Onu: ‘Israele approva progetti abitativi a Gaza’

Scritto il 2011-06-22 in News

Gaza – Ma’an. Ieri, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi ha comunicato che Israele ha approvato la costruzione di due progetti edilizi nel sud della Striscia di Gaza.

Il portavoce dell’Unrwa a Gaza, ‘Adnan Abu Hasnah, ha dichiarato che i due progetti maggiori dovrebbero essere costruiti per ospitare le famiglie di Rafah e Khan Younis, le cui abitazioni sono state demolite da Israele nel 2001.

Abu Hasnah ha aggiunto che i nuovi edifici forniranno anche un alloggio alle famiglie rimaste senza casa nel 2002, durante l’Operazione militare “Scudo Difensivo”.

Il Maggiore Guy Inbar, portavoce del ministero della Difesa e responsabile dei contatti con i Territori palestinesi, ha riferito ad Afp che Israele ha approvato il transito dei materiali necessari alla costruzione di 1.200 case e 18 scuole. Il materiale sarà consegnato a Unrwa.

Le Nazioni Unite hanno accolto favorevolmente la decisione. Abu Hasneh ha reso noto che l’Unrwa stava aspettando che le autorità adottassero misure pratiche per consentire l’ingresso nell’enclave costiera a migliaia di camion carichi di materiali da costruzione.

Egli ha inoltre affermato che i lavori inizieranno con i progetti finanziati dall’Arabia Saudita e dal Giappone e con la costruzione di otto scuole.

Il portavoce dell’Unrwa, Chris Gunnes, ha dichiarato che l’Agenzia è venuta a conoscenza della decisione di Israele in modo “informale”.

“Accogliamo con favore quest’autorizzazione, esito di lunghe trattative con le autorità israeliane”, ha affermato Gunnes.

“L’approvazione sarà giudicata alla luce dell’arrivo a Gaza dei materiali necessari. Speriamo che ciò contribuisca a soddisfare i bisogni dei rifugiati, in particolar modo, di coloro che vivono nel sud della Striscia di Gaza, molti dei quali hanno perso le loro case quasi dieci anni fa”.

Gunnes ha aggiunto che la richiesta di fondo dell’Agenzia è la rimozione da parte di Israele del blocco della Striscia di Gaza.

Anche Robert Serry, inviato Onu in Medio Oriente, ha accolto con favore il “passo significativo”.

“Continueremo a lavorare insieme alle Agenzie delle Nazioni Unite per implementare questi progetti in modo tempestivo, al fine di migliorare la situazione di Gaza”.

Una devastante offensiva militare israeliana di 22 giorni, conclusasi nel gennaio 2009, ha ridotto in macerie gran parte delle infrastrutture di Gaza e molte case di civili.

Durante i successivi 18 mesi, Israele ha vietato l’importazione di cemento e altri materiali da costruzione, sostenendo che potessero essere utilizzati da Hamas per la costruzione di bunker, gallerie e altre fortificazioni.

Poi, la scorsa estate, in risposta alla crescente pressione internazionale, ha acconsentito ad allentare le restrizioni, dopo che il 31 maggio nove attivisti turchi furono uccisi durante l’incursione dei commando sulla Flotilla di navi cariche di aiuti destinate a Gaza.

Ora, Israele consente di importare tutto ad eccezione delle armi, dei materiali che potrebbero essere utilizzati per la fabbricazione di armi o esplosivi o che potrebbero aiutare i militanti, responsabili del lancio di razzi fabbricati artigianalmente contro città e fattorie israeliane.

I materiali da costruzione possono essere portati a Gaza solo da organizzazioni internazionali, le quali gestiscono progetti specificamente approvati. Israele impone ancora uno rigido blocco navale sul territorio.

(Foto: Ma’an News Agency)

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