Nablus, l’esercito uccide un altro giovane e l’Anp interrompe il funerale

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Articolo originariamente pubblicato sulla pagina Facebook dei Giovani Palestinesi d’Italia
Articolo di @karimelsadi
Nuovo omicidio a Nablus, West Bank. Ieri notte le forze di occupazione hanno assassinato il 31enne Jamil Kayal. Munira, sorella della vittima, ha detto alla stampa di averne avuto notizia a mezzanotte. “Gli amici che erano lì ci hanno detto che è stato ferito dall’esercito ed è rimasto sanguinante per mezz’ora prima che questo autorizzasse l’ambulanza ad entrare”. “E’ devastante”, ha commentato la donna. Ma il dolore per la sua famiglia non è finito qui. Stamane in migliaia hanno partecipato al funerale del giovane. La cerimonia, però, è stata interrotta momentaneamente dalla polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) che ha lanciato lacrimogeni e sparato in aria scontrandosi coi presenti in lutto. L’evento ha suscitato indignazione sui social, dove in molti hanno criticato l’ANP per aver disturbato il funerale.
Il governatore di Nablus ha respinto le accuse, dicendo ai media che uomini armati nella processione hanno sparato in aria “il che è illegale”.
“Solo allora le forze di sicurezza palestinesi sono intervenute per fermare quegli uomini, lanciando loro gas lacrimogeni”, ha detto. Una risposta, la sua, che sa più di pretesto per giustificare un atto puramente repressivo, l’ennesimo, nei confronti di una comunità affranta dal dolore e dalla sete di giustizia per colpa dell’entità sionista che le autorità palestinesi tutelano e favoriscono. Ad ogni modo Nablus si dimostra ancora una città incandescente in cui, da un lato, l’Autorità Palestinese, come in gran parte della Palestina, ha perso ogni tipo di consenso e dall’altro l’entità sionista continua a voler riappropriarsi dei luoghi storici. I disordini, infatti, sono scoppiati mercoledì scorso quando decine di palestinesi si sono scontrati con le forze israeliane che hanno fatto irruzione a East Nablus, che avevano tentato di aprire la strada ai coloni israeliani per visitare la Tomba di Giuseppe. Nei giorni seguenti i soldati dell’esercito hanno svolto alcuni raid alla ricerca cerca dei rivoltosi. Ieri, poi, la tragedia con l’uccisione di Jamil e il ferimento e l’arresto di Amir al-Haj, un altro giovanissimo di Nablus.

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