Naftali Bennett ha ragione: a Gaza non c’è assedio, ma chiusura (da Gisha)

martedì 18 febbraio 2014

 

Bennett is right: There is no siege on Gaza
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Sintesi personale 

 

Lo stesso giorno che Naftali Bennett  si è scagliato contro il presidente del Parlamento europeo per l’affermazione implicita che Israele sta ponendo l’assedio a Gaza,,definendo  ciò  ”assurdo”, alti funzionari dell’Ufficio del Primo Ministro rispondono alle dichiarazioni del presidente turco a una conferenza stampa, dicendo (in ebraico), che sollevare la chiusura di Gaza era “fuori questione”.: non c’è nessun assedio a Gaza, ma c’è qualcosa di completamente diverso.

L’ “assedio”  consiste nel controllo  di una certa area circostante al fine di costringere le forze armate all’interno di esso ad arrendersi. Secondo il  diritto internazionale è legittimo a condizione  che abbia una specifica destinazione militare e che finisce una volta che questo obiettivo è raggiunto. Inoltre, in base al diritto internazionale, le forze assedianti devono consentire agli aiuti umanitari di entrare nella zona e permettere ai civili di andarsene . Dal momento che Israele non sta cercando di sottomettere la Striscia di Gaza  la sua politica su Gaza non può essere definita come un “assedio”.

Così che termine dovremmo usare per la politica di Israele su Gaza? Usiamo il termine che  usa l’esercito israeliano, la  chiusura . Qualunque cosa si possa pensare di questa definizione, i fatti sono indiscutibili:

ISRAELE non  permette a quasi nessuna merce  di Gaza di essere venduta  in Cisgiordania o in Israele

 2  limita fortemente la capacità dei residenti di Gaza di uscire e entrare nella Striscia; 

3 I pescatori non possono andare oltre le sei miglia marine e  non permette la costruzione o il funzionamento dei porti o degli  aeroporti e continua a imporre severe restrizioni all’ingresso di materiali da costruzione a GazaSi può discutere sul significato semantico o se o sono necessarie tali misure  per la sicurezza , ma una cosa è chiara, come ha detto il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz la  scorsa settimana, questa politica danneggia l’economia di Gaza e i suoi 1,7 milioni di abitanti.

Le  statistiche sulla disoccupazione a Gaza per l’ultimo trimestre del 2013 sono state pubblicate .Secondo queste cifre, 29.400 persone i più, molti dei quali  precedentemente occupati nel settore della costruzione e licenziati a causa della limitazioni all’ingresso di  materiali da costruzione a Gaza. Quindi, Gaza non è sotto assedio, è sotto una chiusura, una chiusura che si è dimostrata essere inefficace, dannosa e distruttiva. Saremmo lieti di poter dire che non c’è una chiusura .

 

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