NON CHIAMATELI “MUSULMANI” – Un Ramadan listato a lutto, da Dhaka alla Cita.

460

6 luglio 2016

 13599997_1126000000795734_1682539291120331031_n

Difficile immaginare gli effetti dell’odio seminato in questi giorni girando tra le torri della Cita, nell’ultimo giorno di Ramadan. Le persone di quel gruppo di assassini vanno chiamate “terroristi di matrice islamica” e non “musulmani”, senza nascondere lo sconcerto per il loro usare l’Islam per uccidere ma senza semplificazioni e generalizzazioni che alimentano solo razzismo e disgregazione.
A voi, carissimi concittadini bengalesi musulmani della nostra Cita, buona festa nelle vostre famiglie e nel vostro Paese dove 150 milioni di fratelli e sorelle, che terroristi non sono, stanno vivendo oggi la loro festa più importante.

Carissimi fratelli e sorelle musulmani della Cita,
gli auguri che ogni anno i vostri concittadini della parrocchia della Cita vi scrivono alla fine del Mese di Ramadan, sono segnati stavolta dal sangue e dall’odio. “Ma quei terroristi non sono il mio Bangladesh!” –mi ha detto un anziano della Cita comunicandomi tutto il suo dolore per la feroce uccisione dei nove italiani.
Ho colto il suo sincero dolore e non me la sono sentita di mostragli i titoli di alcuni nostri quotidiani, che, con il veleno sempre più insopportabile dell’islamofobia, descrivevano i terroristi di Dhaka come “musulmani sovvenzionati dai bengalesi che vendono fiori e orologi agli angoli delle strade”, associandoli a tutti voi fratelli provenienti dal Bangladesh che, colpevoli di coltivare la vostra fede, abitate qui alla Cita e in mille altri quartieri, le stesse nostre città.

Mi ha fatto impressione e anche paura stamattina girare per il nostro quartiere e immaginare gli effetti di questo odio che viene alimentato contro i musulmani come voi che, proprio alle porte della Cita, avete una piccola sala di preghiera dove oggi celebrate una delle feste più importanti.

E chissà cosa stanno pensando di voi bengalesi gli italiani che non hanno come noi l’opportunità di vivere fianco a fianco con persone provenienti dal vostro Paese, uno dei più poveri del mondo, dove le nostre multinazionali sfruttano con salari da fame e senza riconoscimento dei diritti dei lavoratori, una manodopera ridotta in schiavitù. Chissà quanti italiani, invece di aggiungere “bangla” alla litania delle superficialità che confondono islam=terrorismo=invasione dei migranti, hanno approfittato per conoscere un po’ meglio la vostra patria e la vostra terra, abitata da 150 milioni di persone in un territorio grande la metà dell’Italia, dove povertà, corruzione e ingiustizia si aggiungono a periodiche devastanti alluvioni.

Ma soprattutto, chissà quanti hanno avuto il coraggio di contrastare il pensiero comune dicendo a voce alta che “in tutta questa barbarie la fede non c’entra affatto. La fede, cristiana o musulmana, è sinonimo di pace e valori umanitari, non di crimini e brutalità” (Tahar Ben Jelloun).

Insomma, stereotipi, generalizzazioni e semplificazioni riducono tutto ad un sottofondo insopportabile di razzismo e disprezzo dell’altro che irresponsabili organi di stampa condensano in un cubitale titolo di prima pagina (che con un disagio da voltastomaco riporto qui: “BESTIE ISLAMICHE”).

Cari fratelli musulmani, vorremmo dar voce anche stavolta alle ripetute vostre condanne di ogni forma di violenza e terrorismo, che “nulla a che fare con la fede”, per rigettare chi gravemente coglie l’occasione per rilanciare la pericolosissima equazione: musulmani = terroristi.

E dopo avervi visto impegnati per un lungo mese di digiuno nel dare il primo posto al Dio Altissimo e Misericordioso, in solidarietà concreta con i poveri, lasciate che vi sentiamo particolarmente vicini in questa Festa di fine Ramadan, con l’impegno a conoscerci sempre di più anche nel nostro quartiere, il quartiere della convivialità delle differenze, unico vero antidoto alla violenza e alla paura.

Don Nandino Capovilla
Parroco della parrocchia della Resurrezione, 6 luglio 2016

13599843_1125999637462437_1854137884582133963_n

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

SHARE

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.