Non esistono attacchi aerei precisi

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di Patrick Cockburn

2 dicembre 2017

L’eliminazione finale dell’Isis in Iraq e in Siria è vicina, ma per quanto benaccetta possa essere la sconfitta di questi movimenti mostruosi, è stata soltanto raggiunta a costo di grande distruzione e perdita di vita. Questa è la nuova faccia della guerra che i governi cercano di nascondere: un numero limitato di truppe da combattimento sul terreno, richiamano devastanti attacchi aerei di velivoli,  missili, droni, siano questi americani o russi, per spianare la strada alla loro avanzata.

I governi pretendono che le guerre aeree attuali siano molto diverse da quelle del Vietnam di mezzo secolo fa, quando le città venivano notoriamente “distrutte allo scopo di salvarle”. In questi giorni le forze aeree – siano  degli Americani in Iraq, dei Russi in Siria o dei Sauditi in Yemen, dicono che questa distruzione di massa non avviene più grazie alla maggiore precisione delle loro armi: usando un solo cecchino, si ipotizza che una stanza in una casa possa essere colpita senza danneggiare una famiglia che si accovaccia, terrorizzata nella stanza attigua.

La vendita di armi di alta precisione molto costose, a paesi come l’Arabia Saudita, è perfino giustificata come misura umanitaria per ridurre il numero di vittime civili.

Le PR sono cambiate, ma non la realtà. Malgrado le rivendicazioni di accresciuta precisione, le immagini prese dai droni di Mosul ovest, rassomigliano moltissimo a quelle di Aleppo est, di Raqqa, e di vaste zone di Damasco, dove ogni edificio è sventrato o ridotto a mucchi di mattoni rotti inframmezzati da crateri. Il problema per i giornalisti o per le organizzazioni per i diritti umani è che è quasi impossibile verificare le dichiarazioni delle vittime o le negazioni di presunti perpetratori in quel momento.

I testimoni, se non sono morti, spesso sono fuggiti oppure sono troppo spaventati per parlare; i governi, gli eserciti regolari e l’aviazione militare, probabilmente la faranno franca se continueranno a negare costantemente che non hanno fatto nulla di sbagliato. Anche se le informazioni dannose alla fine verranno fuori, il calendario delle notizie sarà cambiato e quindi l’interesse del pubblico sarà scarso.

Ho trovato frustrante, durante le settimane finali dell’assedio di Mosul, che è andato avanti per nove mesi, sapere che c’erano state pesanti perdite di vita di civili quando le forze irachene appoggiate dagli attacchi aerei avevano accerchiato la Città Vecchia, ma che era impossibile dimostrarlo. Ero in contatto per mezzo del mio telefono cellulare con due diversi individui intrappolati dietro le linee dell’Isis, i quali si trovavano di fronte al dilemma o di restare dove erano e rischiare di essere uccisi dal bombardamento, oppure cercare di scappare verso il territorio tenuto dal governo e rischiare di essere uccisi dai cecchini dell’Isis.

I due uomini presero decisioni diverse, ma nessuno di loro è sopravvissuto. Uno è stato ucciso dall’Isis mentre con sua madre si era unito a un gruppo che cercava di fuggire attraversando il Tigri usando dei pneumatici perché non sapevano nuotare. Un secondo uomo è stato ferito in un attacco aereo e ucciso da un secondo attacco nelle ultime settimane dell’assedio. La maggior parte delle famiglie allargate dei due uomini sono morte prima che finisse l’assedio.

Per fortuna alcuni giornalisti continuano a guardare che cosa è realmente accaduto nelle battaglie come quella di Mosul molto tempo dopo che il resto dei media ha spostato la sua attenzione altrove. Joel Wing nella rivista online Musing on Iraq (Meditando sull’Iraq), scrive che informazioni inedite sulle vittime alzano “il numero totale di morti durante l’operazione [per conquistare la città di Mosul e l’area circostante] a 21.224 morti e 30.996 feriti. 17.404 della prima cifra  e 24.580 della seconda c’erano stati a  Mosul. Le nuove cifre hanno evidenziato il fatto che ci sono molte più vittime, dato che il numero dei feriti dovrebbe essere da quattro a sei volte più alto del numero dei morti. Anche se sottraiamo le 5.325 persone giustiziate dallo Stato Islamico, significa ancora che ci dovrebbero essere tra  60.000 e 90.000 feriti a causa dei combattimenti.

La cifra sembra alta, ma è credibile, tenendo conto dell’uso dell’artiglieria convenzionale e dei molteplici lanciamissili russi nell’attacco a Mosul ovest. Le vittime causate dall’attacco aereo sono anche aumentate  perché le regole per le truppe di terra  che attirano  gli attacchi aerei sono state rese meno severe prima che iniziasse l’attacco a Mosul ovest. L’Isis uccideva i civili che tentavano di scappare dall’enclave di tenuta dall’Isis e che si andava riducendo e più persone erano confinate in meno case, cosicché se una veniva colpita, le perdite sarebbero state grandi.

Anche prima che questo accadesse, molti più civili venivano uccisi dagli attacchi aerei di quanti la coalizione aere guidata dagli Stati Uniti stava ammettendo. L’unico modo di arrivare alla verità è di guardare a un vasto campione di attacchi aerei sul posto e vedere se erano stati riferiti dalla coalizione e se sì, quanto era accurato quel servizio.

Questo è stato ora fatto per la prima volta da Azmat Khan e da Anand Gopal, che hanno visitato i siti colpiti da quasi 150 attacchi aerei nel Nord dell’Iraq tra aprile 2016 e giugno 2017. In un lungo studio intitolato “I non numerabili”, pubblicato su The New York Times il 16 novembre, ha gli autori hanno raggiunto conclusioni devastanti. Hanno scritto: “Abbiamo trovato che uno su cinque attacchi della coalizione che abbiamo identificato, hanno avuto come conseguenza morti di civili, una percentuale di più 31 volte di quella riconosciuta dalla coalizione”. Aggiungono che, per quanto riguarda  le  morti di civili questa “forse è la guerra meno trasparente nella recente storia americana.”

La coalizione ha negato che molti degli attacchi aerei che avevano ucciso le persone fossero mai accaduti, ma gli inviati hanno scoperto che c’erano dei video di parecchi attacchi sul canale YouTube della coalizione, anche se si  sosteneva che mostrassero la distruzione di obiettivi dell’Isis. Quando i giornalisti lo hanno fatto notare, i video sono stati tranquillamente ritirati.

Il quadro  che ha offerto la coalizione della sua offensiva aerea, si è scoperto essere un’invenzione.  In una zona residenziale che si chiama Qaiyara, vicino alla città di Mosul, la coalizione ha dichiarato di avere ucciso un civile nella città o vicino a questa, e l’aviazione irachena ha detto che non aveva ucciso nessuno. Si è venuto a sapere che su questa area c’erano stati 40 attacchi aerei che avevano ucciso 43 civili, di cui 19 erano uomini, 8 donne e 16 bambini di 14 anni o anche più piccoli. In circa un terzo di attacchi mortali, l’Isis era stata vicinissima ai civili, ma in metà dei casi non c’era stata alcuna presenza percepibile dell’Isis.

Dove c’erano prove dell’Isis, queste erano spesso erano deboli o non aggiornate: in un caso, una famiglia di 6 persone era stata spazzata via, tranne un bambino di due anni,  perché un informatore locale una volta aveva visto un mortaio vicino alla loro casa anche questo era stato spostato molto tempo prima dell’attacco.

L’importanza dello studio è grande perché per la prima volta si può dimostrare ciò che sta realmente accadendo in una serie di guerre in Medio Oriente, a cominciare dalla guerra Afghanistan nel 2001. Non esistono  gli attacchi aerei di precisione.

La coalizione ha affermato che soltanto 1 su 157 dei suoi 14.000 attacchi aerei in Iraq fin dal 2014, hanno causato una morte di civili, ma le prove sul terreno dimostrano che la vera percentuale è di 1 su 5. La confortante dichiarazione dei comandanti dell’aviazione americana e britannica che le armi “intelligenti” permettono loro di evitare l’uccisione di civili, è semplicemente falsa.

Nella foto: attacco aereo della coalizione a Kobane, in Siria.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/there-are-no-precise-air-strikes

Originale: The Independent

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

Non esistono attacchi aerei precisi

http://znetitaly.altervista.org/art/23811

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