Oggi a Betlemme

 

 

Ubo un amico italiano di Vino

Caro Alfonso,

Oggi, a Betlemme, era venerdì di Quaresima, come in tutto in mondo, ma con una nota che richiamava un po’ il 2 novembre. L’aria ancora frescolina di un inverno con tante piogge che fa verdi le colline, e l’inaugurazione della Cappella del cimitero della parrocchia, rimessa a nuovo. Vi hanno partecipato un numero impressionante di persone, con tanti uomini e donne, giovani, bambini, tutti a cantare e pregare seguendo una Via Crucis che il parroco ha “inventato” sulla strada che conduce al cimitero fino alla soglia della Cappella.

Perchè te lo racconto? perchè prima di iniziare la cena fra Stephane ci dice, tutto serio, che è morto … il cane di fra Severino! Con quello che succede qui, non mi sembrava, la notizia, di così grande gravità. A renderla una tragedia è stato il resto della notizia: fra Severino ha cercato di far curare questo trovatello che si chiamava “Vino” perchè preferiva il bar di Casa Nova alla strada. Lo seguiva ovunque, anche in chiesa, e stava buono buono sotto il banco per tutta la durata dei Vespri. Uno di casa, di bar, di chiesa … un cagnetto che bisogna pur curare se si vede che non sta bene.

E chi cura le bestie? Il veterinario. Che ha lo studio al di là del muro. E che quando capisce cosa è venuto a fare nel suo studio quel frate gli dice che “non cura cani palestinesi”. Nessuno si era mai accorto che Vino abbaiava in arabo! Ed è morto, secondo me è morto di crepacuore, perchè un ebreo razzista e antisemita è cosa da infarto!

Ciao… Irene

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