Netanyahu all’ONU per dimostrare l’ingenuità di Obama

Scritto da Associazione

Creato Mercoledì, 02 Ottobre 2013 17:48

 

AIC – Alternative Information Center
01.10.2013

 http://www.alternativenews.org/english/index.php/politics/opinions/7092-netanyahu-to-showcase-obama-s-naivete 

Netanyahu all’ONU per dimostrare l’ingenuità di Obama

La leadership israeliana amava Ahmadinedjad. Era il nemico perfetto, minacciava di attaccare sia gli Stati Uniti che Israele e riempiva le sue dichiarazioni di commenti antisemiti. 

di Michel Warschawski

La presenza di una minaccia globale è una necessità primaria per la sopravvivenza di Israele, sia che fosse il comunismo durante la guerra fredda, il nazionalismo arabo o il cosiddetto “terrorismo islamico”; perché senza una minaccia all’ordine imperialistico statunitense come potrebbe Israele continuare a ricevere ben 3.5 miliardi di dollari in aiuti e assistenza militari statunitensi ogni anno, oltre ad essere, in apparenza, diplomaticamente immune nell’ONU e in altre istituzioni internazionali?

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Prima di partire per New York, dove si sarebbe riunita l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Benjamin Natanyahu ha dichiarato la sua intenzione di sfruttare il palco dell’ONU, così come altri incontri strategici negli Stati Uniti, per presentare al mondo le prove delle intenzioni malevole del regime iraniano.

Ancora una volta tenterà di screditare pubblicamente il presidente degli Stati Uniti Barak Obama e di mostrare la sua ingenuità, e quindi incompetenza. Netanyahu fece esattamente la stessa cosa al Congresso americano pochi anni fa, in seguito al famoso discorso del Cairo di Obama in cui parlò delle condizioni per una pace nel Medio Oriente.

L’offensiva di Netanyahu è motivata dall’assoluta necessità di dimostrare che l’Iran rimane una grande minaccia per la “pace nel mondo”, per gli interessi imperiali statunitensi e per Israele. D’altro canto, dietro alle “prove” del presunto progetto nucleare iraniano c’è una filosofia politica ben chiara, e cioè l’ideologia dello scontro di civiltà, ormai passata di moda, ma che in passato è stata sposata dai neocon. Molto tempo dopo il totale fallimento delle guerre preventive globali di George Bush contro il terrorismo in Afghanistan, Libano e Iraq, Netanyahu ancora crede che i neocon fossero dalla parte della ragione e che la guerra globale sia legittima.

Il primo ministro israeliano fu tra gli inventori della guerra globale al terrorismo unita allo scontro di civiltà con l’islam, e negli ultimi tre decenni non ha cambiato idea sull’argomento.

Ogni prova del contrario, come ad esempio, il cambio di atteggiamento della leadership iraniana, viene percepita dai neocon israeliani come una manovra cinica dei nemici della “civiltà giudeo-cristiana” e motivata da sentimenti anti-semiti. In altre parole ogni tentativo di riconciliazione globale è una trappola, perché lo scontro delle civiltà sta alla base di tutto ciò che avviene nel presente, così come lo è stato nel passato, nelle relazioni locali e internazionali.

Questo è anche il motivo principale per cui Benjamin Netanyahu non crede nella pace tra Israele e i palestinesi, né oggi, né in futuro. Guerra è l’unico termine utilizzabile per la situazione. I recenti “colloqui di pace” sono stati imposti ad Israele da John Kerry e rimarranno pertanto privi di contenuti e risultati. Nel frattempo il processo di colonizzazione continua e presto o tardi provocherà un reazione palestinese che giustificherà un ulteriore uso della violenza da parte di Israele.

(tradotto a cura di AIC Italia/Palestina Rossa)

http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4485:netanyahu-all-onu-per-dimostrare-l-ingenuita-di-obama&catid=23:interventi&Itemid=43

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ARTICOLO ORIGINALE

Netanyahu to showcase Obama’s naïveté

 Published on 01 October 2013

Written by Michel Warschawski for the Alternative Information Center (AIC)

Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu (photo: pressTV)

Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu (photo: pressTV)

The existence of a global threat is a necessity for Israel’s survival – whether Communism during the Cold War era, Arab Nationalism or so called “Islamic terrorism” – for without a threat to US imperial order, how could Israel continue to receive $3.5 billion in US military assistance each year, in addition to their seeming diplomatic immunity in the UN and other international institutions?

Before leaving to the UN General Assembly in New York, PM Benjamin Netanyahu made clear his intentions to use the UN platform, as well as other strategic meetings in the US, to present evidence of the malevolent intentions and plans of the Iranian regime.

Once more, he will try to discredit US President Barak Obama and show how naïve – and therefore incompetent – he is. Netanyahu performed the same act in US Congress a few years ago, following Obama’s famous Cairo speech about the conditions for peace in the Middle East.

Netanyahu’s offensive is motivated by the need to prove that Iran remains a major threat to “world peace”, to US imperial interests and to Israel. However, behind the “evidence” concerning the alleged nuclear military project of Iran lies a comprehensive political philosophy: the now out-of-fashion ‘Clash of Civilizations’ ideology favoured by Neo-Conservatives. Long after Georges W Bush’s global pre-emptive war against terror failed miserably in Afghanistan, Lebanon and Iraq, and resulted in the resounding victory of Barak Obama, Netanyahu still believes the neo-cons were right and that global war is justified.

The Israeli PM was among the inventors of the Global War on Terrorism – combined with the ‘Clash of Civilizations’ with Islam – and for the three decades hasn’t changed his mind on the matter.

Any evidence to the contrary, such as, for example, the change in Iranian leadership, is perceived by Israeli neo-cons as a cynical manoeuvre by the enemies of “Judeo-Christian civilization”, and motivated by anti-Semitism. In other words, a global rapprochement is a lure, because the clash of civilizations drives all present, as well as past, regional and international relations.

This is also one of the main reasons Benjamin Netanyahu does not believe in peace between Israel and the Palestinians, neither today nor at anytime in the future. War is the only name of the game. The recent “peace talks” imposed on Israel by John Kerry will therefore remain empty of any content or results. In the meantime, the process of colonization will go on, provoking sooner or later, a Palestinian reaction that will justify, post factum, further Israeli violence.

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