Oggi 15 novembre, come in Sudafrica sugli autobus si sfida l’apartheid

Stringetevi forte! Non si era ancora mai vista in Palestina questa forte provocazione del Palestinian Freedom Riders: una straordinaria iniziativa per sfidare la segregazione razziale, a bordo dei bus per i coloni diretti a Gerusalemme.

Gli attivisti e le attiviste palestinesi si rifaranno alle Freedom Rides verso il sud dell’America del movimento statunitense per i diritti civili, salendo a bordo del trasposto pubblico segregazionista israeliano in West Bank per raggiungere Gerusalemme est sotto occupazione.
Gli attivisti e le attiviste palestinesi saliranno a bordo del trasporto “pubblico” israeliano diretto a Gerusalemme Est dalla West Bank, praticando la disobbedienza civile ispirata al movimento dei Freedom Riders negli Stati Uniti degli anni 60.
50 anni dopo che i Freedom Riders hanno percorso le strade del sud degli Stati Uniti con dei bus “misti”, i Freedom Riders palestinesi affermeranno il loro diritto alla libertà e alla dignità distruggendo il regime militare di Occupazione attraverso la disobbedienza civile e pacifica. I Freedom Riders vogliono porre l’attenzione sul tentativo israeliano di separare illegalmente Gerusalemme Est dal resto della West Bank e sul sistema d’apartheid che Israele ha imposto ai palestinesi nei territori sotto occupazione.
Alcune compagnie israeliane, prime fra tutte Egged e Veolia, gestiscono dozzine di linee che percorrono la West Bank e Gerusalemme est, e molte di queste sovvenzionate dallo stato. Collegano alcune colonie israeliane con altre città all’interno di Israele. Alcune linee collegano Gerusalemme con le altre città israeliane, come Eilat e Beit She’an, con percorsi che passano all’interno della West Bank.
Gli israeliani non subiscono quasi alcuna limitazione nella libertà di movimento nei territori palestinesi sotto occupazione, e possono addirittura insediarsi contrariamente alle leggi internazionali.
I palestinesi, al contrario, non sono autorizzati ad entrare in Israele senza dei permessi speciali rilasciati dalle autorità israeliane. Oltretutto, la possibilità di muoversi nei territori occupati per i palestinesi è pesantemente limitata, con l’accesso a Gerusalemme Est e all’8% della West Bank nelle zone di confine proibito senza permessi speciali.
Nonostante non sia ufficialmente proibito l’utilizzo del trasporto pubblico israeliano in West Bank ai palestinesi, in queste linee esiste effettivamente la segregazione razziale da quando molte di queste attraversano le colonie israeliane per soli ebrei, nelle quali ai palestinesi è proibito l’ingresso da un decreto militare.

9 novembre 2011, Popular Struggle Coordination Committee

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