Neve. Ma è Gerusalemme, o Roma?

admin | March 2nd, 2012 – 11:54 am

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Finalmente è arrivata. Preannunciata non da giorni, ma da settimane. Tanto che, alla fine, non ci credevamo più, che quest’anno la neve cadesse a Gerusalemme. E invece è caduta. Qualche centimetro, non di più, questa mattina, dopo un anticipo notturno. Una bella nevicata, di quelle che avvolgono la città, e che ha ripreso, quasi allo scoccare del mezzogiorno locale.

Non che sia un evento storico che lascia il segno nella memoria dei singoli, come succede a Roma, in cui le nevicate si indicano con l’anno. La nevicata del 1956. La nevicata del 1985… e quella del 2012. Qui la neve, dicono i vecchi palestinesi, cadeva ogni anno, a Gerusalemme, a Ramallah, e ovviamente a Betlemme. Anzi, si dice che a febbraio potrebbe nevicare sino a sette volte. Perché febbraio è pazzerello, e perché è il mese più freddo dell’anno gerosolimitano.

Se questa è la memoria storica e la tradizione, la logistica è un altro conto. E nonostante la tradizione e la memoria storica, la reazione della città alla neve è la stessa di Roma. Gerusalemme e Roma, unite dalla neve. Sì, perché dopo i neanche 5 centimetri di neve, è arrivato subito un sms di servizio: ferme a tempo indeterminato le linee del trasporto pubblico. Autobus fermi, insomma. Anche quelli che vanno a Tel Aviv, e anche quelli che vanno alle colonie israeliane in Cisgiordania, il blocco meridionale di Gush Etzion e la Samaria, verso Nablus. Non solo: accanto al grande complesso di edifici della municipalità di Gerusalemme ci sono 4 ruspe che attendono di entrare in azione, se ve ne fosse bisogno.

Anche gli abitanti reagiscono allo stesso modo. Non c’è traffico, e non solo perché è venerdì, il giorno della grande preghiera musulmana e l’anticipo dello shabbat ebraico. Con il buon senso di un tempo, alcune maestre – nelle scuole palestinesi di Gerusalemme – avevano già detto  agli studenti di non andare a scuola, ieri, perché tra temporali, pioggia, vento, arrivare agli istituti sarebbe già stato complicato. Nessuna ordinanza, insomma. Piuttosto, un fai-da-te in cui ognuno ha scelto cos’era meglio fare, complice la compresenza di diversi sistemi scolastici nella stessa città.

Risultato: Tutti – o quasi – tappati in casa. Perché anche Gerusalemme, come Roma, con la neve si ferma.

Non nascondo che quest’anno la neve a Gerusalemme è più bella del solito. Più bella di quella del febbraio 2004, quando arrivai. Più bella di quella di due anni dopo.

Molta retorica, molte parole di troppo, ieri, per la morte improvvisa di Lucio Dalla. E io ripropongo Anna e Marco, ma nella versione originale del 1979. Ero appena diventata maggiorenne. Perché il mio coetaneo Massimo Gramellini, nel suo Buongiorno di oggi sulla Stampa, ha ragione. La colonna sonora che Lucio Dalla ha cantato per noi è cominciata in quegli anni. E al concerto di Banana Republic c’ero anch’io, ma a Roma.

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