PALESTINA / ISRAELE. ANCORA VIOLENZA TRA VENTI DI TREGUA

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tratto da: http://nena-news.it/palestinaisraele-ancora-violenza-tra-venti-di-tregua/

20 mag 2021

Tel Aviv continua a bombardare la Striscia di Gaza. Nella notte colpito un edificio a Khan Younes: una 32enne è rimasta uccisa. 5 le persone ferite Accoltellato da un gruppo di estremisti israeliani una persona a Holon (nei pressi di Tel Aviv) in quanto palestinese. Secondo il Wall Street Journal, il cessate il fuoco dovrebbe arrivare domani. Ma al momento sembra essere una pia illusione

Gaza

della redazione

Roma, 20 maggio 2021, Nena News – Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, il cessate il fuoco tra Israele e Hamas potrebbe arrivare domani. Citando fonti americane e straniere, il quotidiano statunitense afferma che alcuni ufficiali egiziani avrebbero compiuto dei progressi con la leadership di Hamas mentre i vertici militari israeliani avrebbero detto di essere vicini al raggiungimento dei loro obiettivi. Al cessate-il-fuoco starebbero ormai lavorando diversi paesi europei oltre a Egitto, Qatar e Usa. Ieri il vice capo dell’ufficio politico di Hamas, Mousa Abu Marzouk, ha detto alla tv libanese al-Mayadeen che crede che “gli sforzi in corso per raggiungere il cessate il fuoco avranno successo”. “Me lo aspetto – ha aggiunto Abu Marzouk – in uno o due giorni”. Sulla questione tregua tra palestinesi e israeliani, una posizione particolare la stanno avendo gli Usa. La delegazione statunitense presso l’Onu ha infatti dichiarato che “non sosterrà azioni che mineranno gli sforzi che potranno portare ad una de-esclation delle violenze”. Il riferimento è al tentativo francese per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Parigi, hanno detto diplomatici citati dalla Reuters, aveva fatto ieri circolare una bozza ai membri del Consiglio in cui si chiedeva una fine immediata delle ostilità tra le parti e condannava “l’indiscriminato lancio di razzi contro le aree civili”. Il testo invita anche alla protezione dei civili e alla ripresa del processo di pace. Per gli Usa, che anche con Biden stanno prendendo una posizione nettamente filo-israeliana, “un pronunciamento pubblico ora” da parte del Consiglio non calmerebbe la crisi. A dirlo è stata la rappresentante statunitense all’Onu, Linda Thomas Greenfield. “Noi siamo stati chiari – ha aggiunto l’ambasciatrice – siamo concentrati sugli intensi sforzi diplomatici in corso per porre fine alle violenze”.

Il Consiglio dei diritti umani dell’Onu, intanto, fa sapere che terrà una sessione speciale “sulla grave situazione dei diritti umani nei Territori Occupati Palestinesi, inclusa Gerusalemme Est”. “La sessione straordinaria è stata convocata per una richiesta congiunta del Pakistan, quale Coordinatore dell’Organizzazione della Cooperazione islamista, e dello Stato di Palestina”, si legge in una nota del Consiglio.

Per il momento, però, le armi continuano ad avere la meglio sulla diplomazia. Dopo diverse ore di tregua, in mattinata è tornato il lancio di razzi da Gaza verso le comunità israeliani nei pressi della Striscia di Gaza. Le sirene sono suonate ma non si registrano vittime. Ma la preoccupazione resta soprattutto nell’enclave palestinese assediata da Israele dopo che il premier israeliano Netanyahu ha rigettato l’appello di Biden ad una immediata e significativa de-escalation”.

I risultati sono stati subito evidenti. Una gazawi è stata uccisa nella notte in un raid aereo israeliano a Khan Younes (sud di Gaza). Si chiamava Huda Salah al-Khazendar ed aveva 32 anni. Nell’attacco sono rimasti feriti altri 5 palestinesi. E’ morto per le ferite riportate il palestinese Muntaser Mahmoud Zidane (29 anni): due giorni fa il giovane era stato colpito dalle pallottole esplose dall’esercito israeliano nel villaggio di al-Tura al-Gharbiya (Jenin). In gravi condizioni sarebbe anche un giovane lavoratore palestinese dopo che è stato accoltellato la scorsa notte da coloni israeliani vicino alla città di Holon (Israele). Secondo la ricostruzione fornita dal sito Arab 48, un gruppo di settler avrebbe aggredito l’uomo, che proviene dalla città cisgiordana di Hebron, e lo avrebbe colpito con i coltelli dopo un blitz compiuto nel suo posto di lavoro. Al momento sono 230 i palestinesi ucciso dall’inizio dell’offensiva israeliana. Di questi, afferma il Ministero della Salute palestinese, 65 sono bambini, 39 donne e 17 anziani. Oltre 1.700 i feriti. Nena News

 

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