Palestina, terra fertile per la microfinanza

 

I semi della microfinanza sono capaci di ridurre la povertà, promuovere l’inclusione finanziaria, coltivare i diritti e la crescita economica e sociale.


20 Luglio 2018

a cura di Corrado Fontana, giornalista di Valori.it

Ma farli germogliare in una terra difficile come la Palestina non è da tutti, e per questo spicca l’impegno quotidiano di ACAD (Arab Center for Agricultural Development, ovvero il Centro arabo per lo sviluppo agricolo) di Ramallah, e del suo “braccio finanziario” ACAD Finance.

Un’organizzazione che conduce progetti di formazione, elabora e sostiene programmi di capacity building per agricoltori e cooperative, di protezione sui temi della sicurezza alimentare e della tutela ambientale, di soccorso nelle situazioni emergenziali in caso di disastri umanitari. Ed eroga microcrediti (prestiti medi sotto i 2500 dollari), specialmente a favore di famiglie a basso reddito e imprese rurali e femminili (le donne, perlopiù abitanti in Cisgiordania, costituiscono il 50% del portafoglio clienti), ma anche a chi vive nella cosiddetta Area C sotto controllo israeliano.

E in un Paese dove nel 2017 la disoccupazione ha colpito il 27,4% della forza lavoro (maschile al 71,2%), e dove i finanziamenti internazionali sono diminuiti a vantaggio di altre aree di conflitto, «La microfinanza – conferma il Presidente di ACAD Finance, Adnan Faramand – è molto importante. Dal momento che la maggior parte delle nostre aziende è di piccole dimensioni (il 95% delle attività sono piccole o micro imprese), e allo stesso tempo il settore dell’economia informale svolge un ruolo significativo nella creazione di posti di lavoro e nell’alleviare la povertà».

È in questo scenario operativo complesso che ACAD Finance è attiva da 30 anni con una realtà ben strutturata: con circa 5mila clienti è soggetta alla supervisione della Palestinian Monetary Authority e impiega 53 dipendenti tra Ramallah e altre 7 filiali.

Da tempo intrattiene inoltre importanti relazioni di collaborazione con Banca Etica, con la quale condivide la mission, sottolinea Faramand, e l’appartenenza all’INAISE (International Association of Investors in the Social Economy), «considerando Banca Etica non solo come uno strumento finanziario ma come un partner strategico a lungo termine». Dal 24 al 26 settembre 2018 il Coinsiglio Direttivo di Acad Finance si riunirà a Padova presso la sede centrale di Banca Etica per rafforzare il legame e la conscenza reciproche.

Banca Etica ha approvato recentemente un finanziamento da 500mila euro in favore del partner mediorientale: un’iniezione di risorse essenziale. Poiché – conclude Faramand – «i nuovi prestiti di Banca Etica consentiranno ad ACAD Finance di espandere le attività di prestito alle donne in stato di povertà e alle persone a basso reddito che si trovano principalmente nelle aree agricole e nei campi profughi».

E a beneficiarne non sarà solo chi accede a quel denaro per necessità individuali, ma un intero territorio, coinvolto dai progetti cui ACAD partecipa. Come quello che, nel nome dell’affermazione del diritto allo studio e della stabilità economica di una comunità, ha consentito l’installazione di pannelli solari sulla scuola beduina di al-Kaabneh; o i quattro giorni di corso di formazione su “Come avviare la tua attività commerciale” che hanno coinvolto ad Amman giovani giordani e iracheni; o la piantumazione di oltre tremila piante di ulivo in un terreno dell’Area C, in Cisgiordania.

Tanti progetti finanziati che danno volto, nomi e concretezza alla cooperazione internazionale.

 

 

Fonte: https://www.bancaetica.it/blog/palestina-terra-fertile-per-microfinanza

 

 

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