e adeguate cure.

Iyyas Muhammad Sarhan (26 anni)

L’11 settembre, intorno alle 2.30 del mattino, l’esercito israeliano ha compiuto un raid a Nabi Saleh. Di conseguenza, verso le 3.15, alcuni residenti – tra cui Omar Saleh Dar-‘Ayoub – hanno lanciato pietre contro i soldati mentre si allontanavano dal villaggio. In risposta, i soldati hanno sparato pallottole, proiettili di gomma, lacrimogeni e bombe sonore.

I residenti hanno seguito l’esercito fino alla stazione di benzina al-Khawaja, all’ingresso del villaggio, dove hanno trovato un gruppo di soldati nascosti. I militari hanno cominciato a sparare proiettili di gomma da una distanza di circa dieci metri. Omar è stato colpito da numerosi proiettili all’addome e alle gambe. È corso verso il villaggio, ha raggiunto la casa della famiglia ‘Abd-al-Raziq al-Tamimi ed è svenuto.

Iyyas, che ha assistito all’incidente, è subito corso ad aiutare suo cugino Omar. Lo ha trovato sdraiato a terra, incosciente e con tre ferite sanguinanti all’addome, e ha chiamato un’ambulanza.

Ma’en Muhammad Raddad (34 anni)

Circa mezz’ora dopo, un’ambulanza della Mezza Luna Rossa Palestinese è arrivata sul luogo dell’incidente. Ma’en Muhammad Raddad, uno dei paramedici, ha trasferito Omar sull’ambulanza mentre Iyyas sedeva accanto al conducente. Ma’en ha visitato Omar e ha concluso che le ferite sull’addome erano state causate da proiettili di gomma, ma non poteva valutarne la gravità.

Tuttavia, all’ambulanza è stato impedito di lasciare il villaggio da un’auto civile bianca con ha bordo tre soldati israeliani. I militari hanno ordinato a Ma’en di portare Omar fuori dall’ambulanza. I soldati hanno cominciato a dare pugni in testa ad Omar mentre lo insultavano. Omar è rimasto incosciente per tutto il tempo, nonostante i soldati gli abbiano tirato contro dell’acqua. I soldati hanno detto che avrebbero portato Omar con loro, ma i paramedici hanno rifiutato di lasciare il paziente. Allora i soldati hanno ordinato ai dottori di seguirli nella vicina base militare, nella colonia di Halamish.

Intanto, l’ufficiale israeliano al comando dell’unità ha chiesto ad Iyyas se conosceva Omar. Quando Iyyas ha risposto che si trattava di suo cugino, l’ufficiale lo ha aggredito a calci e pugni. I soldati hanno legato le mani di Iyyas dietro la schiena e lo hanno spinto in macchina. L’ambulanza ha lasciato il villaggio e ha seguito i soldati alla colonia di Halamish.

Poco dopo, l’ambulanza è arrivata all’ingresso della base militare dove un medico dell’esercito ha velocemente esaminato le condizioni di Omar e ha poi detto ai soldati di arrestarlo. Intanto i soldati spingevano IyYas fuori dall’auto, lo bendavano e lo picchiavano di nuovo. Iyyas è rimasto in arresto fino alle 5, poi è stato rilasciato senza sapere nulla del cugino.

Il giorno dopo, 12 settembre, Iyyas è stato informato che Omar era stato arrestato ed era detenuto nella prigione di ‘Ofar. Dopo l’arresto, Omar è stato accusato di aver lanciato pietre: si erano già tenute tre udienze. L’avvocato ha visto Omar nelle ultime due ma non ha avuto alcuna informazione sulle sue condizioni di salute. L’avvocato ha quindi chiesto al giudice di fornirgli un rapporto medico su Omar, da poter presentare nell’udienza successiva.

Al Haq condanna l’uso sproporzionato della forza da parte dei soldati israeliani contro i residenti di Nabi Saleh. Inoltre, esprime grave preoccupazione per le restrizioni al lavoro dei paramedici a cui è stato impedito di offrire cure adeguate ad Omar. Infine, Al Haq è sdegnata per l’assalto contro un uomo incosciente e per il pestaggio di uno in arresto.

Al Haq

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/nabi-saleh-palestinese-svenuto-aggredito-dai-soldati

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