Palestina e Israele sull’orlo di una nuova escalation

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Articolo originariamente pubblicato da Arabnews

Di Hazem Balousha, 9 maggio 2022

Funzionari israeliani avrebbero minacciato il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar

GAZA: In risposta agli attacchi palestinesi in Israele, le minacce israeliane di assassinare il leader di Hamas a Gaza hanno provocato reazioni aspre da parte dell’ala militare dell’organizzazione e di altre fazioni palestinesi.

I media hanno citato funzionari che hanno affermato che Israele sta progettando di assassinare Yahya Sinwar, capo dell’ufficio politico di Hamas a Gaza, soprattutto dopo il suo recente discorso durante il Ramadan e le sue minacce a Israele.

Le minacce israeliane di effettuare un’operazione militare a Gaza in risposta agli attacchi palestinesi sono aumentate.

Gli attacchi palestinesi sono iniziati durante il Ramadan, nell’ultimo dei quali sono stati uccisi tre israeliani a Elad, a est di Tel Aviv.

Il ministro delle comunicazioni israeliano Yoaz Hendel ha affermato che il rilascio di Sinwar dal carcere durante l’accordo di Gilad Shalit è stato un errore.

Il membro della Knesset Avi Dichter del partito Likud ha affermato che Sinwar non dovrebbe raggiungere la vecchiaia, garantendo il suo sostegno ad un possibile piano per  assassinarlo.

Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha dichiarato: “Stiamo esaminando i fatti e prenderemo le nostre decisioni”.

Il portavoce delle Brigate Al-Qassam,  Abu Obeida,  ha risposto sabato, in merito all’intenzione di Israele di uccidere Sinwar.

“Le minacce dell’entità di occupazione israeliana di un possibile assassinio di Yahya Sinwar o di uno qualsiasi dei leader della resistenza sono segnali di un’escalation nella regione e di una risposta senza precedenti”, ha detto Abu Obeida

Ha aggiunto: “Porteremo un nuovo capitolo catastrofico nella storia del regime sionista”.

In seguito alla dichiarazione di Al-Qassam, funzionari della sicurezza israeliana hanno riferito che i vertici militari avrebbero raccomandato alla leadership politica del paese di non assassinare il leader di Hamas in questo momento.

 

Manifestanti arabi israeliani durante una manifestazione vicino alla città di Sakhnin, nel nord di Israele. (AFP)

Il quotidiano palestinese “Al-Quds” ha anche citato fonti anonime che affermano: “Israele ha inviato un messaggio alle fazioni palestinesi tramite intermediari, dicendo che non effettuerà alcuna operazione di omicidio e non ha intenzione di intensificare le azioni su Gaza”.

“L’assassinio di Sinwar ha un significato immediato: uno scontro armato”, ha detto Alex Fishman, analista militare del quotidiano israeliano “Yedioth Ahronoth”.

Dal 2008, la Striscia di Gaza è stata testimone di quattro guerre, l’ultima delle quali è avvenuta nel maggio dello scorso anno ed è durata 11 giorni.

Nel suo ultimo discorso pubblico, Sinwar ha dichiarato: “Dobbiamo prepararci ad avanzare, rompere i confini e cambiare l’amara realtà in cui sta vivendo la nostra nazione… Gaza, con la sua gente,  con la suala resistenza e la sua leadership, sarà il vero garante del progetto nazionale… Non esiteremo a usare la spada con tutte le nostre forze e difenderemo il nostro popolo”.

Fonti palestinesi hanno riferito ad Arab News che c’è stato un contatto continuo con l’Egitto – quasi ogni giorno dallo scorso marzo – per prevenire qualsiasi escalation nella Striscia di Gaza.

Le fonti, che hanno chiesto l’anonimato, hanno affermato: “Ci sono continui tentativi da parte degli egiziani di prevenire l’escalation, e questi tentativi sono andati a buon fine in diverse occasioni nell’ultimo periodo. Continua lo scambio comunicativo tra le fazioni palestinesi e il governo israeliano con il sostegno degli Stati Uniti”.

Mustafa Ibrahim, un esperto palestinese di affari israeliani, ha spiegato che l’incitamento in Israele è guidato dalla grande maggioranza dei giornalisti israeliani.

“Il discorso riguarda la possibilità di lanciare un’operazione militare contro Gaza, non solo limitandosi a un omicidio mirato, e se si verificasse sarebbe una decisione politica . Non credo che il lancio di un’operazione militare su larga scala a Gaza sia attualmente fattibile, ma l’obiettivo è rivalutare la politica di assassinio mirato e, se succede, nessuno sa come si evolveranno le cose”, ha detto ad Arab News.

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1 commento

  1. Lo status quo è funzionale unicamente agli interessi dell’Entità sionista e dei fantocci di Ramallah. L’assassinio mirato rappresenta un’opzione da sempre sperimentata nei confronti dei maggiori leaders carismatici (Shayk Yassin – All Rantissi anno 2004) soprattutto quando questi operano fattivamente per una soluzione politica che l’ideologia sionista rifiuta a priori. Nell’attuale riposizionamento globale degli equilibri di potere non stupisce che la minaccia di “fare i conti con Gaza e definitivamente” trovi una granitica adesione nella realtà più micidiale e pericolosa al mondo: il governo sionista. A Gaza ne sono consapevoli e preparati a resistere, consci delle conseguenze, purtroppo non inedite ma questa volta ancora più devastanti, che la loro eroica, misconosciuta resistenza, comporta. Del resto, come le aggressioni 2009/2012/2014/2021 hanno dimostrato unitamente alle fucilazioni di ogni venerdì durante la “Marcia del ritorno”, la tregua attuale è priva di alcuno sbocco verso la libertà, l’autodeterminazione, lo sviluppo legittimamente rivendicato dal popolo palestinese che non ha più nulla da perdere e questo è patrimonio comune.

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