Nuova notte di tensione: raid israeliani dopo due razzi palestinesi

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Articolo pubblicato originariamente su Nena News

Per la terza sera consecutiva, si è ripetuto il lancio di missili dalla Striscia a cui hanno fatto seguito i bombardamenti dell’aviazione israeliana contro, sostiene l’esercito di Tel Aviv, “obiettivi di Hamas”. Non si segnalano feriti da entrambe le parti. Oggi, intanto, in arrivo gli aiuti in denaro del Qatar per 100.000 gazawi

Fonte foto: Mahmoud Hams/Getty Images

Resta alta la tensione tra la Striscia di Gaza e Israele dopo che ieri, per la terza notte di fila, si sono registrati il lancio di razzi da parte palestinese e i raid dell’aviazione israeliana. I palestinesi hanno lanciato un primo missile in serata e poi un secondo nelle prime ore di lunedì mentre la Striscia era sotto i bombardamenti di Tel Aviv. I raid, fa sapere l’esercito, erano una risposta al primo attacco missilistico. I razzi sono stati intercettati dal sistema difensivo israeliano dell’Iron Drome e pertanto non hanno causato danni. L’esercito ha detto di aver colpito alcuni compound del gruppo islamico palestinese Hamas (che governa l’enclave palestinese assediata da Israele da oltre 10 anni) usati per esercitazioni militari, ma anche l’entrata di un tunnel e un deposito di armi. Non si segnalano feriti.

Come accaduto nelle due sere precedenti, nessun gruppo palestinese ha rivendicato il lancio dei razzi. Tuttavia, come sempre accade in questi casi, Israele ritiene Hamas responsabile di qualunque attacco proveniente dalla Striscia. Se danni non si sono avuti né da una parte né da un’altra, è pur vero che le recenti tensioni al confine tra l’enclave palestinese e Israele mostrano come la tregua raggiunta a maggio tra Hamas e Tel Aviv sia sempre più fragile. In un discorso pronunciato ieri, il capo dell’esercito israeliano Avi Kohavi ha minacciato Hamas di non aumentare la tensione: “La forza di difesa d’Israele [l’esercito israeliano, ndr] difende il confine con Gaza e non accetterà nessuna violazione alla sua sovranità. Risponderemo con forza a qualunque violazione e continueremo a farlo. Se la situazione peggiora, Hamas e la Striscia di Gaza pagheranno un caro prezzo”.

Oggi, intanto, le Nazioni Unite inizieranno a distribuire gli aiuti in denaro a migliaia di famiglie povere della Striscia all’interno di un programma finanziato dal Qatar. A darne notizie è stato l’inviato per il Medio Oriente dell’Onu Tor Wennesland. Proprio Doha ha donato centinaia di milioni di euro in aiuti a Gaza a partire dall’offensiva israeliana contro l’enclave palestinese del 2014. Tuttavia, l’ultimo attacco di Tel Aviv contro Hamas a maggio ha bloccato questi pagamenti: Israele sostiene che tali soldi vadano al gruppo islamico “terroristico” palestinese e pertanto debbano essere fermati. Secondo un nuovo piano coordinato dal Qatar e dall’Onu e sostenuto da Israele, gli aiuti verranno distribuiti ora in più di 700 punti presenti nella Striscia. A beneficiarne a partire da oggi saranno almeno 100.000 persone, secondo quanto ha riferito su Twitter l’inviato Wennesland. Non è chiaro però come questi luoghi saranno monitorati affinché gli aiuti non raggiungano Hamas come esplicitamente richiesto da Israele.

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