Natale di Betlemme, effetto Trump

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Più tensioni, meno visitatori. La città della natività vive di turismo, ma quest’anno ma dopo la dichiarazione del presidente Usa «decine di gruppi hanno cancellato il loro viaggio»
– La piazza della mangiatoria e la sfilata che festeggia la nascita
– In San Pietro Papa Francesco e gli Erode dal mondo
– In Israele Netanyahu a rischio incriminazione

 

Members of a Palestinian marching band parade during Christmas celebrations outside the Church of the Nativity, built atop the site where Christians believe Jesus Christ was born, on Christmas Eve, in the West Bank City of Bethlehem, Sunday, Dec. 24, 2017. (AP Photo/Majdi Mohammed)

Nella piazza della Mangiatoia a Betlemme, l’albero di Natale, un enorme presepe, donato da Malta, accanto striscioni che sino alla vigilia proclamavano Gerusalemme «Capitale eterna della Palestina» e scritte che invocano la nuova Intifada. Festa nella città della Natività offuscata dalle tensioni per la decisione Usa di accettare la versione ebraica di Gerusalemme capitale di Israele.

Rabbia tra i palestinesi per i diritti calpestati, ma anche preoccupazione. La città della natività vive di turismo. Più tensioni, meno visitatori. Le ricadute su Betlemme, principale polo turistico palestinese, sono state immediate: annullate molte prenotazioni negli hotel, meno visitatori in Piazza della Mangiatoria.

L’annuncio di Trump «ha creato tensioni intorno a Gerusalemme e distolto l’attenzione dal Natale», ha spiegato l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, già Custode di Terra Santa per dodici anni, e attuale amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme. L’arcivescovo italiano ha poi celebrato la messa di Natale nella affollatissima basilica della Natività.

Alla celebrazione, era presente, come da tradizione, il presidente palestinese Abu Mazen di ritorno dall’Arabia Saudita e dalla Francia dove ha incontrato re Salman e il presidente Emmanuel Macron. In un messaggio alle comunità cristiane Abu Mazen si è augurato che “si possano realizzare le aspirazioni” dei palestinesi “per la libertà e l’indipendenza e l’istituzione di uno stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale”.

Betlemme anche per Papa Francesco, nella messa di mezza notte in San Pietro. «A Betlemme si è aperto lo spiraglio per chi è solo e ha perso tutto, persino i sogni», ma parlava di 2017 anni fa, della nascita di Cristo, rispetto agli ‘spiragli’ che mancano oggi. E il riferimento è certo alla popolazione palestinese, ma assieme ai disperati delle migrazioni. «.. quelli che hanno perso la terra, la patria, i sogni; persino per quelli che hanno ceduto all’asfissia prodotta da una vita rinchiusa».

Fuori dalla basilica -alternativa alla laica miseria di Spellecchio- l’abete polacco addobbato di mille luci e il presepe napoletano. Papa Bergoglio senza sconti verso la politica vincente, «Giuseppe e Maria in fuga, come i migranti di oggi». Poi Erode. «Quanti sono costretti a lasciare la loro terra e mettersi in cammino per sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente».
Potenti orecchie che fischiano

Israele oltre Netanyahu

La maggior parte degli israeliani (il 60% degli intervistati) ritiene che il Premier Benjamin Netanyahu dovrebbe dare le dimissioni, se, secondo i risultati di alcune indagini, la polizia formalizzerà l’accusa di aver preso tangenti, di frode e abuso d’ufficio. Dimissioni già dall’eventuale rinvio a giudizio. Risultati di un sondaggio del centro di ricerca Midgam.

Il sondaggio è stato condotto dopo che Netanyahu ha messo in dubbio l’importanza delle ‘raccomandazioni’, la richiesta di rinvio a giudizio della polizia alla magistratura. Difesa in attacco di chi forse sa già cosa lo aspetta: «La maggior parte delle raccomandazioni della polizia non vanno da nessuna parte. Inoltre il 60% delle raccomandazioni della polizia non vengono semplicemente prese in considerazione», ha detto il primo ministro in una riunione del suo partito Likud.

Polizia incapace o premier con l’acqua alla gola. Secondo l’analista Rina Matsliah, il sondaggio mostra la divisione della società israeliana in sostenitori e oppositori del premier, che è diventato ancora più evidente nelle indagini per corruzione in cui compare Netanyahu. Il sondaggio è stato condotto tra il 20 e il 21 dicembre, 504 persone vi hanno preso parte, l’errore statistico è di circa il 4,4%.

 

Natale di Betlemme, effetto Trump

https://www.remocontro.it/2017/12/25/natale-betlemme-effetto-trump/

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