#Occupation365 – Aggiornamenti di routine dalla Cisgiordania

#Occupation365 – Updates from the West Bank routine

Nella prima metà di gennaio 2018, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato almeno 139 palestinesi, compresi 18 minorenni; ha attaccato città e villaggi almeno 137 volte e almeno 68 case; e ha posto almeno 173 checkpoint volanti.

  • Nel distretto della Cisgiordania del Nord, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato almeno 52 persone, compresi 4 minorenni; fatto irruzioni in città e villaggi perlomeno 79 volte e fatto irruzioni in almeno 9 case;  e hanno installato minimo 66 checkpoint volanti.

  • Nel distretto di Hebron, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato almeno 12 palestinesi, compresi 4 minorenni; fatto irruzioni almeno in 19 case; e hanno installato almeno 15 checkpoint volanti.

  • Nel distretto di Betlemme, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato almeno 6 palestinesi; fatto irruzioni in almeno 2 città e almeno in 10 case; e hanno installato non meno di 9 checkpoint  volanti.  

  • Nel distretto di Ramallah, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato almeno 43 palestinesi, inclusi 7 minorenni; fatto irruzioni almeno in 17 città e villaggi e almeno in 13 case; e installato non meno di 21 checkpoint  volanti.

  • Nel distretto di Nablus, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato almeno 23 palestinesi, inclusi 3 minorenni; fatto irruzioni in città e villaggi almeno 35 volte e in minimo 12 case; e hanno installato perlomeno  19 checkpoint volanti.

  •  Nella Valle del Giordano, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato almeno 3 palestinesi; fatto irruzioni in almeno 3 città e villaggi e almeno in 5 case; e hanno installato  almeno 43 checkpoint volanti.

Situazione alla seconda metà di Gennaio

 

Prima metà di Dicembre

 

Il controllo di Israele su milioni di palestinesi nei Territori Occupati non è limitato agli episodi estremi, a volte denunciati dai media, di violenze fisiche gravi da parte di soldati e coloni. C’è una parte insidiosa della vita quotidiana  che ne paga le conseguenze in molti modi, molti dei quali poco visibili. Eppure, se questo controllo prende la forma di un uso diretto della forza fisica o altro, equivale a una violenza di stato organizzata.

I soldati entrano in case palestinesi in tutta la Cisgiordania ogni giorno – e di notte – senza mandati di perquisizione o fornendo spiegazioni. Questi raid sono un’invasione della privacy che intimidisce intere famiglie all’interno delle proprie case.

L’esercito israeliano limita il movimento dei palestinesi in Cisgiordania come meglio crede, interrompendo spesso la vita quotidiana senza preavviso. I soldati chiudono le strade per periodi di tempo indefiniti, trattengono i palestinesi ai checkpoint e chiedono di obbedire ai loro ordini, degradandoli e talvolta usando la forza fisica contro di loro.

Israele continua inoltre ad arrestare e perseguire migliaia di palestinesi all’anno nei suoi tribunali militari, che rilasciano le condanne in modo quasi automatico e servono a creare una semplice parvenza di giusto processo.

Ogni giorno, Israele determina come sarà la vita dei palestinesi in Cisgiordania – mentre loro stessi sono esclusi dal prendere parte alle decisioni che modellano il loro presente e il loro futuro. Israele usa il suo potere in modo violento e arbitrario, con palese disprezzo per la sicurezza, il benessere e la qualità della vita dei palestinesi che vivono sotto il suo controllo.

Questa realtà cambierà solo quando l’occupazione finirà.

 

Trad. Carmela Ieroianni – Invictapalestina

 Fonti: ricercatori palestinesi di DCO e B’Tselem.(organizzazione israeliana)

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