Niente più scuse: gli elettori israeliani hanno scelto un Paese che rispecchierà i regimi brutali dei loro vicini arabi

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Se l’occidente può perdonare un governo arabo che bombarda lo Yemen, può continuare a perdonare un governo israeliano che bombarda Gaza.

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Robert Fisk – 11 aprile 2019

Immagino che adesso tutti quanti avremo finito le scuse. L’Israele di Bibi Netanyahu non sarà un nuovo Israele più schierato a destra. È così già da molto tempo. È la propaganda che sta per cadere a pezzi. L’unica democrazia in Medio Oriente. Concedetemi una pausa.

Penso che ora Israele assomigli molto ai suoi vicini arabi. Sottomette la propria minoranza araba e il suo nuovo Primo Ministro ha promesso di annettere gran parte del territorio legalmente appartenente ai suoi connazionali Arabi Palestinesi, quelle stesse colonie costruite su terre che sono già state rubate a beneficio della maggioranza della popolazione ebraica in Israele.

Compresa Gerusalemme con i suoi circa 5.700 chilometri quadrati, appena un terzo delle dimensioni del Kuwait, per il quale siamo andati in guerra quando nel 1990 Saddam Hussein si annetté l’Emirato. Anche in questo Israele sta cominciando ad assomigliare ad altre nazioni del Medio Oriente.

Bombarda e minaccia i suoi vicini, detiene prigionieri politici  palestinesi con accuse pretestuose e governa oltre due milioni di Arabi palestinesi con squadre di poliziotti killer, esecuzioni extragiudiziali, torture e spie al suo soldo.

Addirittura dichiara di non occupare le case e le terre di queste persone. Si potrebbe sentire ripetere la stessa cosa in tutti i Paesi Arabi.

Andate a  Riyadh, Damasco, Il Cairo, Iraq (quando era sotto Saddam). “Con il nostro sangue e le nostre anime, ci sacrifichiamo a te”, gridano gli Arabi.

Ora che gli Israeliani hanno votato Netanyahu e i suoi scandalosi alleati riconfermandolo al potere, anch’essi hanno sacrificato le loro anime a Bibi. Non, forse, il loro sangue, perché anche Bibi sa che le guerre lunghe e dolorose non sono ciò che gli Israeliani hanno votato. Per Israele vanno bene quelle brevi ed indolori,  sono gli Arabi che devono sopportarlo, il dolore.

Hanno dietro di sé l’America, come sicuramente gli Arabi avevano dietro di sè l’Unione Sovietica e, in molti casi, ora hanno gli Americani. La meschina reazione di Trump alla vittoria di Netanyahu mostra che i critici americani di Israele non possono aspettarsi pietà dagli “amici”di Israele negli Stati Uniti. Grazie al cielo, Israele ha ancora qualche critica al suo interno.

L’immortale Gideon Levy, che scrive per l’altrettanto immortale, si spera, giornale israeliano Haaretz, ha surclassato ogni giornalista occidentale per  coraggio e verità quando ha scritto la sua terrificante risposta alle elezioni di questa settimana in quella che ha definito “la nuova miserabile repubblica d’Israele”.

La “Seconda Repubblica d’Israele”, ha scritto, “non nasconderà più nulla di ciò che sta accadendo nel suo cortile dietro casa e non cercherà più di abbellire la realtà. Sembrerà esattamente ciò è. La Prima Repubblica era caratterizzata da un misto di realtà e d’inganno, l’unica democrazia in Medio Oriente ma prima con un governo militare nelle aree arabe, poi con una dittatura militare nei Territori Occupati.

Diceva che era la beniamina del Medio Oriente, ma era anche l’ultimo regime coloniale del mondo, scrive Levy.

Dice di essere  un membro stimato della famiglia delle nazioni, ma infrange quasi ogni legge internazionale e non annette la terra occupata così da poter creare un falso senso di provvisorietà. È orgogliosa dello stato di diritto di questo Paese e della Corte Suprema … Tutto ciò è finito. Il prossimo governo sarà una continuazione del precedente, ma più forte, più ultra-nazionalista e razzista, meno legittimo e democratico. E, occorre ammetterlo, sarà un riflesso più veritiero della realtà … Martedì gli elettori hanno  espresso un sonoro sì a questo Israele“.

E Gideon, che devo ammettere  essere un amico  oltre che un collega, elenca le nuove regole. “L’incendio che ha iniziato ad ardere durante il precedente governo si diffonderà. I tribunali, i media, i gruppi per i diritti umani e la comunità araba lo sperimenteranno rapidamente in prima persona. Per legge, alcuni  editoriali di questo giornale  non potranno più essere pubblicati. Ad esempio, sarà vietato criticare i soldati israeliani. Qualcuno è contrario?

Addio a chiunque sostenga il boicottaggio di Israele. Questo sarà proibito. Un’ultima citazione da Gideon: “L’aeroporto di Ben Gurion sarà ancora più chiuso ai critici del regime. Le ong saranno messe fuori legge. Gli Arabi saranno discriminati  ancor più di quanto avvenga ora, lungo la strada per realizzare la visione di uno Stato ebraico con legislatori unicamente  ebrei … E naturalmente, in attesa dietro l’angolo c’è l’annessione”. Lasciate che il mondo veda e giudichi, dice Gideon .

Certamente gli Arabi, le cui lacrime se fossero state vere avrebbero fatto annegare i Palestinesi in acque salate, saranno felici di un Israele che assomiglia sempre di più ai loro regimi brutali e politicamente immorali, per non parlare di un leader circondato da montagne di accuse di corruzione. Tutto ciò non ricorda i dittatori che tutti conosciamo e amiamo così tanto? Pensate a qualsiasi capitale tra Baghdad e Amman, tra Damasco e Doha, tra Il Cairo e Algeri.

Se potete perdonare gli Arabi per non essere responsabili dei loro stessi leader, sulla base del fatto che quelle vittorie al ”90 per cento” sono truccate, chi può negare che Netanyahu e i suoi alleati di destra che governeranno Israele abbiano legalmente ottenuto 65 dei 120 seggi della Knesset?  Una cosa è affermare che gli autocrati arabi non sono realmente eletti dal loro popolo; diverso è quando gli Israeliani votano in elezioni libere e trasparenti per le canaglie che ora governeranno  il Paese per un mandato di quattro anni. Volevano Bibi e i suoi amici.

Per quanto riguarda Benny Gantz, ha così vergognosamente abusato del popolo arabo di Israele, composto da suoi concittadini, che il loro rifiuto di votare per lui gli è probabilmente costata la premiership.

Forse che tutti non abbiamo visto i video elettorali di Gantz, in cui mostrava immagini della distruzione di Gaza per ottenere più voti  dagli Ebrei  israeliani?  Immaginate  per un momento se durante le loro finte elezioni i dittatori arabi volessero aumentare la loro popolarità mostrando i loro attacchi aerei contro i Curdi o contro le città sciite o sunnite. La prova finale che sono criminali di guerra, diremmo. Come potrebbe un uomo vantarsi di un tale bagno di sangue? Beh, ​​meglio non rispondere a questa specifica domanda.

Ma non temete. Israele continuerà a farla franca. E le nazioni arabe glielo permetteranno. Dopo tutto, perché i dittatori dovrebbero condannare una nazione che assomiglia sempre di più agli Stati che essi stessi governano?

Se l’occidente può perdonare un governo arabo che bombarda lo Yemen, possiamo continuare a perdonare un governo israeliano che bombarda Gaza. Se  possiamo riprendere a fare affari con quegli Arabi che imprigionano le donne per il solo fatto che rivendicano dei diritti e che uccidono un giornalista, allora possiamo continuare a fare affari con gli Israeliani che bombardano Gaza o uccidono i suoi giornalisti (e i suoi medici e infermieri).

Quindi niente più propaganda. Niente più scuse. Niente più mimetizzazione. Niente più dichiarazioni speciali. Sappiamo dove siamo. Così lo sanno gli Arabi. Così dovrebbero saperlo anche gli Israeliani.

 

Trad: Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” – Invictapalestina.org

 

Niente più scuse: gli elettori israeliani hanno scelto un Paese che rispecchierà i regimi brutali dei loro vicini arabi

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