Nave Diciotti, Di Maio con Salvini, o la va o la spacca

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Per quanti giorni si potrà bloccare su una nave militare 150 migranti?
-L’Onu contro l’Italia: fateli sbarcare. Problemi non solo umanitari.
-Il vicepremier M5S minaccia Bruxelles alla vigilia del vertice. “Se la Ue non accetta i migranti, stop ai contributi italiani”.
-Gli amici politici di Salvini contro l’Italia.

 

L’Italia contro tutti

Nave Diciotti, Di Maio con Salvini, o la va o la spacca. ‘Celodurismo’ di governo. Salvini capo scuola, Di Maio prova ad inseguire, Conte non c’è. Di Maio troppo di scorta, prova a dire la sua: «Se dalla riunione Ue non esce nulla sulla Diciotti e sulla redistribuzione dei migranti io e il M5s non saremo più disposti a dare 20 miliardi di euro alla Ue ogni anno». Cose dette, e via passando, nella rincorsa a chi la spara più grossa.
Matteo Salvini, col potere vero, salvo magistratura: “Non sbarca più nessuno in Italia a meno che l’Europa non si svegli, faccia la sua parte e cominci ad accogliere, come abbiamo fatto noi in questi anni”, peccato che a dirgli di No in Europa siano principalmente i suoi amici politici delle varie destre nazional populiste, dalla Polonia all’Ungheria.

Appello Onu

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati l’organizzazione internazionale per le Migrazioni, esortano il governo italiano a consentire ai migranti a bordo della Diciotti di sbarcare. “Rifiutando lo sbarco Salvini sta di fatto tenendo ostaggi i migranti. Chiediamo alla Commissione europea di aprire immediatamente una procedura di infrazione contro l’Italia”, invocano Unhacr e movimenti europea vari.
Tentazioni allo scontro tra fronti opposti, men tre la situazione igenico sanitaria a bordo della Diciotti -ormai al quarto giorni di isolamento- si fa sempre più precaria e pericolosa, rendendo sempre più probabile un intervento d’autorità da parte della magistratura di Agrigento.

Problemi Lega 5stelle

Di Maio si allinea a Salvini -problema di autoconservazione- ma non tutto il Movimento 5 stelle è d’accordo. Ed il distingue lo rimarca, solito stile aggressivo, il ministro dell’Interno in polemica con il presidente della Camera Roberto Fico. «Con Luigi Di Maio lavoro molto bene. Qualcun altro ha tanto tempo per parlare, penso al presidente della Camera, che ogni tanto dice e fa l’esatto contrario di altri esponenti M5S: è un problema che si risolveranno loro».
Prova di sasso in piccionaia, e la tensione istituzionale cresce. A difendere Fico la ministra per il Sud Barbara Lezzi: «Restando doverosa la pretesa di condivisione europea, nessuno deve impartire lezioni alla terza carica dello Stato circa la prerogativa di esprimere legittime posizioni». Consiglio dei ministro decisamente variegato.

Nazionalismi contro

Da Berlino una prima risposta che non risolve, e loro sono i ‘buoni’. “La Germania sta alla sua responsabilità umanitaria nell’ambito della solidarietà europea. Ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all’azione di accoglienza. La solidarietà non può essere una strada a una corsia”. Messaggio chiaro a Salvini, ‘vai dai tuoi amici politici in Ungheria, o Austria, o Polonia, e convincili a prendersi una giusta quota di rifugiati’.
Con la destra CDU in casa che rilancia, e chiede conto all’Italia sul respingimento dei migranti in casa loro che avevano chiesto asilo in Italia. Per Forza Italia, alleato a destra in casa, ma opposizione di governo, anche Tajani contro gli amici di Salvini, «I Visegrad che vi si oppongono devono farsi carico del problema, la solidarietà non è a senso unico o devono essere sanzionati».

Retromarcia possibile?

Dubbi politici anche in casa Lega dove temono che il tempo non giochi a loro favore, quasi sperare in un nuovo intervento del Colle che risolva la situazione e assieme permetta al capo della Lega di alzare la voce. Ma che succede se non interviene Mattarella? E per quanti giorni si potrà pensare di bloccare su una nave militare 150 migranti?
L’Europa non dà segnali e almeno fino alla fine agosto quando a Vienna si terrà un vertice informale dei ministri della Difesa e degli Esteri della Ue soluzioni vere non sono ipotizzabili. Il Colle osserva e sente il presidente del Consiglio. Vuole capire le mosse del governo e vuole risposte in tempi rapidi. E intanto anche l’Onu, abbiamo visto, batte un colpo. Non è una bella immagine dell’Italia quella che sta circolando in questo giorni nel mondo.

 

 

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