NABLUS, TOMBA DI GIUSEPPE TORNA AL CONTROLLO DEI RABBINI

Una corte religiosa ha concesso la custodia legale ed amministrativa del luogo sacro, che si trova in area A, a due rabbini. Gli accordi di Oslo pero’ assegnano questo luogo sacro ai palestinesi.

MARTA FORTUNATO

Beit Sahour (Cisgiordania), 18 maggio 2012, Nena News – Rivendicata per anni da israeliani e palestinesi, la tomba di Giuseppe costituisce una delle principali questioni religiose e politiche irrisolte tra Autorità Nazionale Palestinese (Anp) ed esercito israeliano. Questo importante luogo religioso che sorge all’ingresso del campo profughi di Balata, a Nablus, con gli Accordi di Oslo, nel 2000, è stato dichiarato area A, ed è passato sotto il controllo militare e civile dell’Anp. Tuttavia da quel momento migliaia di coloni israeliani provenienti da tutta la Cisgiordania hanno sfidato le autorità palestinesi con l’appoggio e la protezione dell’esercito israeliano ed hanno organizzato decine di incursione notturne al sito religioso al fine di svolgere i loro riti sacri. Ciò ha dato vita ad una disputa irrisolta tra palestinesi ed israeliani.

E proprio ieri, a decidere è stata una corte rabbinica. Secondo quanto riportato dalla versione on-line del quotidiano israeliano Haaretz, la corte rabbinica di Gerusalemme ha concesso la custodia amministrativa e legale della tomba di Giuseppe a due rabbini responsabili di gestire ed organizzare le visite al luogo sacro. Shlomo Ben Shimon e Mordechai Gross, due rabbini a capo dell’organizzazione Shechem Ehad (Una Nablus), avevano chiesto alla corte di essere riconosciuti come gli unici custodi legali. La richiesta, secondo quanto hanno dichiarato, proveniva da “alcuni ufficiali dell’esercito” che avevano chiesto loro di creare “un’entità legale che fosse responsabile della gestione, l’amministrazione e la supervisione del sito” con lo scopo di aumentare il numero di visitatori. La risposta della corte non si è fatta attendere e ha concesso alle due figure religiose un permesso di 18 mesi per approvare le richieste di visita da parte dei fedeli ebrei.

Tuttavia l’esercito israeliano non sembra essere d’accordo con la decisione del tribunale rabbinico. “Le visite alla tomba di Giuseppe sono coordinate dall’amministrazione Civile e decise dalla Polizia Israeliana, in coordinamento con le figure rabbiniche, tra cui i rabbini citati, e l’Autorità Palestinese”. Ed un’altra fonte militare, citata da Haaretz, ha riferito che l’esercito israeliano non avrebbe nessuna intenzione di modificare lo status quo della tomba. Se le dichiarazioni di quest’ultima fonte fossero attendibili, significherebbe che la corte ha abusato della propria autorità.

“Ci sono continui problemi tra israeliani e palestinesi davanti alla tomba di Giuseppe” ha raccontato a Nena News Ibrahim, residente nel campo profughi di Balata – i coloni israeliani arrivano di notte, protetti e scortati dall’esercito israeliano, invadendo le strade della città. Molto spesso si verificano scontri”. La tomba infatti costituisce un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per gli ebrei: ogni mese, da mezzanotte alle 4 di mattina più di 20000 israeliani fanno visita al luogo sacro. E spesso vengono effettuati raid notturni senza il coordinamento concesso dall’Autorità Palestinese. Negli ultimi anni ci sono stati più di 36 incursioni di coloni israeliani all’interno della tomba senza che fosse stato concesso loro il permesso.

“E’ una moschea musulmana” ha dichiarato al quotidiano degli Emirati Arabi Uniti Gulf News Ayman Dwaikat, capo del dipartimento degli affari islamici di Nablus – il sito è stato costruito con un’abside che indica la direzione della Mecca”. Solo nel 1970 un comandante militare israeliano ha visitato la tomba e ha deciso di restaurare il luogo sacro. “Durante il restauro Israele ha aggiunto delle scritte bibliche in arabo, ebraico e inglese sulle pareti e il 10 novembre 1982 le autorità israeliane hanno confiscato il sito e costruito una scuola religiosa” ha continuato.

Successivamente ai palestinesi è stato proibito l’accesso e dal 1984 i coloni israeliani hanno iniziato a celebrare i propri riti religiosi all’interno della tomba. Per i palestinesi la tomba ospiterebbe le spoglie di un santo palestinese di nome Yousuf Dwaikat, mentre per gli ebrei nel sito riposa il corpo del profeta Giuseppe.

Dal 2000 la tomba è passata sotto il controllo militare e civile dell’Autorità Palestinese. Tuttavia ogni mese migliaia di coloni invadono il luogo sacro bloccando le strade e la vita quotidiana degli abitanti palestinesi. Nena News

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