Natale al Cairo

Cairo, 21 dicembre 2011

Il Musky è il quartiere più trafficato e più popolato della Cairo Vecchia, centinaia di negozi, centinaia o forse migliaia di bancarelle e ambulanti di ogni tipo dai classici lustrascarpe ai venditori d’acqua ai più insoliti portatori di fumo che per una semplice offerta tolgono il malocchio. Tutti questi mercanti offrono agli abitanti del Cairo una varietà di merci che per tipologia, qualità e quantità un occidentale fatica ad immaginare. Il mercato del Musky si unisce in un tutt’uno con il mercato di Khan al-Khalili dando origine ad uno dei più grandi bazar del Medio Oriente. Per comodità dei clienti il mercato si è sviluppato diviso per tipologie merceologiche per cui chi ha bisogno di una maniglia per una porta deve andare in un certo posto, chi ha bisogno di una guarnizione per la lavatrice deve andare in un’altro, chi cerca delle pecore deve andare in un’altro ancora.

Il Musky era una volta un quartiere di occidentali, qui fino al 1688 aveva sede l’ambasciata veneziana. Venezia vantava una zona franca e altri privilegi commerciali e i legami con la regione e i paesi limitrofi erano talmente stretti che era l’unica città europea ad avere un nome proprio in arabo. Venezia veniva chiamata al-Bunduqiyya, che significa fucile, per indicare come i veneziani fossero stati i primi a introdurre l’arma nei paesi arabi.

Nel 1632 il console di Venezia Giovanni Donato e il mercante Domenico Savio concessero, nel quartiere del Musky, una dimora fissa ai frati Francescani che già svolgevano un servizio di cappellania per i veneziani. Con il tempo la semplice cappella veneziana, per il grande afflusso di occidentali, divenne una chiesa con una grande parrocchia che agli inizi del XX secolo contava più di ventimila anime. I successivi eventi storici soprattutto la seconda guerra mondiale, la rivoluzione dei “liberi ufficiali” di Nasser del 1952 e la crisi di Suez del 1956 causarono poi la fuga di quasi tutti gli occidentali, la grande parrocchia dell’Assunzione del Musky perse quasi tutte le sue anime e ora ne conta solamente nove o poco più.

Nonostante tutto, seppur con grande difficoltà, la parrocchia continua a vivere, grazie alla presenza francescana, alla partecipazione alle funzioni di molti copti cattolici, ad un servizio di asilo nido per famiglie povere, e ad una grande biblioteca con testi arabo-cristiani punto di riferimento del pensiero cattolico per le altre Chiese del paese e per l’ università musulmana di al-Azhar.

A Natale, come in tutte le chiese del mondo, anche in quella del Musky viene allestito il presepe. I lavori cominciano presto già ai primi di novembre e finiscono sempre inesorabilmente alla vigilia di Natale, mai prima. Il presepe è scenografico, all’ingresso della chiesa i visitatori vengono condotti attraverso un tunnel di carta-montagna verso un altare laterale, al centro del tunnel una vasca con l’acqua che viene giù da una volta, alla fine del tunnel un grande cielo stellato e la Grotta della Natività.

Il presepe del Musky è un vanto della piccola comunità, molti sono i visitatori, molte sono anche le mamme musulmane che portano i lori figlioli a vedere come è nato il profeta “figlio di” Maryam (così viene chiamato Gesù dai musulmani), un momento d’incontro e di pace tra le due comunità.

Buon Natale Cairo.

albus

P.S. quest’anno il presepe sarà pronto un pò prima del solito ma non tanto per farvelo vedere finito

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1 Commento

  1. Grazie per questo bell’articolo, e per lo fotografie. Un volo al Musky, con tutto l’affetto per i frati, per le mamme che stanno nel cortile con i loro bambini, per chi lavora insieme a p. Vincenzo, per tutti insomma. Buon anno. Irene

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