Ong. La Mare Jonio: «INTERFERENZE MILITARI ZITTISCONO I SEGNALI DI SOS DEI MIGRANTI»

0

Nello Scavo, a bordo della Mare Jonio lunedì 26 agosto 2019

La nave della missione Mediterranea segnala il blocco degli apparati di ricezione nella zona di soccorso libica. E nel silenzio si moltiplicano i casi di respingimento di naufraghi verso la Libia

Ansa

È il silenzio l’arma principale della guerra ai migranti nel Mediterraneo. Silenzio delle autorità marittime che negli ultimi tre giorni hanno avuto notizia di almeno sei barconi partiti dalla Libia, senza che mai venisse lanciato un’allerta ai naviganti. Ne via radio né via Navtext, lo strumento con cui le plance di ogni vascello vengono informate di situazioni di emergenza o potenziale pericolo.

Nella mattinata di lunedì la Guardia costiera tunisina di Sfax, in Tunisia, ha fatto sapere di aver sventato un tentativo di partenza verso le coste italiane intercettando un peschereccio con 94 migranti a bordo al largo di Cercina, alle isole Kerkennah. Secondo il ministero dell’Interno di Tunisi si tratta di 56 tunisini e 38 persone di varie nazionalità africane, dei quali 14 donne.

Ma è sul fronte libico che si ripetono partenze e stragi che molti vedono e quasi nessuno racconta. “Ieri siamo stati contattati da una barca in pericolo proveniente dalla Libia. A bordo 50 persone, tra cui 20 donne e molti bambini. Dopo aver ricevuto la posizione – spiegano da Alarm Phone – abbiamo informato le autorità ma abbiamo poi perso contatto con la barca“. Anche in questo caso a bordo di MAre Jonio e di altre imbarcazioni (non solo umanitarie, ma anche commerciali) non è arrivato nessun avviso.

La pattuglia umanitaria guidata da Mediterranea sta sorvegliando il Mediterraneo centrale ormai da tre giorni, “mentre quella immensa distesa d’acqua è teatro, in particolare nella zona Sar (Ricerca e soccorso, ndr) a Est di Tripoli, di ripetute catture di profughi di guerra da parte della cosiddetta guardia costiera libica, coadiuvata negli interventi di intercettazione da quegli stessi assetti aerei militari di Paesi dell’Unione europea che continuano a sorvolarci”.

Dalla nave gli operatori ribadiscono che “ormai i Comandi militari e i Centri di coordinamento europei non rilanciano le segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà, attraverso i canali di comunicazione radio e messaggistica previsti dal diritto marittimo e dai protocolli Sar internazionali, come sarebbe loro dovere fare, ma pare interloquiscano unicamente con le autorità libiche“.

Una serie di comunicazioni scambiate con altre navi commerciali che transitano nella zona per fornire assistenza alle numerose piattaforme petrolifere hanno confermato che da settimane la strumentazione di bordo viene colpita da campi elettromagnetici che la mandano in tilt. Ed è bastato dirigersi verso la Tunisia, fuori dall’area di conflitto in Libia, perché gli apparecchi di bordo tornassero a funzionare correttamente. Al rientro nell’area di ricerca e soccorso libica, i sistemi sono tornati a impazzire, costringendo alla navigazione a vista.

In un clima di silenzio e di connivenza da parte degli Stati dell’UE sembra sia diventata prassi ordinaria un crimine gravissimo: respingere centinaia di persone verso un porto non sicuro in un Paese dove sono a rischio di vita e trattamenti inumani e degradanti”.

Nelle ultime 48 ore quasi 200 migranti sono stati catturati da mezzi libici e riportati nelle prigioni. Di almeno un barcone, però, non si hanno notizie. Due gommoni sono stati intercettati da una nave umanitaria di Lifeline tra la Libia e Malta.

Mancano però informazioni su un altro gonfiabile con un almeno 50 persone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Ong. La Mare Jonio: «INTERFERENZE MILITARI ZITTISCONO I SEGNALI DI SOS DEI MIGRANTI»

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/mare-jonio-missione-mediterranea-intercettazioni-militari

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.