ONU, Striscia di Gaza: ISRAELE SPARA INTENZIONALMENTE PER UCCIDERE

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Evidenza – 1/3/2019

Yusuf Said Hussein al-Dayeh, 15 anni, ha ceduto alle sue ferite dopo essere stato colpito al petto dalle truppe israeliane a Gaza [Mohammed Asad / Middle East Monitor]

MEMO. Giovedì 28 febbraio, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) ha dichiarato che Israele ha deliberatamente colpito i bambini ed i giornalisti durante le proteste pacifiche di Gaza, e che ha quindi violato il diritto internazionale. 

L’UNHRC ha stabilito che i filmati girati sul campo, i racconti dei testimoni oculari e le cartelle cliniche dimostrano che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro il personale medico ed i giornalisti che stavano coprendo gli eventi della “Grande Marcia del Ritorno”. 

Due giornalisti e tre operatori sanitari sono stati uccisi da proiettili, mentre 39 sono rimasti feriti tra il 30 marzo ed il 31 dicembre 2018, nonostante il loro status di protezione, secondo il diritto internazionale. 

Hanno inoltre appurato che anche donne e persone disabili sono state colpite dai militari israeliani. 

Il rapporto continua affermando che, nonostante siano perfettamente a conoscenza del fatto che “i colpi sparati dalle forze di sicurezza israeliane contro i dimostranti palestinesi usando armi ad alta velocità a distanza ravvicinata abbiano provocato morti e lesioni a lungo termine che hanno cambiato la vita, con paralisi ed amputazioni… le forze israeliane hanno continuato questa pratica”. Ciò, continua il rapporto, “indica un utilizzo sproporzionato della forza”. 

Aggiunge anche che ha trovato “ragionevoli motivi per credere che l’uso di proiettili letali da parte delle forze di sicurezza israeliane contro i manifestanti sia illegale”. 

Soltanto nella giornata del 14 maggio l’esercito israeliano ha colpito ed ucciso sette bambini, il più piccolo dei quali aveva soltanto 13 anni. 

Dei 189 uccisi in totale durante queste proteste, l’UNHRC ha concluso che soltanto 29 erano affiliati a gruppi armati. 

Yusuf Said Hussein al-Dayeh, 15 anni, ha ceduto alle sue ferite dopo essere stato colpito al petto dalle truppe israeliane a Gaza [Mohammed Asad / Middle East Monitor]

Yusuf Said Hussein al-Dayeh, 15 anni, ha ceduto alle sue ferite dopo essere stato colpito al petto dalle truppe israeliane a Gaza [Mohammed Asad / Middle East Monitor]

La commissione ha stabilito anche che Israele ha fallito costantemente nell’effettuare indagini e nel perseguire i comandanti ed i soldati accusati di aver commesso reati contro i Palestinesi, e mette in dubbio la volontà di Israele di controllare le azioni della leadership militare e civile che ha redatto ed approvato queste regole di ingaggio. 

In una serie di raccomandazioni presentate al governo israeliano, l’UNHRC ha chiesto la fine immediata del blocco della Striscia di Gaza, ha chiesto che ai dimostranti venga dato un rapido accesso alle cure mediche e che Israele cessi di usare la forza letale contro i civili, i giornalisti, il personale medico, i bambini e le persone disabili. 

Tra le altre cose, hanno richiesto una indagine immediata per i presunti crimini di guerra commessi, e che i responsabili debbano rispondere delle proprie azioni. 

Hanno invitato il Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a trattare e distribuire le prove presentate agli organi giuridici, tra cui la Corte Criminale Internazionale, per indagare sui presunti colpevoli. 

Coloro che saranno ritenuti colpevoli di crimini debbono essere puniti, avere i loro beni congelati ed essere estradati per il processo, aggiunge il rapporto. 

Il governo israeliano ha respinto il rapporto definendolo come un “Teatro dell’Assurdo”. 

Il ministro degli Esteri israeliano Katz ha definito il rapporto “ostile e mendace e apertamente contro lo stato di Israele”, citando il “diritto all’autodifesa” di Tel-Aviv. 

Traduzione per InfoPal di Aisha Tiziana Bravi

© Agenzia stampa Infopal
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