NOTIZIE IN BREVE: STORIE DI ORDINARIA OCCUPAZIONE

Pubblicato il 20 novembre 2013 da AbuSara

20 Novembre 2013 / Fonti: Palestine News Network, WAFA Palestinian News and Info Agency

 
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-Bulldozer israeliani demoliscono baracche e riserve di acqua

Mercoledì 20 novembre, l’esercito israeliano ha distrutto un contenitore per la riserva dell’acqua usato dagli abitanti e delle baracche, nel villaggio di Kherbit al-Taweel, a sud est di Nablus. Le forze di occupazione sono giunte sul posto nelle prime ore del mattino ed hanno inziato i lavori di demolizione, col prestesto che le strutture fossero state costruite senza autorizzazione. A breve, sul sito della Rete italiana ISM, seguirà la traduzione di un resoconto dell’accaduto.

Fonte:http://english.pnn.ps/index.php/politics/6197-israeli-bulldozers-demolish-facilities-in-nablus

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– Palestinese si consegna alle forze di occupazione israeliane dopo essere stato ricattato

In una notizia del 20 novembre, il Palestine News Network ha riportato che il palestinese Mu’taz Abu Thre’ si è consegnato alle forze di occupazione dopo che queste ultime avevano messo in atto una grossa operazione di ricerca nel villaggio di Beit Awa, a sud ovest di Hebron. Le forze israeliane lo hanno ricattato arrestando sua madre e suo fratello e trasferendoli nel centro di detenzione di Kiryat Arba. Un reporter del PNN ha raccontato che l’esercito israeliano ha arrestato la moglie di Nasser Abu Thre’ per costringere suo figlio Mut’az a costituirsi. I soldati hanno fatto irruzione nel villaggio e aggredito un gruppo di abitanti, per poi perquisire la casa di Nasser Abdullah Thre’, che è stato interrogato e aggredito, riportando escoriazioni in diverse parti del corpo. A seguito dell’irruzione dei soldati nel villaggio, sono scoppiati degli scontri con lancio di pietre contro le truppe delle forze di occupazione, le quali hanno risposto sparando candelotti di gas lacrimogeni e bombe sonore. I soldati inoltre hanno fatto irruzione in diversi negozi interrogando i proprietari. Fonte:http://english.pnn.ps/index.php/politics/6198-palestinian-hands-himself-over-to-israeli-forces

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– Betlemme: palestinese muore a causa di ferite riportate sette anni fa

19 Novembre 2013 / Fonte: Palestinian News Network Il palestinese Mohammed Sawarkeh, 58 anni, di Arab al-Rashaydeh, nella provincia di Betlemme, è morto martedì, a causa di ferite riportate sette anni prima. Un responsabile del concilio del villaggio, Fawaz al-Rashaydeh, ha riferito che il martire Sawarkeh era ricercato dalle autorità israeliane già dagli anni ’70, e che era tornato nella sua terra natia dopo che l’Aurità Palestinese aveva firmato gli Accordi di Olso, momento in cui si era arruolato nelle Palestinian National Security Forces. Sette anni fa, era stato ferito da sette pallottole nella schiena mentre era inseguito dalle forze israeliane. Sawarkeh era stato portato all’ospedale di Haddaseh, ed era rimasto in coma per 6 mesi, dopodiche era stato trasferito in diversi ospedali della West Bank ed era rimasto completamente paralizzato nella spina dorsale. Al-Rashaydeh ha aggiunto che un mese fa, Sawarkeh era stato ricoverato in un ospedale per altre cure, ma il 19 novembre 2013, è stata annunciata la sua morte.

Fonte: http://english.pnn.ps/index.php/politics/6194-palestinian-from-bethlehem-dies-of-injuries-sustained-by-iof-fire

– Forze di occupazione israeliane sparano proiettili d’acciaio ricoperti di gomma ferendo 3 persone

Secondo quanto riportato da fonti locali, mercoledì 20 novembre, 3 persone, due palestinesi e un attivista, sono state ferite da proiettili d’acciaio ricoperti di gomma sparati dalle forze di occupazione. I soldati hanno sparato contro una manifestazione pacifica nella cittadina di Yabod, a sud di Jenin, che si è svolta per protestare contro l’abbattimento di centinaia di ulivi situati vicino all’insediamento di Mavo Dotan, costruito illegalmente sulle terre della cittadina. Inoltre, è stato arrestato un giovane palestinese.

Fonti: http://english.wafa.ps/index.php?action=detail&id=23667http://english.pnn.ps/index.php/nonviolence/6206-dozens-of-palestinians-suffered-injuries-during-clashes-in-yabud

– L’esercito israeliano arresta 28 palestinesi nellaWest Bank

Secondo quanto riportato dall’agenzia WAFA, nella notte tra il 19 e il 20 novembre, le forze di occupazione israeliane hanno condotto una grossa operazione repressiva in diverse città e villaggi della West Bank, arrestando almeno 24 persone. Secondo i dati riportati dal Palestine News Network gli arresti ammontano a 28. L’esercito israeliano ha fatto irruzione nel villaggio di Beita, a sud di Nablus, irrompendo in diverse case e arrestando 9 palestinesi: Meqdam Rebhi Hamayel, 21, Salim Mustafa Hamayel, 22, Hilal Musatafa Bani Shamsa, 23, e i suoi due fratelli Nijim, 17, and Amir, 21. I soldati hanno pure arrestato: Yousef Mohammed Hamayel, 40, Nidal Abdullah Khader, 41, Islam Hamed Bani Shamsa, 17, e Ayoub Jaghoub, 20. A Gerusalemme, è stato arrestato il ventiseienne Adel Samir al-Refa’i, nella sua casa nel quartiere di al-Rahena, a Anata, nel nord est di Gerusalemme occupata. I famigliari hanno raccontato che i soldati prima di fare irruzione nella casa hanno imposto un cordone militare attorno all’edificio, per poi arrestare Adel e portarlo in un luogo tuttora sconosciuto. I soldati hanno fatto irruzione in altre case nel quartiere di al-Tameer, inclusa l’abitazione della famiglia al-Jamzawi. A Hebron l’esercito israeliano ha arrestato 4 palestinesi e ad un altro ha consegnato una convocazione con i servizi di intelligence israeliani. Fonti locali hanno raccontato che i soldati hanno fatto irruzione nella città all’alba, arrestando: Khaled Majed al-Zghair, 20, e Mu’taz Nasser al-Masalmeh, 17, del villaggio di Beit Awa e Omar al-Junaidi, 17, del campo profughi di al-Aroub, trasferendo quest’ultimo in un luogo sconosciuto. Fonti locali hanno riportato l’arresto di Saed Abdul Majed Ahmed, 18, nel villaggio di Dura, dopo che i soldati hanno perquisito e saccheggiato la casa dei suoi genitori. Nel villaggio di Beit Aoula, sempre vicino ad Hebron, le forze di occupazione hanno consegnato al palestinese Hatem al-Sarahin una convocazione con i servizi di intelligence israeliani per suo figlio. A Jenin, sono state arrestati 9 palestinesi del villaggio di Yabud, dopo che i soldati hanno fatto irruzione nelle case dei loro genitori. Martedì, ad un checkpoint nel villaggio di Barat’a, le forze di occupazione hanno arrestato Abdul Hadi Bari, mentre stava tornando a casa dopo il lavoro. Per finire, i soldati israeliani hanno consegnato una convocazione per un «incontro» con i servizi di intelligence israeliani nel complesso di insediamenti di Gush Etzion a Mohammed Muhana Abu Sarhan, 18, del villaggio di al-Obaidya, a est di Betlemme.

Fonti: http://english.wafa.ps/index.php?action=detail&id=23665http://english.pnn.ps/index.php/politics/6202-iof-forces-arrest-28-palestinians-in-west-bank

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– Valle del Giordano: ordini di evacuazione per gli abitanti del villaggio di Bardala

Secondo fonti locali, martedì 19 novembre delle truppe israeliane sono entrate nel villaggio di Bardala, nella Valle del Giordano, ordinando agli abitanti palestinesi, nativi del luogo, di lasciare le proprie case ed evacuare il villaggio. I soldati hanno fatto irruzione nelle tende degli abitanti e hanno dato loro come termine ultimo di sgombero il primo dicembre. Le fonti locali hanno spiegato che gli edifici del villaggio sono stati costruiti decine di anni fa e le sue terre appartengono ai suoi abitanti nativi, che usano alcune delle tende e delle strutture per l’agricoltura. Il responsabile del consiglio municipale palestinese dell’area della Valle del Giordano, Aref Daraghmeh, ha fatto appello all’Autorità Palestinese e ai gruppi per i diritti umani affinché si schierino dalla parte degli abitanti di Bardala e facciano qualcosa contro le violazioni perpetrate nei loro confronti da Israele. Sempre nella Valle del Giordano, decine di coloni che vivono illegalmente nella zone di proprietà palestinese hanno posizionato un avamposto nel luogo in cui un ufficiale israeliano era stato ucciso il mese scorso. Secondo quanto riportato dal giornale Maariv martedì, i coloni sono riusciti a dotare l’avamposto di elettricità e ad allacciarsi all’acqua e al sistema fognario della zona.

Fonte: http://english.pnn.ps/index.php/politics/6204-iof-order-bardala-villagers-in-jordan-valley-to-evacuate-their-homes

– Israele ordina la rimozione della rete elettrica nella cittadina di Ithna

Le autorità israeliane hanno ordinato alla municipalità del villaggio di Ithna, a ovest di Hebron, di rimuovere parte della rete elettrica, che fornisce elettricità ad un intero quartiere a ovest della cittadina. Questo è quello che ha riportato il responsabile della municipalità di Ithna, Hashim al-Tmaizi, spiegando che la rete elettrica era stata costruita diversi anni fa e che la municipalità col tempo ha aperto nuovi collegamenti per l’acqua e la corrente, in aree dove la popolazione è cresciuta a causa della confisca da parte di Israele della maggior parte del territorio di Ithna, e della presenza del muro dell’apartheid che ha sottratto migliaia di dunum si terre palestinesi. Fonte: http://english.wafa.ps/index.php?action=detail&id=23669

 

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