Nuovi raids israeliani sulla Striscia di Gaza

SABATO 13 OTTOBRE 2012

 Pubblicato da Rosa Schiano a 23:30

L’aviazione militare israeliana ha condotto diversi raids aerei nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2012 e nella sera del 13 ottobre.

Sera del 12 ottobre, era appena mezzanotte quanto ho avvertito un’enorme esplosione. Mi trovavo in un locale all’aperto con alcuni amici. Il primo attacco ha colpito una base militare di Hamas a nord di Gaza city (in Nafaq street).

Successivamente sono stati colpiti spazi disabitati nel campo di rifugiati di Al Bureij e nel campo di rifugiati di Nuseirat, nell’area centrale della Striscia di Gaza. Aerei militari continuavano a volare a notte inoltrata.

Alle 3.20 di notte ho sentito un’altra enorme esplosione dovuta ad un attacco israeliano su un sito della resistenza a nord di Gaza city.

Caccia F-16 hanno continuato a volare almeno per mezz’ora ed un attacco è stato riportato anche in uno spazio disabitato nel villaggio beduino Um Al Nasser, in Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza. Successivamente ho saputo che in quest’area il bombardamento aveva danneggiato un asilo.

Le forze militari israeliane hanno successivamente dichiarato di aver colpito, durante la notte, “un sito di attivita’ terroristiche nel nord della Striscia e altri due nella zona centrale” Premesso che si chiamano centri della resistenza palestinese, e che il terrorismo è quello che quotidianamente mette in atto l’esercito israeliano,  attraverso quotidiane aggressioni via mare, via cielo o via terra, quanto detto nel comunicato è falso. Gli obiettivi colpiti sono, come ho riportato pocanzi, un sito della resistenza a nord di Gaza city, e due spazi disabitati nella zona centrale. A questi attacchi si aggiunge quello avvenuto in Beit Lahia. Queste dichiarazioni, ricopiate poi dai media italiane, sono quindi palesemente false e non servono ad altro che a giustificare gli attacchi.

Con il proposito di dimostrare quanto avvenuto durante la notte, dopo aver consultato centri per i diritti umani e contatti locali, oggi mi sono recata nel villaggio di Um Al Nasser per fotografare l’asilo danneggiato.

Ho scoperto che l’asilo danneggiato, l’ Um Al-Nasser kindergarden, è stato costruito attraverso il progetto “Peace Architecture for Education Gaza Strip”, promosso dalla ONG italiana Vento di Terra e finanziato dalla Cooperazione Italiana.

Mi reco sul posto con un attivista palestinese e siamo accompagnati da persone del luogo a visitare l’interno dell’asilo. Le pareti presentano crepe e sono palesemente danneggiate, alcuni pezzi sono crollati.

Gli uomini del villaggio ci accompagnano poi all’esterno per vedere la cavità nel terreno provocata dalla bomba sganciata da un F-16. La bomba è stata sganciata accanto all’asilo, dove vi è anche un terreno agricolo ed un allevamento di polli.

Devo ammettere che ho rischiato molto ad essere in quel posto ad ora così tarda, erano circa le 6.00-6.30 di sera. Droni volavano su di noi mentre eravamo nel terreno agricolo, a circa 700 mt dal confine con Israele.

“Separati da noi, se colpiscono, colpiscono il gruppo”, mi ha detto l’attivista palestinese.

In quei momenti, è difficile rimanere lucidi. Era completamente buio, la sola luce era quella che emanava il suo cellulare. Non volevo separarmi dalle altre persone ed allo stesso tempo iniziavo a chiedermi se sarei sopravvisuta, la mia mente iniziava ad immaginare i nostri corpi ridotti improvvisamente in pezzi. Nausea e giramento di testa e i droni continuavano ad essere lì proprio sopra di noi.

Ho scattato velocemente le foto sul posto lì dove è stata lanciata la bomba e sulle pareti esterne dell’asilo, pensavo solo di dover fare questo lavoro e che poi sarei andata via anche se le mie dita tremavano sul pulsante della macchina fotografica.

Per fortuna tutto è andato bene. Abbiamo anche ritrovato pezzi di bomba. Una volta lasciato l’asilo, abbiamo visitato un’abitazione vicina, danneggiata dall’attacco. Idrees Abu Sharikh, 52 anni, ci ha detto che l’attacco è avvenuto verso l’1.45 di notte, ci ha invitati ad entrare ed ha iniziato a mostrarmi le crepe sulle pareti della sua abitazione provocate dall’esplosione. Mi ha detto che sua figlia, Sabrin, 16 anni, è scioccata e non riesce più a parlare. La loro famiglia è originaria di Askelon. Le famiglie di questo villaggio beduino sono estremamente povere e vivono sotto costante minaccia di attacchi aerei. Sono famiglie di rifugiati, eppure non ricevono alcun servizio da parte dell’Unrwa, perché l’Unrwa non considera quell’area inclusa tra quelle che devono ricevere gli aiuti. Il villaggio di Um Al Nasser è sicuramente una delle aree peggiori della Striscia di Gaza per le condizioni di vita disastrose.

Ho lasciato Um Al Nasser e sono tornata a Gaza city.

Sono andata in un locale all’aperto pensando di poter calmare un attimo la mia mente, poter connettere il mio computer ed iniziare a lavorare, ma improvvisamente ho sentito un’esplosione, verso le 20.15.

Non c’è pace.

Un raid israeliano ha ucciso due uomini in motocicletta in Massoud street in Jabalia, a nord di Gaza city.

Il primo uomo è morto sul colpo, Ashraf Sabbaa, arrivato senza testa in ospedale. Il secondo uomo, in condizioni critiche, è morto successivamente in ospedale. Hesham Ali Su’eidani, 43 anni, era leader del gruppo salafita. Hesham Ali Su’eidani era inoltre il leader salafita di cui era stato chiesto il rilascio dagli assassini di Vittorio Arrigoni.

Un secondo attacco, verso le 8.30, ha colpito il quartiere di Zaytoun in Gaza city dove si trova un sito delle brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas. Non si riportano feriti.

Alcuni media hanno riportato di un ragazzino di 12 anni ferito, ma io non ne ho avuto conferma da fonti ospedaliere né dai centri per i diritti umani.

Se vi saranno ulteriori aggiornamenti li comunicherò su questa pagina.

Foto che ho scattato all’interno dell’asilo danneggiato nel bombardamento:
Il luogo colpito all’esterno dell’asilo
L’abitazione danneggiata della famiglia Abu Sharikh

 

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