ONU: Stato di Palestina, un miraggio

Richard Falk, inviato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Occupati, ha descritto come una illusione la possibilità che i palestinesi possano avere uno Stato a causa della continua espansione delle colonie israeliane.

Roma, 24 ottobre 2010, Nena News – Lo Stato indipendente palestinese che, secondo i più ottimisti, dovrebbe emergere dai negoziati tra Israele e Anp ripartiti lo scorso 2 settembre e già fermi, è solo un miraggio. E’ questa la valutazione fatta due giorni fa al Palazzo di Vetro da Richard Falk, Special Rapporteur per i Diritti Umani nei Territori occupati, spegnendo le residue speranze dei palestinesi di poter creare un proprio Stato sovrano accanto a Israele, secondo la formula «due popoli, due Stati» cara al presidente Usa Barack Obama.

Il problema centrale, ha detto Falk, sono gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. La costruzione delle colonie israeliane, ha avvertito il Rapporteur, si sta rivelando un ostacolo quasi «insormontabile». «Lo Stato palestinese appare una soluzione sempre più problematica poiché richiede una sostanziale inversione del processo di colonizzazione», ha spiegato, aggiungendo che «l’allargamento della presenza ebraica a Gerusalemme Est attraverso la costruzione di insediamenti colonici illegali, demolizioni di case (arabe) e la revoca del diritto di residenza ai palestinesi, rende sempre più arduo immaginare che Gerusalemme Est possa diventare la capitale dello Stato palestinese».

I fatti sul terreno parlano chiaro. I coloni, scaduta il 26 settembre la limitata moratoria che il governo Netanyahu avrebbe attuato sulle nuove abitazioni in Cisgiordania, hanno avviato la costruzione di quasi 600 case nei140 insediamenti israeliani nei Territori occupati. Secondo stime fatte dalla agenzia di stampa americana AP e il gruppo pacifista israeliano Peace Now, i coloni stanno costruendo ad un velocità quattro volte superiore rispetto a quella degli ultimi anni.

Falk, che è professore di diritto internazionale a Princeton, ha esortato a separare le trattative in corso tra Israele e Anp dall’idea di molti che la fine di questo processo negoziale sarà la nascita di uno Stato palestinese sovrano. Infine il Rapporteur – che nel dicembre del 2008 Israele bloccò all’arrivo all’aeroporto di Tel Aviv e rispedì indietro come «persona indesiderata» – ha condannato il blocco di Gaza e commentato le recenti dichiarazioni fatte all’Onu dal ministro degli esteri israeliano Lieberman sui «decenni» che, a suo avviso, ci vorranno per una soluzione del conflitto. Per Falk quelle affermazioni evidenziano la volontà di Israele di cercare un riconoscimento internazionale per l’annessione di altra terra palestinese.

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