Netanyahu affossa il negoziato di pace

“Non accetteremo le precondizioni poste dai palestinesi”. Ma Israele continua ad imporre le sue. Kerry cancella il viaggio nella regione previsto per oggi.

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 martedì 11 giugno 2013 10:02
Obama US  Mideast Talks
di Emma Mancini Betlemme, 11 giugno 2013, Nena News – Nessuna precondizione al dialogo. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu prosegue sulla linea dura, affossando i già deboli tentativi statunitensi di far ripartire i negoziati con la controparte palestinese.

Ieri Netanyahu ha definito la ripresa dei negoziati impossibile a causa delle precondizioni poste da Ramallah. Ovvero, il congelamento delle colonie e i confini precendenti alla Guerra dei Sei Giorni del 1967, durante la quale Israele occupò Gerusalemme Est e Cisgiordania.

“I palestinesi intenzionalmente insistono su precondizioni che non possiamo accettare – ha detto ieri al comitato di Difesa e degli Affari Esteri del parlamento israeliano – Definire precondizioni è un ostacolo che non possiamo oltrepassare. Le colonie non cambiano di una virgola la nostra capacità di giungere ad un accordo. È una falsa pretesa”.

La presa di posizione di Netanyahu, non certo una novità, giunge mentre il segretario di Stato americano, John Kerry, annuncia lo spostamento del suo nuovo viaggio ufficiale in Israele e nei Territori Palestinesi. La visita (prevista per oggi) è stata posposta per poter partecipare ad un meeting sulla Siria alla Casa Bianca. Kerry, insieme al resto dell’amministrazione di Washington, ha più volte chiesto al governo israeliano di interrompere la costruzione delle colonie in Cisgiordania, per dare una speranza al negoziato.

Niente da fare, risponde Netanyahu. Che in un meeting con il suo partito, il Likud, avrebbe detto che “la colonizzazione non ha alcun tipo di effetto sul negoziato di pace”. Al contrario, secondo il premier, un accordo dovrebbe basarsi solo “sulla demilitarizzazione dello Stato di Palestina, sul suo riconoscimento di Israele come Stato ebraico e sulla definizione di regole di sicurezza stabilite dall’esercito israeliano”.

Netanyahu non accetta precondizioni da parte palestinese, ma continua a imporne. Negli anni, Tel Aviv ha affossato costantemente il dialogo, praticamente inesistente, ponendo le proprie clausole: si vada al tavolo dei negoziati, ma non si parli di Gerusalemme, di colonie e di rifugiati.

A parlare per Israele ci pensano, come spesso accade, i fatti sul terreno. Ieri il gruppo pacifista Peace Now ha rivelato i risultati di uno studio sull’espansione coloniale nei Territori Occupati nei primi tre mesi del 2013: tra gennaio e marzo è stata iniziata la costruzione di 865 nuove unità abitative per coloni, tre volte di più rispetto al primo trimeste dell’anno 2012. “Se teniamo conto dell’ultimo trimestre dello scorso anno – ha riportato Peace Now – siamo di fronte ad un sorprendente aumento del 355%. È l’ulteriore prova di una politica di governo che vuole dare la priorità all’espansione degli insediamenti”. Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=77692&typeb=0&Netanyahu-affossa-il-negoziato-di-pace

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