Nuovo appello di MSF: COVID-19 a Lesbo, evacuazione immediata dei campi profughi

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tratto da: lungolarottabalcanica.wordpress.com/

Un caso di coronavirus COVID-19 a Lesbo ha provocato nuove preoccupazioni per la salute e la sicurezza delle persone intrappolate nei campi delle isole greche. Con condizioni di vita poco igieniche, la minaccia di un’epidemia tra la gente si sta facendo reale, eppure non esistono piani di risposta alle epidemie. MSF chiede l’immediata evacuazione dei migranti e dei richiedenti asilo nei campi delle isole greche.

Atene – L’ong Medici Senza Frontiere (MSF) ha avvertito che le condizioni di vita nei terribili e sovraffollati campi – o hotspot – delle isole greche sono il mix perfetto per un’epidemia di COVID-19.

Data la mancanza di servizi igienici e di cure mediche adeguati, il rischio che il virus si diffonda tra gli abitanti dei campi in Grecia è estremamente alto. E dopo la conferma del primo caso di coronovirus a Lesbo di una cittadina greca residente nell’isola, l’evacuazione dei campi è diventata più urgente che mai.

“In alcune parti del campo di Moria c’è un solo rubinetto d’acqua ogni 1.300 persone e non c’è la possibilità di avere sapone. Le famiglie di cinque o sei persone devono dormire in spazi non superiori a 3 metri quadrati”, spiega la dottoressa Hilde Vochten, coordinatrice medica di MSF in Grecia. “Ciò significa che le misure raccomandate, come il frequente lavaggio delle mani e il mantenimento di una specifica distanza tra le persone per prevenire la diffusione del virus, sono semplicemente impossibili”.

In tutto il mondo i governi stanno cancellando eventi e raduni pubblici, ma nei campi delle isole greche le persone non hanno altra scelta se non quella di vivere una vicino all’altra. La loro salute è in pericolo. Il COVID-19 è solo l’ultima minaccia che le persone si trova ad affrontare, ma sono le stesse condizioni di vita in cui sono costrette a vivere a renderli più vulnerabili del resto della popolazione.

Siamo in contatto con l’Organizzazione nazionale della sanità pubblica per coordinare le azioni, tra cui la diffusione di informazioni sanitarie e la gestione dei casi per i residenti locali e i richiedenti asilo” ha spiegato la dottoressa Vochten. “Ma dobbiamo essere realistici: sarebbe impossibile contenere un’epidemia in questi campi di Lesbo, Chios, Samos, Leros e Kos. A tutt’oggi non abbiamo ancora visto un piano di emergenza credibile per proteggere e curare le persone che vivono qui in caso di epidemia”.

Quello che ci si aspetta dalle autorità sanitarie è un piano che includa misure per la prevenzione e il controllo delle infezioni, la promozione della salute, la rapida identificazione dei casi, l’isolamento e la gestione dei casi lievi, così come il trattamento dei casi gravi e critici.

In assenza di queste misure, l’evacuazione dei campi nelle isole greche è oggi più urgente che mai. Costringere le persone a vivere negli hotspot come parte della politica di contenimento dell’Europa è sempre stato irresponsabile ma ora è sul punto di diventare un atto criminale se non si interviene per proteggere le persone.

Ci sono 42.000 richiedenti asilo intrappolati nei cinque hotspot delle isole greche. Mentre l’idea di chiedere la loro evacuazione durante un periodo di pandemia può spaventare, costringere le persone a vivere in campi sovraffollati, non protetti, è negligenza. Il governo greco e gli Stati membri dell’UE dovrebbero agire il prima possibile e trasferire la maggior parte dei richiedenti asilo in alloggi adeguati prima che sia troppo tardi.

 

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