ONUANISMO

(30/01/2013)

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(Genesi 38,6-10)

Sarà capitato anche a voi di sentire chiedere: perché la Palestina è un caso così speciale? E perché solo i palestinesi hanno diritto al ritorno alle loro case?

Negli anni passati a me è capitato spesso e spesso me lo sono chiesto senza sapermi dare una risposta esauriente.

Nella storia umana molti popoli sono stati sterminati e sono state espropriate loro le terre. Senza andare troppo lontano nel tempo, pensate ai Maya o ai Pellerossa oppure agli Armeni. Gli Ebrei in Europa già prima della Shoah hanno subito persecuzioni ed espropri a dir poco arbitrari (seppur si tratti più di persecuzione religiosa in questo caso). Eppure non si è mai sentito parlare di diritto al ritorno per queste genti. Il più forte ha sempre prevalso e ‘pace’ ai vinti.

E allora perché i palestinesi rappresentano un caso così speciale?

Ad ottobre durante un pranzo in cui le stesse domande mi sono state poste per l’ennesima volta, mentre tentavo di rispondere ho avuto, almeno credo, un’intuizione che aspettavo da anni. La Palestina non è un caso paradigmatico per la novità dei soprusi subiti o per la palese ingiustizia subita senza aver colpa alcuna dei soprusi da altri perpetrati nei confronti dei loro invasori. La novità sta nel contesto (si dice che tutto trova una sua ragione nel contesto). A cosa mi riferisco? All’ONU.

L’ONU nasce dopo la IIa Guerra Mondiale come ben sappiamo. Il suo scopo era quello di creare una assemblea in cui il mondo moderno stanco delle guerre potesse risolvere le ingiustizie senza ricorrere alla forza. Si pensava che l’uomo fosse maturo per fare questo grande passo, finalmente. Furono, a tal proposito, pure formulati i Diritti Universali dell’Uomo.

Nel 1948 con la nascita dello Stato di Israele e la pulizia etnica che ne conseguì, quasi un milione di palestinesi si trovò senza proprietà. Cosa fece allora l’ONU? Seguendo i suoi dettami, con una risoluzione ampiamente votata, stabilì che questi uomini e donne avessero il diritto a riavere ciò che gli era stato ingiustamente tolto.

Domanda: da allora cosa è successo? Praticamente nulla. Il più forte ha continuato a dettare legge come da sempre. Altri esempi, seppur non così eclatanti, si sono susseguiti da allora senza che l’ONU potesse rendere giustizia agli oppressi. Ciò detto, a meno che non intervenisse un fratello maggiore o un protettore in grado di stabilire con la ‘forza’ il diritto.

Ricapitolando, la Palestina è quindi il primo caso emblematico che sta lì severo a dimostrare che l’ONU con le sue sessioni plenarie e le sue numerose risoluzioni è stato fin dal suo apparire un pio desiderio o, più crudamente, una forma (seppur alta) di Onanismo intellettuale.

(FD)

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