Non salite sui bus della segregazione

adminSito   venerdì 8 marzo 2013 08:58

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(Foto: Activestills.org)

Appello al boicottaggio: i lavoratori palestinesi traggano ispirazione dalla lotta degli afroamericani in Alabama e non salgano sugli autobus a loro riservati.

di Amjad Iraqi – +972mag.com*

Haifa, 8 marzo 2013, Nena News – L’annuncio che il Ministero dei Trasporti israeliano inizierà un servizio di autobus “solo per palestinesi” dal checkpoint di Eyal in Cisgiordania potrebbe apparire come una politica innocua. Infatti, molti lavoratori palestinesi in Israele potrebbero essere spinti a usare i nuovi servizi. Se l’annuncio è corretto, i palestinesi eviteranno bus troppo affollati, risparmieranno centinaia di shekel grazie a biglietti meno cari e eviteranno inutili tafferugli con i coloni passeggeri dei bus.

Il problema è che tale messaggio viene utilizzato da Israele per costringere i palestinesi a conformarsi ad un’agenda piuttosto contorta. Nonostante i tentativi del Ministero di indorare la pillola, mostrando l’iniziativa come politica a favore dei lavoratori, né palestinesi né israeliani dovrebbero cadere nel tranello: il governo sta incentivando la segregazione. In questo caso, la segregazione nasce dal desiderio di mantenere a distanza la popolazione occupata, lontana dalle infrastrutture statali e dai coloni.

Il nuovo servizio di autobus è l’istituzionalizzazione di un’agenda razzista, che aggiunge un altro strumento ad un sistema che nel migliore dei casi va definito come società segregazionista, nel peggiore come regime di apartheid. I timori che i palestinesi saranno costretti a scendere dalle linee originarie e a utilizzare gli autobus riservati è una prospettiva che disturba per la sua mancanza di moralità e per le dinamiche socio-economiche che genera.

Questo non è certo il caso più grave di discriminazione di Stato nei Territori Occupati, e non sarà l’ultimo. Ma cosa rende il caso degli autobus importante è che presenta con crudezza la pervasività della mentalita segregazionista dello Stato, riportando alla memoria i famigerati autobus della legge Jim Crow nel Sud degli Stati Uniti, dove i neri americani dovevano sedere in fondo nei mezzi pubblici ed erano costretti a lasciare il loro posto ai passeggeri bianchi.

A questo spirito, a questo ricordo, chi scrive – insieme a molti altri attivisti e cittadini – fa appello alla popolazione palestinese perché emuli il Montgomery Bus Boycott del Movimento per i Diritti Civili contro Israele – un “Qalqiliya Bus Boycott”. I palestinesi dovrebbero continuare a usare i bus di prima, sfidando il tentativo di separare i passeggeri in base alla loro nazionalità.Non si tratta solo di una presa di posizione contro l’idea di segregazione, ma anche di una condanna allo Stato israeliano che si inchina ai desideri dei coloni e radica ulteriormente le politiche di occupazione.

Un simile boicottaggio chiede ai lavoratori palestinesi sacrifici e spirito di resistenza. Ma si tratta dello stesso prezzo pagato dagli afroamericani di Montgomery, in Alabama, la cui lotta nonviolenta è riuscita a abolire la segregazione razziale sui mezzi pubblici, un fondamentale passo verso la libertà e l’uguaglianza.

I palestinesi devono applicare la stessa perseveranza contro i servizi di autobus separati israeliani al checkpoint di Eyal. Non è certo il più importante elemento del conflitto israelo-palestinese, né porterà a drastici cambiamenti. Ma è una battaglia simbolica che i palestinesi devono affrontare per mostrare agli israeliani dove può arrivare il razzismo dell’occupazione e per mostrare e che il popolo palestinese rifiuta di accettare ogni incentivo per rendere tale razzismo tollerato.

*Articolo tradotto dalla redazione di Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=54360&typeb=0&Non-salite-sui-bus-della-segregazione

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