Neo razzismo e/o neo fascismo

di Gustavo Jona

 

Triste avere nel titolo due definizioni aberranti, per qualsiasi persona “normale” ed ancora più quando la cosa è riferita a Israele, eppure è vero e sarà provato.

La storia delle proposte di leggi di Israel Beitenu è lunga quanto la presenza di Avigdor Liberman nella vita politica israeliana (dico Avigdor Liberman e non Israel Beitenu perché il suo è uno dei partiti più democratici, dove tutte le decisioni sono prese a suffragio universale, quello di Avigdor Liberman). Da notare che Israel Beitenu (Israele è la nostra casa) è un partito di estrema destra con una presenza alla Keneset del 13.3% e con buone probabilità di ampliarsi alle prossime elezioni.

Intanto si attende che il Procuratore generale decida finalmente di concludere le inchieste contro Liberman (la decisione è attesa per le prossime due settimane) e di metterlo sotto processo, cosa oramai di moda dalle nostre parti (personaggi ben più famosi sono stati processati e – grazie a Dio – condannati).

Probabilmente se dovessi fare una lista completa delle proposte di legge a sfondo razzista o neo fascista, un articolo non sarebbe il mezzo adatto – ci vorrebbe un piccolo tomo – per cui mi accontento delle perle delle ultime settimane.

 

a. Legge che consentirebbe alle segreterie dei villaggi (che anche oggi esaminano i candidati alla residenza) di rifiutare candidati per ragioni che non sarebbero accettate da nessun tribunale, cioè ragioni etniche (vedi la voce nel dizionario: arabi). Difatti la Corte Suprema ha già sentenziato che il rifiuto di accogliere una famiglia araba in un villaggio ebraico è un atto di razzismo. Ragion per cui questa sarebbe una delle tante leggi che hanno come scopo di soprassedere alle sentenze della Corte Suprema

Questo sarebbe naturalmente solo il primo passo in vista di future speranze di allargare le misure a rioni o persino città. La cosa è appoggiata da una parte del rabbinato, che ha recentemente emesso un “proclama” che vieta l’affitto di beni stabili a persone di origine araba, azione promossa dal rav Eliahu, rabbino capo di Safed e figlio del fu rabbino capo d’Israele.

 

b. Legge che rende obbligatorio il giuramento di fedeltà allo stato di Israele, ebraico e democratico.

Legge che ha colpito varie parti della popolazione:

Arabi – a cui si chiede un giuramento di fedeltà alla stato di Israele quando si definiscono per una buona parte palestinesi; non solo, ma fedeltà ad uno stato ebraico da parte di musulmani, cattolici o protestanti ecc.

Russi – Persone provenienti dalla Russia ed ex repubbliche sovietiche (che formano la maggioranza dei votanti per Israel Beitenu) con una alta percentuale di non ebrei secondo la halakhà.

Liberi pensatori – a cui i giuramenti di fedeltà ricordano tristi passati e tristi regimi, e laici completamente indifferenti a qualsiasi simbolo religioso.

 

c. Costituzione di una commissione parlamentare per investigare sulle organizzazioni di sinistra, sulla provenienza dei loro finanziamenti e sui loro finanziatori esteri – organizzazioni o nazioni. Il loro punto di partenza è che ci sono organizzazioni di sinistra che operano contro la stato e più che altro contro l’esercito, infamando a detta loro soldati ed ufficiali. A riprova di ciò, dicono che la commissione Goldstone ha fatto riferimento quasi esclusivo ad argomenti presentati da organizzazioni di sinistra. La proposta è stata chiaramente rigettata da quasi tutti i partiti, compresi ministri e parlamentari appartenenti al Likud, tra i quali i ministri Begin e Meridor ed il presidente della Keneset.

 

La cosa è normalmente definita maccartismo, e le opposizioni oltre all’essenza della proposta sono contrarie ad una commissione parlamentare, dato che esistono altre migliori possibilità come il Controllore di stato, che sarebbe più obiettivo – una qualità che certamente mancherebbe ad una commissione parlamentare – senza contare il fatto che una commissione d’inchiesta parlamentare non ha diritto per legge ad investigare organizzazioni civili. Direi che tale richiesta, un’investigazione da parte del Controllore di stato su tutte le organizzazioni civili, sarebbe accettabile se fosse rivolta verso tutte le organizzazioni civili, di destra, di sinistra e religiose, proposta avanzata anche dal primo ministro, benché forse solo a causa delle reazioni pubbliche (Netaniahu è abbastanza noto come uno che si adatta al vox populi). È bene ricordare che non poche organizzazioni di destra sono sostenute da orga­nizzazioni estere come gli Evangelisti americani, o da ricchi ebrei tranquillamente residenti all’estero che sosten­gono finanziariamente le costruzioni nella Gerusalemme est e nei territori occupati – o liberati a detta loro.

Il problema principale di questo stato di cose è che gli sforzi parlamentari non sono rivolti alla soluzione degli innumerevoli problemi a cui deve far fronte il paese (e ce ne sono, grazie a Dio: sanità, educazione, ecc.), bensì a sfornare leggi antidemocratiche e razziste, non equilibrate e con un obiettivo comune: la sinistra e gli arabi.

Gustavo Jona

Haifa, 16.1.2011

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