Nelle due settimane di ottobre, i coloni israeliani hanno distrutto 1600 ulivi in Cisgiordania

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Articolo originariamente pubblicato da Wafa e tradotto in italiano da Bocche Scucite

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) nei Territori Palestinesi Occupati, in due settimane i coloni israeliani hanno distrutto o rubato il raccolto da oltre 1.600 alberi, soprattutto di ulivo.

Atti di vandalismo in un oliveto del villaggio di Al-Mughairy in Cisgiordania. Alex Levac

 

Nel suo rapporto bisettimanale sulla protezione dei civili che copre il periodo tra il 5 e il 18 ottobre, OCHA ha riportato che dall’inizio della raccolta annuale delle olive, il 12 ottobre, più di 1.400 alberi, soprattutto ulivi, sono stati vandalizzati o il loro raccolto è stato rubato nei villaggi intorno a Nablus, Hebron, Salfit e Ramallah, come indicato da agricoltori palestinesi, testimoni oculari e proprietari di terreni, in alcuni casi supportati da rapporti del ministero dell’Agricoltura. Molti di questi alberi sono stati piantati su terreni di proprietà palestinese vicino agli insediamenti. I restanti 200 alberi danneggiati sono stati segnalati dai loro proprietari, poco prima dell’inizio della stagione.

Quattro palestinesi sono stati anche feriti quando sono stati presi a sassate dai coloni israeliani che hanno fatto irruzione nel villaggio di Burin, vicino a Nablus, e hanno causato danni a case e alberi. Una donna è stata attaccata con lo spray al peperoncino da alcuni coloni, i quali hanno anche preso a sassate altri palestinesi che raccoglievano olive nel villaggio di Yasuf, sempre vicino a Nablus.

I coloni hanno anche distrutto diverse auto a Marda, nel distretto di Salfit, e a Beit Iksa e nel quartiere di Silwan, entrambi nella zona di Gerusalemme.

Durante lo stesso periodo di riferimento, OCHA ha riportato che le forze di occupazione israeliane hanno ucciso un ragazzo palestinese di 14 anni e ne hanno ferito e arrestato un altro. L’incidente è avvenuto il 14 ottobre, vicino al checkpoint Tunnels, che controlla l’accesso dalla Cisgiordania meridionale alla zona di Gerusalemme.

Complessivamente, durante il periodo di riferimento, le forze israeliane hanno ferito 159 palestinesi in tutta la Cisgiordania. La maggior parte, 115, sono stati feriti durante le regolari proteste contro le attività di insediamento vicino a Beita (90) e Beit Dajan (25) nell’area di Nablus.

Un aumento della violenza è stato registrato intorno alla città vecchia di Gerusalemme, dove molti sono stati feriti o arrestati. Complessivamente intorno alla città vecchia, 24 palestinesi sono stati colpiti da bombe sonore o da proiettili di gomma sparati dalle forze israeliane e 19 palestinesi sono stati arrestati.

Durante il periodo di riferimento, le forze israeliane hanno effettuato 113 operazioni di perquisizione e arresto e arrestato circa 150 palestinesi in tutta la Cisgiordania. L’area più colpita è stata quella di Gerusalemme.

Le autorità di occupazione israeliane hanno anche demolito o sequestrato 23 strutture di proprietà palestinese nell’area C della Cisgiordania, adducendo come motivazione la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele, facendo sfollare quattro persone. Gli sfollati erano nella comunità di pastori di Al Zaayyem, vicino a Gerusalemme. Dodici strutture, principalmente residenziali, sono state smantellate nella comunità di pastori di Ras at Tin a Ramallah, colpendo 50 persone.

Circa 350 agricoltori e le loro famiglie sono stati colpiti dalla demolizione di una strada agricola asfaltata nella comunità di Tayasir, nella Valle del Giordano. Le rimanenti demolizioni includevano strutture di sussistenza a Haris, vicino a Salfit, e Main, nel distretto di Hebron.

 

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