Noa Landau: IL RICONOSCIMENTO DEL GOLAN E’ UN PASSO VERSO L’ANNESSIONE DELLA CISGIORDANIA?

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marzo 26, 2019

Noa Landau rump Handed Netanyahu the Golan With a Bow on Top. It’s a First Step Toward Annexation

Sintesi personale 

Due settimane prima dell’apertura dei sondaggi in Israele, il 9 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato dato al suo amico, primo ministro Benjamin Netanyahu, l’ultimo regalo del lunedì: le alture del Golan, avvolte in modo luminoso e con un fiocco in cima.

I media israeliani e gli elettori del paese erano lontani dall’essere felici visto che erano impegnati nella preparazione di rifugi antiaerei in seguito  all’escalation delle tensioni con la Striscia di Gaza. Pertanto la firma festosa di Trump sul documento presidenziale che  riconosce la sovranità israeliana nelle alture del Golan, 52 anni dopo la sua conquista, ha avuto la risonanza di  un albero caduto nella foresta per Netanyahu: nessuno ne ha sentito il rumore. Anche negli Stati Uniti l’attenzione si è concentrata altrove ossia sul   rapporto del procuratore speciale  Robert Mueller e molto poco sul cambiamento storico nella politica estera degli Stati Uniti.

La proclamazione firmata da Trump afferma che Israele ha conquistato il Golan nel 1967 per difendersi dalle minacce esterne. Trump era circondato, al momento della firma, da una batteria di figure importanti: il vicepresidente Mike Pence, il segretario di Stato Mike Pompeo, il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, il genero di Trump Jared Kushner, l’inviato in Medio Oriente Jonathan Greenblatt, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, David Friedman e l’ambasciatore israeliano a Washington, Ron Dermer.

Non compariva nella foto l’unica donna: la segretaria della Casa Bianca Sarah Sanders.

Mentre i titoli israeliani si concentravano sulla prospettiva di altri cicli di violenza a Gaza, c’erano motivi per chiedersi se questa firma di Trump fosse l’apertura per l’annessione del territorio conquistato nel 1967.

Dal punto di vista del diritto internazionale la conquista delle alture del Golan non è diversa da quella della Cisgiordania, ma è stata vista in modo diverso, principalmente per altri motivi: il numero di civili sotto occupazione nel Golan è molto più piccolo che in Cisgiordania e hanno diritto alla piena cittadinanza israeliana. Israele ha sancito “l’applicazione della legge israeliana” nella regione del Golan (ma Israele ha sempre evitato di riconoscere che ciò costituisce di fatto un’ annessione). E i coloni che amano parlare calorosamente delle alture del Golan non vi si sono mai insediati in massa.

Quindi, per queste e altre ragioni, c’è un ampio sostegno israeliano a tale riconoscimento della sovranità israeliana. È facile dimenticare lo stato giuridico della regione tra l’ammirazione del suo verde e la mancanza di popolazione. Tutti questi fattori non cambiano la realtà, comunque.Ufficialmente questa è terra è occupata come la Cisgiordania e quasi tutti i governi israeliani si sono impegnati in contatti continui nella speranza di raggiungere un accordo di pace con la Siria, sapendo  che ciò avrebbe implicato concessioni territoriali di una parte del Golan. Se la tendenza verso il riconoscimento dell’annessione continua, insieme alla disperazione per gli sforzi per trovare partner per la pace, non passerà molto tempo prima che sorga anche la questione dell’annessione della Cisgiordania e forse di Gaza. E in effetti poche ore dopo la cerimonia della firma, ci sono state ripetute chiamate secondo cui “conquistare la Striscia è sempre un’opzione”, questa volta da parte del cosiddetto candidato di sinistra  Benny Gantz.

Da un punto di vista emotivo, è chiaro il motivo per cui Israele è eccitato dal passo di Trump. Come è consuetudine in tali circostanze emotive, questo passaggio è principalmente simbolico e non ha alcun significato pratico. Da un punto di vista legale e da un punto di vista di principio, fa parte di un pericoloso processo storico attraverso il quale Israele sta rinunciando alla possibilità di raggiungere un futuro accordo di pace con i suoi vicini.

Netanyahu ha detto alla Knesset nel 2015 che non voleva uno stato binazionale. Quando gli è stato chiesto se Israele avrebbe dovuto vivere per sempre con la spada e la sua risposta è stata affermativa. Ha aggiunto che pensava che Israele avrebbe dovuto controllare tutti i territori per il prossimo futuro.

Trump ora ha riconosciuto questo approccio. Israele ha abbandonato il dialogo diplomatico in cambio di passi unilaterali e di fatti sul terreno. Anche se una mano tesa viene allungata un giorno dall’altra parte, sarà difficile fare un passo indietro e stringere la mano.

Noa Landau

 

 

Noa Landau: IL RICONOSCIMENTO DEL GOLAN E’ UN PASSO VERSO L’ANNESSIONE DELLA CISGIORDANIA?

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