New York Times, la guerra di Israele a Gaza raccontata in americano

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tratto da: https://www.remocontro.it/2021/05/18/new-york-times-la-guerra-di-israele-a-gaza-raccontata-in-americano/

Remocontro Remocontro 18 Maggio 2021

 

Mappa delle vittime sino ad oggi

Sciopero generale per il diritto alla vita, cronaca dal New York Times di oggi. Strade deserte nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e in Israele. Tutti i palestinesi. Manifestazioni a cortei in tutti i territori palestinesi occupati. Spari con polizia ed esercito, si temono scontri con le fazioni integraliste armate dei Coloni ebrei. Israele respinge con durezza le accuse di apartheid per i palestinesi, ripresa da un crescente numero di organismi internazionali, incluso Human Rights Watch.
Israele definisce l’occupazione militare della Cisgiordania come ‘misura temporanea’ fino al raggiungimento di un accordo di pace. Decenni dopo decenni.
Le incertezze dell’amministrazione Biden e le critiche montanti in casa.

Gaza raccontata in americano

Centinaia di migliaia a Gaza devono far fronte alla carenza di acqua potabile e medicinali. I sistemi fognari sono stati distrutti, scaricando acque reflue fetide nelle strade di Gaza City. Un importante impianto di desalinizzazione che forniva acqua dolce a 250.000 persone è offline e le condutture dell’acqua che servono almeno 800.000 persone sono state danneggiate. Le discariche sono chiuse, con la spazzatura che si accumula. E dozzine di scuole sono state danneggiate e chiuse.

‘Tentacolare crisi umanitaria’

«E la tentacolare crisi umanitaria a Gaza -documentata sia dalle Nazioni Unite che dalle autorità locali- cresce di giorno in giorno, aumentando la pressione sui leader politici affinché sospendano le ostilità in modo che i soccorsi possano raggiungere quelli che ne hanno un disperato bisogno. Dal 2007in tre grandi conflitti con Israele, dopo ogni scontro, le infrastrutture di Gaza sono state lasciate nel caos. Il risultato, secondo un rapporto dello scorso anno delle Nazioni Unite, è che Gaza ha il più alto tasso di disoccupazione del mondo e più della metà della sua popolazione vive al di sotto della soglia di povertà».

Paralisi della fragile infrastruttura

«Sei ospedali e otto cliniche hanno subito danni da bombe, secondo l’ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, limitando le cure mediche disponibili. Sino a ieri le bombe israeliane avevano distrutto 132 edifici residenziali e danneggiato 316 unità abitative così gravemente da essere inabitabili, secondo il ministero dell’edilizia abitativa di Gaza. Secondo l’ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, più di 40.000 persone sono state costrette a rifugiarsi e altre migliaia hanno cercato rifugio presso amici o parenti».

Biden a Netanyahu: cessate il fuoco (ma senza fretta)

«La dichiarazione formulata con cura del signor Biden non è stata una richiesta immediata per la fine dei bombardamenti israeliani a Gaza, e il signor Netanyahu ha detto lunedì che le forze armate del suo paese avrebbero “continuato a colpire gli obiettivi dei terroristi”». Il NYT e il ‘signor Netanyahu’ non si amano, ma qualche problema esiste anche sul fronte democratici col presidente Biden. «Nonostante la crescente preoccupazione nelle capitali straniere e tra alcuni dei più strenui difensori di Israele a Washington – gli scontri più pesanti della guerra del 2014, hanno minacciato di intensificarsi».

I razzi di Hamas e l’Iron Dome Usa

«L’esercito israeliano ha detto che Hamas ha lanciato tanti razzi in otto giorni – 3.350 – quanti nella guerra dei 50 giorni del 2014. Circa il 90 per cento di loro sono stati distrutti a mezz’aria dall’Iron Dome, un antimissile, sistema di difesa parzialmente finanziato dagli Stati Uniti, ha detto l’esercito israeliano».
«L’amministrazione Biden in precedenza evitava l’uso del termine “cessate il fuoco”, con alti funzionari come il Segretario di Stato Antony J. Blinken che parlavano della necessità di una “calma sostenibile” (?), e altri si riferivano alla necessità di “moderazione”».

Distrutta la sola struttura anti Covid

«Un attacco aereo israeliano ha danneggiato l’unico laboratorio di Gaza per i test sul coronavirus, e un edificio che ospitava le autorità sanitarie di Gaza City». NYT non dice che molti noti esponenti sanitari palestinesi sono rimasti uccisi. «Da quando il Covid-19 è emerso, nella Striscia di Gaza bloccata, è continuata la carenza di forniture mediche che ha consentito di somministrare solo un numero esiguo di test sul coronavirus» .
«Secondo i dati ufficiali, solo l’1,9% dei due milioni di persone di Gaza è stato completamente vaccinato lunedì, rispetto al 56% in Israele».

Problemi Usa per la loro difesa di Israele

«Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto tre riunioni la scorsa settimana per elaborare una dichiarazione comune che condanna la forza mortale usata dai militanti di Israele e Hamas a Gaza. Ogni tentativo è fallito a causa delle obiezioni degli Stati Uniti, il più potente alleato di Israele.
Frustrati da quella che vedono come l’intransigenza degli Stati Uniti anche se le morti e la devastazione – in modo schiacciante palestinesi – si sono protratte per una seconda settimana, i rappresentanti di Cina, Norvegia e Tunisia hanno messo l’argomento all’ordine del giorno di un’altra riunione del Consiglio di sicurezza prevista per martedì».

Unione europea

Anche per New York Times stupiscono che blande ed equivoche dichiarazioni del ‘ministro degli esteri’, Josep Borrell Fontelles, francese, che ha chiesto ad Hamas di smettere di lanciare razzi e di “agire in modo proporzionato ed evitare vittime civili”. A Israele nulla. «I 27 paesi membri sono divisi, come al solito. E la politica estera dell’UE è vincolata dall’unanimità»

Le spezzettate tifoserie europee viste dagli Usa

«Anche al Consiglio di sicurezza di domenica, la dichiarazione del rappresentante dell’Ue non è stata rilasciata a nome degli Stati membri perché l’Ungheria, fortemente filo-israeliana, ha obiettato».
Altri stati membri europei, come Austria, Bulgaria e Romania, sono altrettanto risoluti nel sostenere Israele, mentre paesi come Belgio, Lussemburgo e Svezia sono più critici nei confronti delle risposte militari israeliane e dell’espansione degli insediamenti nei territori occupati.
«I continui bombardamenti militari israeliani a Gaza, che hanno ucciso almeno 212 palestinesi, hanno colpito molto nel mondo, minacciando di isolare ulteriormente gli israeliani ei loro difensori americani».

Biden, ‘cessate il fuoco’, si dimentica ‘immediato’

«L’appello del presidente Biden lunedì per un cessate il fuoco, anche senza usare la parola “immediato”, sarà probabilmente seguito da altre nazioni occidentali. La maggioranza dei 193 Paesi delle Nazioni Unite è solidale con la causa palestinese e molto critica nei confronti dell’occupazione israeliana delle terre sequestrate nella guerra del 1967. Nazioni unite probabile ‘grande palcoscenico’ «per la condanna internazionale di Israele (e non solo)».

Inquietudini in casa democratica

«Alcuni dei più strenui difensori di Israele al Congresso sono scettici sulla sua campagna a Gaza», denunciano Vivian Yee e Mona El-Naggar. «A differenza degli scontri passati nella regione – quando la maggior parte dei Democratici ha chiesto la pace senza criticare apertamente le azioni di Israele, lo scetticismo sull’attuale campagna israeliana a Gaza si è diffuso anche ad alcuni dei suoi più forti difensori al Congresso».

Frenata su altre armi a Netanyahu

E Gregory W.Meeks, democratico di New York e presidente della commissione per gli affari esteri, ospite fisso dell’American Israel Public Affairs Committee, o AIPAC, il più potente gruppo di lobbying pro-Israele, ieri avrebbe chiesto all’amministrazione Biden di ritardare una tranche di armi a guida di precisione da 735 milioni di dollari a Israele che era stato approvato prima che le tensioni in Medio Oriente scoppiassero.

 

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