Nuova colonia israeliana ad Abu Al Ajaj.

Jordan Valley Solidarity   12.07.2012

 Area della base militare di Gadi nella Valle del Giordano – villaggio palestinese

http://www.jordanvalleysolidarity.org/index.php?option=com_content&view=article&id=466:new-israeli-colony-in-abu-al-ajaj&catid=15:2010&Itemid=21

 

da Jordan Valley Solidarity 

I coloni israeliani stanno stabilendo un’altra nuova colonia nella Valle del Giordano. Con il sostegno del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, stanno prendendo possesso di una base militare in disuso nei pressi di due comunità palestinesi e reclamano la terra per se, proprio come fecero i famigerati coloni di Maskiyyot nel 2002.

Nelle ultime settimane, imprenditori edili dei coloni hanno iniziato a ristrutturare gli edifici della base militare in disuso di Gadi, nella zona di Abu Al Ajaj del villaggio di Al Jftlik, nel cuore della Valle del Giordano. Questi nuovi colonialisti lavorano chiaramente in stretto contatto con il “Consiglio Regionale della Valle del Giordano” per la gestione degli insediamenti e la confinante colonia di Massu’a. I coloni di Massu’a, uno degli insediamenti più aggressivi della Valle del Giordano, sono responsabili di una serie di appropriazioni di terre con le quali, negli ultimi anni, in tre diverse occasioni, hanno rubato con la prepotenza terra ad Abu Al Ajaj.

                                              Base militare dismessa di Gadi messa disposizione per la nuova colonia

L’istituzione di una nuova colonia è stata annunciata alla radio dell’esercito israeliano il 10 marzo 2011 in occasione della visita di Benjamin Netanyahu alla base di Gadi. Al momento, David Alhiani, presidente del Consiglio Regionale per la Valle del Giordano, dichiarò: “Né il ministro della difesa e neppure il primo ministro costruiranno una nuova colonia nella Valle del Giordano, per lo meno non ora. Forse più tardi, quando si avrà la sovranità sulla Valle”.

Israele non ha la sovranità sulla Valle del Giordano oggi, più di quanto l’avesse un anno fa. La sua occupazione è illegale oggi come lo era un anno fa. Ma i loro tentativi di impossessarsi della Valle sono diventati sempre più aggressivi e trasparenti. Allo stesso modo, nel settembre 2011, è stata comunicata la notizia del progetto israeliano di dare inizio alla rimozione sistematica di 27.000 beduini da Gerusalemme Est, dalla Valle del Giordano e dalla rimanente Area C.

E’ stato riferito che la nuova colonia verrà gestita dall’organizzazione giovanile israeliana Bnei Hamoshavim; e, perché si associno al progetto di colonizzazione della Valle del Giordano, saranno particolarmente favoriti i giovani israeliani che hanno sofferto di cattiva salute mentale o di tossicodipendenza.

                                              Cimitero di Abu Al Ajaj

Prima dell’occupazione israeliana della West Bank del 1967, la base militare di Gadi era stata utilizzata dall’esercito giordano e a sud-est del campo profughi di Abu Al Ajaj vivevano circa 10.000 palestinesi. Oggi, tutto ciò che resta del campo profughi sono il cimitero e la scuola dell’UNRWA. La moschea si trova ancora sulla collina, all’interno della recinzione che circonda la nuova base delle Forze di Occupazione Israeliane (IOF), e, negli ultimi 45 anni, è stata negata ai palestinesi la possibilità di fruirne.

                                              Moschea confiscata all’interno della recinzione della IOF

Dal momento in cui il campo profughi venne distrutto, subito dopo l’occupazione, la comunità palestinese di Abu Al Ajaj si è sudata la vita coltivando un po’ di terreno e pascolando le pecore sui pendii delle colline. Attualmente, la comunità è costituita da circa 120 famiglie, alcune sono originarie della zona di Al Jiftlik, altre vi sono giunte come profughi da Yatta, vicino a Hebron, quando vi sono stati scacciati dai coloni.

Negli ultimi otto anni, i coloni del vicino insediamento di Massu’a hanno lavorato mano nella mano con le IOF per cercare di allontanare i palestinesi dalla loro terra. In tre diverse occasioni (nel 2004, 2008 e 2010) hanno scelto la superficie di terra che volevano, hanno rimosso tutti gli edifici e le proprietà palestinesi che vi si trovavano e occupato la terra per il proprio uso. Nel 2004, hanno eretto serre per coltivare uva; nel 2008, un terreno per farvi crescere i propri raccolti e nel 2010, hanno attaccato i palestinesi del posto non appena arrivati, hanno recintato ancora più terra e, più tardi, vi hanno eretto un’altra fila di serre. Vedi il rapporto umanitario OCHA delle Nazioni Unite. In ogni occasione, le IOF erano sul posto e li appoggiavano. Nello stesso periodo, la comunità ha ricevuto innumerevoli ordini di demolizione, allo spuntare del giorno è stata oggetto di incursioni, durante le quali le IOF hanno distrutto molte case e recinti per gli animali.

Ci sono circa 30 case nei cui confronti sono stati notificati ordini di demolizione. Le famiglie vivono nel terrore che un giorno arrivino le IOF e allora sarà il loro turno di vedere distrutte casa e possibilità di sostentamento. Sono state distrutte le loro tubature per l’acqua, uccisi gli animali, proibito loro l’accesso ai pascoli e la terra rubata davanti ai loro occhi.

Altri agricoltori del posto sono stati maltrattati dalle IOF. Waleed Abu Hania, che vive nei pressi del cimitero, è stato strappato dalla propria fattoria per ben tre volte dalle IOF, che ogni volta tentano di sostenere che lui sta coltivando terreno dello Stato! Un po’ oltre, lungo la strada, la famiglia Saaidh ha ricevuto un ordine di demolizione per il contenitore metallico da spedizioni sul terreno della propria piccola fattoria di alberi da dattero.

La piccola comunità vicino a Koursiliyya, composta da quattro famiglie, è ancor più vulnerabile. Nascoste nella valle a ovest della base militare di Gadi, è già stato proibito loro di accedere all’acqua di una vicina fonte naturale e sono sotto minaccia di trasferimento forzato.

Tutte queste famiglie palestinesi è poco probabile che continuino a vivere sulla loro terra. Mostrano una incredibile costanza, ma anche perché non hanno alcun altro posto dove andare. Questa è la loro casa. Si sono trovati ad affrontare l’iniziativa dello Stato di Israele concertata per rimuoverli dalla loro terra con la forza e hanno subito gli abusi verbali e le violenze fisiche dei coloni illegali di Massu’a. Ora, data l’impunità concessa dal governo all’uso della violenza, delle aggressioni e delle molestie contro i vicini palestinesi, si trovano a dove affrontare la prospettiva di un altro gruppo di giovani coloni.

(tradotto da mariano mingarelli)

http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3674:nuova-colonia-israeliana-nella-valle-del-giordano&catid=25:dalla-palestina&Itemid=75

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