No all’attacco militare, sì al bando mondiale alle armi chimiche

REDAZIONE 13 SETTEMBRE 2013

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Noam Chomsky e Amy Goodman

di Noam Chomsky – 12 settembre 2013

In un discorso alla nazione dalla Casa Bianca, martedì sera, il presidente Obama ha annunciato che sta rimandando un piano di attacco contro la Siria perseguendo nel frattempo un tentativo diplomatico russo perché controllori internazionali prendano in carico e distruggano l’arsenale siriano delle armi chimiche. Tuttavia Obama ha continuato a minacciare l’uso della forza contro la Siria se il piano dovesse fallire. Abbiamo la reazione al discorso di Obama del linguista e dissidente politico famoso in tutto il mondo, professore emerito del MIT Noam Chomsky. […]

[Quella che segue è la trascrizione dal servizio televisivo di Democracy Now! al riguardo – n.d.t.]

NERMEEN SHAIKH: In un discorso televisivo alla nazione il presidente Obama ha annunciato di aver rimandato un piano di attacco contro la Siria perseguendo nel frattempo un tentativo diplomatico russo perché controllori internazionali rilevino e distruggano l’arsenale siriano delle armi chimiche. Il discorso è arrivato solo dieci giorni dopo che egli aveva informato la nazione che avrebbe chiesto al Congresso di autorizzare l’uso della forza militare. Martedì sera Obama ha chiesto ai leader del Congresso di rimandare il voto sulla sua richiesta di autorizzare il ricorso ad attacchi militari, ma ha affermato che l’esercito resterà pronto se la diplomazia fallirà.

PRESIDENTE BARACK OBAMA: Gli Stati Uniti non sono i poliziotti del mondo. Cose terribili accadono sul pianeta ed è al di là dei nostri mezzi correggere ogni misfatto. Ma quando, con uno sforzo e rischi modesti, possiamo impedire che bambini siano uccisi con il gas, e rendere così più sicuri i nostri bambini nel lungo termine, io credo che dobbiamo agire. E’ questo che rendere diversi gli Stati Uniti. E’ questo che ci rende eccezionali. Con umiltà ma con determinazione, non perdiamo mai di vista tale verità essenziale.

NERMEEN SHAIKH: Il presidente Obama ha offerto un avallo condizionato alla proposta russa per mettere al sicuro l’arsenale siriano delle armi chimiche.

PRESIDENTE BARACK OBAMA: Negli ultimi giorni abbiamo visto alcuni segni incoraggianti, in parte grazie alla minaccia credibile di un’azione militare statunitense e a colloqui costruttivi che ho avuto con il presidente Putin. Il governo russo ha indicato la disponibilità a unirsi alla comunità internazionale nello spingere Assad a rinunciare alle sue armi chimiche. Il regime di Assad ha ora ammesso di possedere tali armi e ha addirittura detto che aderirà alla convenzione sulle armi chimiche, che ne vieta l’utilizzo. E’ troppo presto per dire se quest’offerta si realizzerà e ogni accordo deve verificare che il regime di Assad rispetti i suoi impegni. Ma questa iniziativa ha il potenziale di cancellare la minaccia delle armi chimiche senza usare la forza, particolarmente perché la Russia è uno dei più forti alleati di Assad.

Ho chiesto, perciò, ai leader del Congresso di posporre il voto per autorizzare l’uso della forza mentre perseguiamo questa via diplomatica. Sto inviando il Segretario di Stato John Kerry a incontrare il suo omologo russo giovedì e proseguirò le mie stesse discussioni con il presidente Putin. Ho parlato con i leader di due dei nostri più stretti alleati – Francia e Regno Unito – e collaboreremo in consultazione con Russia e Cina per proporre una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che prescriva ad Assad di rinunciare alle sue armi chimiche e di distruggerle alla fine sotto controllo internazionale. Daremo anche agli ispettori dell’ONU l’opportunità di riferire le loro scoperte su ciò che è accaduto il 21 agosto. E continueremo a promuovere il sostegno dei nostri alleati dall’Europa alle Americhe, dall’Asia al Medio Oriente, che concordano sulla necessità di agire. Contemporaneamente ho ordinato al nostro esercito di mantenere la propria posizione attuale, di mantenere la pressione su Assad e di essere pronto a reagire se la diplomazia fallisse.

AMY GOODMAN: Per parlare più a fondo a proposito del discorso del presidente Obama e della crisi in Siria si unisce a noi il dissidente politico, linguista, scrittore, professore del MIT noto in tutto il mondo Noam Chomsky. E’ autore di numerosi libri. Il più recente è On Western Terrorism: From Hiroshima to Drone Warfare [A proposito del terrorismo occidentale: da Hiroshima alla guerra dei droni], che sarà nelle librerie la settimana prossima. E’ con noi in diretta video attraverso Democracy Now! dalla sua abitazione nel Massachusetts.

Noam, benvenuto a Democracy Now! Cominciamo con la tua reazione all’annuncio, ieri sera, del presidente Obama in un discorso alla nazione, che sono certa è stato visto in tutto il mondo, che per il momento non ci saranno attacchi alla Siria poiché gli Stati Uniti appoggiano il piano russo su come gestire le scorte di armi chimiche della Siria.

NOAM CHOMSKY: Beh, il piano russo è un dono del cielo per Obama. Gli risparmia quella che apparirebbe come una sconfitta politica molto grave. Non è stato in grado di ottenere virtualmente alcun appoggio internazionale per questo … per l’azione che sta contemplando. Persino la Gran Bretagna non l’appoggerebbe. Ed è sembrato che non l’appoggerebbe neppure il Congresso il che lo metterebbe in una situazione assolutamente rischiosa. Questo gli dà una via d’uscita.

Può mantenere la minaccia della forza, che per inciso è un crimine secondo la legge internazionale; dovremmo tener presente che il principio centrale della Carta delle Nazioni Unite vieta la minaccia o l’uso della forza, la minaccia o l’uso della forza. Dunque tutto questo è criminale, tanto per cominciare, ma lui continuerà così. Gli Stati Uniti sono uno stato canaglia. Non presta alcuna attenzione alla legge internazionale.

Lui … è stato piuttosto interessante ciò che non ha detto. Questa sarebbe stata un’occasione perfetta per vietare le armi chimiche, per imporre la convenzione sulle armi chimiche in Medio Oriente. La convenzione, contrariamente a quanto ha detto Obama, non si riferisce specificamente solo all’uso di armi chimiche; si riferisce alla produzione, conservazione o uso di armi chimiche. Sono vietati dalla norma internazionale che Obama ama predicare. Beh, c’è un paese che si dà il caso … si dà il caso che abbia annesso illegalmente parte del territorio siriano, che detiene armi chimiche e che viola la convenzione sulle armi chimiche e ha persino rifiutato di ratificarla … cioè Israele. Dunque c’è un’occasione per eliminare le armi chimiche dalla regione, per imporre la convenzione sulle armi chimiche com’è effettivamente formulata. Ma Obama è stato molto attento a dire che lui … per motivi che sono troppo ovvii per approfondirli … lui … e quella differenza è molto significativa. Naturalmente le armi chimiche dovrebbero essere eliminate dovunque, ma sicuramente in quella regione.

Le altre cose che ha detto non sono state insolite, e tuttavia a modo loro almeno impressionanti per chi non abbia familiarità con il discorso politico statunitense. Dunque egli ha descritto gli Stati Uniti … ha detto che per sette decenni gli Stati Uniti sono stati l’”ancora della sicurezza globale”. Davvero? Sette decenni? Ciò include, ad esempio, proprio quarant’anni fa oggi, quando gli Stati Uniti ebbero un ruolo fondamentale nel rovesciare la democrazia parlamentare in Cile e nell’imporre una dittatura brutale; l’evento è chiamato “il primo 11 settembre” in America Latina. Andiamo indietro ad anni precedenti e abbiamo il rovesciamento del sistema parlamentare in Iran, l’imposizione di una dittatura; lo stesso in Guatemala un anno dopo; l’attacco all’Indocina, il peggior crimine del periodo postbellico con l’uccisione di milioni di persone; l’attacco all’America Centrale; gli assassinii – il coinvolgimento in assassinii – nell’imporre una dittatura in Congo; e l’invasione dell’Iraq e via dicendo. E’ stabilità questa? Voglio dire … che un laureato alla Scuola di Legge di Harvard possa pronunciare parole simili è piuttosto stupefacente, come lo è il fatto che siano accettate senza commenti.

Dunque quello che ha detto è “sarò un bugiardo matricolato riguardo alla storia; cancellerò il ruolo degli Stati Uniti, il ruolo reale degli Stati Uniti, negli ultimi sette decenni; manterrò la minaccia della forza, che ovviamente è illegale; e mi assicurerò che la convenzione sulle armi chimiche non sia imposta nella regione perché il nostro alleato, Israele, vi sarebbe sottoposto.” E io penso che questi siano alcuni dei punti principali del suo discorso.

AMY GOODMAN: [Questo era] Noam Chomsky. Noam Chomsky, il linguista e dissidente politico di fama mondiale. Facciamo una pausa [pubblicitaria] e poi trascorreremo l’ora con lui parlando della politica del presidente Obama e di ciò che sta succedendo in Medio Oriente. Questa è Democracy Now!, Rapporto su guerra e pace. Torniamo tra un minuto.

[pausa]

Il nostro ospite per quest’ora è il professor Noam Chomsky. Torniamo al presidente Obama che ha indirizzato parte del suo discorso alla nazione di ieri sera agli oppositori dell’intervento militare di destra e sinistra.

PRESIDENTE BARACK OBAMA: Concittadini statunitensi, per quasi sette decenni gli Stati Uniti sono stati l’ancora della sicurezza globale. Questo ha significato più che forgiare accordi internazionali; ha significato farli valere. Gli oneri di essere una guida sono spesso pesanti, ma il mondo è un luogo migliore perché li abbiamo sopportati. E così ai miei amici della destra chiedo che riconcilino il loro impegno alla potenza militare degli Stati Uniti con l’astensione dall’agire quando una causa è così evidentemente giusta; ai miei amici della sinistra chiedo che riconcilino la loro fede nella libertà e nella dignità per tutti i popoli con quelle immagini di bambini che si torcono nel dolore e finiscono immobili su un freddo pavimento d’ospedale, poiché le risoluzioni e le dichiarazioni di condanna semplicemente non sono sufficienti. Chiedo davvero a ogni membro del Congresso e a quelli di voi che mi vedono da casa stasera di guardare quei video dell’attacco e poi di chiedersi: in che razza di mondo vivremo se gli Stati Uniti d’America vedono un dittatore che sfacciatamente viola la legge internazionale usando gas venefico e noi scegliamo di guardare da un’altra parte?

AMY GOODMAN: Era il presidente Obama che parlava ieri sera alla nazione. Professor Noam Chomsky, la tua reazione a questa descrizione di quelli che si oppongono a un attacco militare contro la Siria per l’attacco con le armi chimiche?

NOAM CHOMSKY: Beh, di nuovo, quello che è particolarmente interessante è quello che non ha detto. Dunque sì, una buona idea guardare i video dell’attacco con il gas in Siria. Ma poi dovremmo anche guardare le foto dei feti deformi negli ospedali di Saigon che appaiono ancora decenni dopo che John F. Kennedy lanciò un grande attacco di guerra chimica contro il Vietnam del Sud, nel 1961, rovesciando sul paese il velenoso Agente Arancio addizionato di diossina. La diossina è una delle principali sostanze cancerogene. L’attacco era mirato ai raccolti alimentari in un tentativo … e al sottobosco, parte di un assalto generale contro il paese … un gran numero di atrocità, milioni di uccisi. La guerra chimica … gli effetti della guerra chimica sono avvertiti tuttora, in parte anche dai soldati statunitensi. O potremmo guardare le foto di altri feti deformi che arrivano regolarmente da Fallujah, attaccata dai Marine statunitensi nel novembre 2004, con l’uccisione di diverse migliaia di persone, la distruzione di gran parte della città, utilizzando armi che … di tipo sconosciuto ma che hanno lasciato livelli di radiazioni che gli epidemiologi hanno stimato paragonabili a quelle di Hiroshima. E gli effetti sulle alte percentuali di cancro, sui feti deformi, su bambini devastasti da deformità orribili … potremmo guardare anche queste cose. Ora, quelli sono i modi in cui gli Stati Uniti hanno portato … sono stati l’ancora della sicurezza globale per sette decenni. Potrei passare in rassegna la storia se ci fosse tempo, ma tutti dovrebbero conoscerla. […]

Gli Stati Uniti … l’idea che gli Stati Uniti abbiano introdotto e imposto principi di legge internazionale, quella sarebbe difficile accettarla anche come una barzelletta. Gli Stati Uniti si sono addirittura spinti tanto in là da opporre il veto a risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che chiedevano a tutti gli stati di rispettare la legge internazionale. Accadde negli anni ’80, sotto Reagan. Non era citato nessuno stato, ma era evidente che l’intenzione era di esigere che gli Stati Uniti rispettassero la legge internazionale, dopo che avevano respinto una sentenza della Corte Mondiale che li condannava per quello che fu definito l’uso illecito della forza – cioè terrorismo internazionale – contro il Nicaragua. Di fatto gli Stati Uniti sono stati uno stato canaglia, il principale stato canaglia, violando radicalmente la legge internazionale, rifiutandosi di accettare convenzioni internazionali. Difficile trovare una qualche convenzione internazionale che gli Stati Uniti abbiano accettato e quelle poche che hanno accettato sono condizionate in modo tale da essere inapplicabili agli Stati Uniti. Ciò è vero addirittura per la convenzione sul genocidio. Gli Stati Uniti si sono auto-autorizzati a commettere genocidi. In realtà ciò è stato accettato dalla Corte Internazionale di Giustizia. Nella causa della Jugoslavia contro la NATOuna delle accuse era quella di genocidio. Gli Stati Uniti si appellarono alla corte affermando che, per legge, gli Stati Uniti erano immuni dall’accusa di genocidio, autoimmunizzati, e la corte lo accettò, così la causa proseguì contro altre potenze della NATO ma non contro gli Stati Uniti. In effetti gli Stati Uniti quando aderirono alla Corte Mondiale … quando contribuirono a creare la moderna Corte Mondiale nel 1946 e aderirono alla Corte Mondiale, ma con una riserva. La riserva è che gli accordi, le leggi internazionali non si applicano agli Stati Uniti. Così nella Carta dell’ONU, nella Carta dell’Organizzazione degli Stati Americani, gli Stati Uniti sono immuni … autoimmunizzati a proposito delle norme contro la minaccia dell’uso della forza, contro gli interventi, eccetera.

E’ piuttosto sorprendente. Voglio dire, a questo punto è difficile sorprendersi, ma dovrebbe essere sorprendente che un presidente degli Stati Uniti, che per di più è un avvocato costituzionalista o un laureato della Scuola di Legge di Harvard, possa dire cose simili, nella piena consapevolezza che i fatti sono esattamente l’opposto, radicalmente l’opposto. E ci sono milioni e milioni di vittime che possono testimoniarlo. Proprio oggi è … si dà il caso che sia una data importante, il quarantesimo anniversario del rovesciamento della democrazia parlamentare in Cile, con un fondamentale appoggio degli Stati Uniti, perché abbiamo insistito per avere una dittatura malvagia, che divenne un grande centro internazionale del terrore con il nostro sostegno, anziché permettere un governo democratico socialista. Beh, quella è … queste sono alcune delle realtà del mondo. Oggi il quadro che il presidente ha presentato è … non merita neppure di essere chiamato una favola.

NERMEEN SHAIKH: Bene, professor Noam Chomsky, perché pensa che gli Stati Uniti abbia cominciato così in fretta a premere per attacchi militari? E cosa pensa che gli Stati Uniti o la comunità internazionale dovrebbero fare per occuparsi di questo presunto utilizzo di armi chimiche in Siria? Quale pensa dovrebbe essere la reazione appropriata?

NOAM CHOMSKY: La reazione appropriata sarebbe un appello a imporre la convenzione sulle armi chimiche in Medio Oriente – in realtà anche oltre, ma limitiamoci al Medio Oriente – il che significherebbe che qualsiasi paese violasse tale convenzione, che l’abbia accettata o no, sarebbe obbligato a eliminare le sue scorte di armi chimiche. Semplicemente detenere tali scorte, produrre armi chimiche, tutto ciò è una violazione della convenzione e questa è l’occasione perfetta per farlo. Naturalmente ciò richiederebbe che gli USA e il loro alleato, Israele, rinunciassero anch’essi alle armi chimiche. Il passo successivo sarebbe di muoversi in direzione del genere di negoziati, negoziati di Ginevra, che ha sollecitato il negoziatore dell’ONU, Lakhdar Brahimi, con il sostegno russo e con gli Stati Uniti che si sono mostrati, diciamo, recalcitranti. Obama ha formulato in modo sbagliato anche questo, ieri sera. Questa è l’esile speranza, ed è parecchio esile, di un qualche modo di consentire alla Siria di sottrarsi a quello che di fatto è un precipitarsi in un virtuale suicidio.

NERMEEN SHAIKH: E perché pensa gli Stati Uniti abbiano cominciato e premere così in fretta per un’azione militare?

NOAM CHOMSKY: Come fanno sempre. Gli Stati Uniti sono uno stato violento. Sono stati coinvolti in azioni militari dovunque. Hanno invaso il Vietnam del sud, praticamente distrutto l’Indocina, invaso l’Iraq, suscitato un conflitto tra sunniti e sciiti che ora sta facendo a brandelli la regione. Non occorre che io passi in rassegna il resto dei precedenti. Ma gli Stati Uniti passano rapidamente all’azione militare, unilateralmente. Possono … a volte ottengono degli alleati che li accompagnano. In questo caso non sono in grado neppure di ottenere questo. Ed è semplice routine. Gli Stati Uniti sono autoimmunizzati dalla legge internazionale, che vieta la minaccia o l’uso della forza. E questo è dato per scontato qui. Così, per esempio, quando il presidente Obama afferma ripetutamente che tutte le opzioni sono aperte a proposito dell’Iran, quella è una violazione della legge internazionale. Afferma che stiamo usando la minaccia della forza, una violazione della legge internazionale, nei confronti della quale siamo autoimmunizzati. Non c’è nulla di nuovo in questo. Si può ricordare qualche altro paese che abbia usato internazionalmente la forza militare, o qualsiasi cosa remotamente simile alla portata degli Stati Uniti, nel corso di questi sette decenni quando, secondo Obama, siamo stati l’ancora della sicurezza globale?

NERMEEN SHAIKH: Beh, Noam Chomsky, i sostenitori del piano statunitense affermano che il solo motivo per cui Assad ha deciso di consegnare … di rinunciare al controllo sulle armi chimiche è stato a causa della minaccia di un intervento militare, dell’intervento militare statunitense. E che interesse hanno gli Stati Uniti ad attaccare militarmente la Siria?

NOAM CHOMSKY: Il primo commento è corretto. La minaccia e l’uso della forza possono essere efficaci. Così, per esempio, la Russia è stata in grado di controllare l’Europa orientale per cinquant’anni con la minaccia e l’uso occasionale della forza. Hitler fu in grado di impossessarsi della Cecoslovacchia con la minaccia della forza. Sì, spesso funziona, indubbiamente. E’ uno dei motivi per cui è vietato dalla legge internazionale.

Il motivo, i pretesti per imporre, per attuare un’azione di forza si sono in generale ridotti al punto che persino il governo britannico non li ha accettati e il Congresso apparentemente li respingerà, e gli Stati Uniti, il governo, hanno fatto ricorso alla … a quella che solitamente è l’ultima … l’ultima risorsa, quando tutto il resto fallisce, affermando che è in gioco la nostra credibilità. E’ giusto. E’ in gioco la credibilità degli Stati Uniti. Obama ha emesso un editto e deve essere rispettato. E’ una dottrina famigliare. E’ una delle principali dottrine negli affari del mondo. La credibilità degli stati potenti, violenti, deve essere preservata. E’ … occasionalmente la chiamano la dottrina della Mafia. E’ essenzialmente la dottrina mediante la quale il padrino governa i suoi domini nel sistema della Mafia. E’ uno dei principi fondamentali dell’ordine mondiale: la credibilità deve essere preservata.

Ma ci sono molte varianti. A volte è chiamata la teoria del domino. Se non imponiamo la nostra volontà qui, le tessere cominceranno a cadere, altri cominceranno a disobbedire. Nel caso del Cile, quarant’anni fa, per risalire a esso, quello che i latinoamericani chiamano il primo 11 settembre, Henry Kissinger spiegò che il Cile sotto Allende, disse, è un virus che potrebbe diffondere il contagio altrove, fino al sud dell’Europa. E non stava dicendo che i soldati cinesi sarebbero approdati a Roma. Era preoccupato, giustamente, che il modello della democrazia parlamentare, pacifica, potesse diffondersi, nel qual caso il contagio si sarebbe diffuso oltre e il sistema statunitense di dominio ne sarebbe stato eroso.

In precedenza nel vostro programma avete intervistato Saul Landau, lo scomparso Saul Landau, a proposito di [Cuba] ed esattamente la stessa dottrina si applica là. Gli Stati Uniti hanno attuato … hanno invaso Cuba, l’invasione della Baia dei Porci. Quando è fallita, Kennedy ha lanciato un’enorme campagna terroristica, una campagna terroristica omicida. L’obiettivo consisteva nel portare a Cuba i “terrori della terra”, come descrisse la cosa Arthur Schlesinger, il consigliere di Kennedy, il consigliere per l’America Latina. Era nelle mani di Robert Kennedy, e non era uno scherzo. Era una cosa molto seria. Ora, a ciò sono seguiti cinquant’anni di guerra economica, una guerra economica molto dura, tutta unilaterale. Il mondo è stato prevalentemente contrario a essa. Ma non conta: noi, da stato canaglia, facciamo quello che ci pare. E i motivi sono espliciti nella documentazione interna. I motivi, se si risale ai primi anni ’60 … la documentazione interna governativa spiega che Castro è colpevole di quella che chiamano “disobbedienza riuscita” ai principi statunitensi che risalgono alla Dottrina Monroe, 1832 … niente russi, semplicemente la Dottrina Monroe che stabiliva, in linea di principio, il nostro diritto di dominare l’emisfero. Gli USA all’epoca non erano potenti abbastanza da realizzarlo, ma quello era il principio, è Castro attua una “disobbedienza riuscita” a tale principio, perciò deve … Cuba deve essere assoggettata a un massiccio terrorismo, a una grande guerra e strangolamento economici. Questo è andato avanti per cinquant’anni. Stesso principio: il principio della Mafia.

Lo stesso vale in Vietnam. Il motivo principale delle guerre d’Indocina, tornando ai primi anni ’50, è stato presentato negli Stati Uniti come la teoria del domino. Ma ciò che significava è stato, se si leggono i documenti interni, che c’era un timore, un timore giustificato, che un riuscito sviluppo indipendente in Vietnam potesse allargarsi alla regione, potesse diffondere il contagio nella regione. Altri avrebbero tentato la stessa via, che in sé non aveva un grande significato, ma poteva diffondersi sino in Indonesia, che ha ricche risorse e anche là poteva essere un cambiamento in direzione di uno sviluppo indipendente, indipendente dal dominio statunitense. E si temeva addirittura che potesse arrivare in Giappone.  John Dower, il famoso storico dell’Asia, ha descritto il Giappone come il “superdomino”. Gli USA erano preoccupati, profondamente preoccupati, che se l’Asia sud-orientale si fosse mossa in direzione di uno sviluppo indipendente, il Giappone si sarebbe “adattato”, fu quello il termine usato, all’Asia e all’Asia sud-orientale, diventando il loro principale centro industriale e creando un sistema, un sistema asiatico, da cui gli Stati Uniti forse non sarebbero stati esclusi ma che almeno non avrebbero controllato. Ora, gli Stati Uniti avevano combattuto la seconda guerra mondiale per evitare ciò. Quello è il nuovo ordine del Giappone, ed era in pericolo di essere ricostituito se l’Indocina avesse conquistato l’indipendenza. E’ la teoria del domino. E ciò era convenuto. McGeorge Bundy, il consigliere per la sicurezza nazionale di Kennedy-Johnson, a posteriori, ha osservato che la guerra del Vietnam … gli Stati Uniti avrebbero potuto interrompere la guerra del Vietnam War nel 1965. Perché nel 1965? Beh, perché nel 1965 aveva avuto luogo in Indonesia un colpo di stato militare appoggiato dagli USA, on il massacro di centinaia di migliaia di persone, che aveva spazzato via il solo partito politico con una base di massa e aveva istituito un regime di tortura e terrore, ma aperto il paese allo sfruttamento occidentale, con le sue ricche risorse, e ciò significava che la guerra del Vietnam era virtualmente terminata. Gli USA avevano conquistato il loro obiettivi principali. Non c’era motivo di proseguirla.

Ora questa politica è … questi sono principi fondamentali nelle faccende del mondo, e sono comprensibili e sono compresi. Dunque torniamo nuovamente a Cuba. Quando Kennedy assunse la carica, era preoccupato dei cambiamenti nella politica latinoamericana. Sviluppò il … creò una commissione di ricerca sull’America Latina. Fu guidata da Arthur Schlesinger, il suo storico che fu suo consigliere, e fu prodotto un rapporto. Fu presentato al presidente da Schlesinger. E in esso Schlesinger descriveva il problema di Cuba. Diceva che il problema di Cuba è l’idea di Castro di prendere in mano la situazione, un’idea che può avere eco in altre parti dell’America Latina, dove la massa della popolazione è sottoposta allo stesso tipo di dura repressione esistente a Cuba. E se questa idea si diffonde, si erode il sistema di controllo statunitense. Beh, tornando al Medio Oriente, è la stessa cosa.

Now, this policy is—these are major principles of world affairs, and they’re understandable, and they’re understood. So, go back to Cuba again. When Kennedy came into office, he was concerned with changing Latin American policy. He developed the—set up a Latin American research commission. It was headed by Arthur Schlesinger, his historian who was his adviser, and they came out with a report. It was presented by Schlesinger to the president. And in it, Schlesinger described the problem of Cuba. He said the problem of Cuba is the Castro idea of taking matters into your own hands, an idea which may have resonance in other parts of Latin America, where the mass of the population is subjected to the same kind of harsh repression that they are in Cuba. And if this idea spreads, the U.S. system of control erodes. Well, going back to the Middle East, it’s the same.

AMY GOODMAN: [ … chiude questa parte della trasmissione, rimandando a un seguito, di cui non abbiamo la trascrizione, dopo la pubblicità … – n.d.t.]

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:   http://www.zcommunications.org/instead-of-illegal-threat-to-syria-u-s-should-back-chemical-weapons-ban-in-all-nations-by-noam-chomsky.html

Originale: Democracy Now!

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

http://znetitaly.altervista.org/art/12303

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