Pasqua: Da Silva (parroco Gaza), “pace e speranza per il mondo”. Niente permessi ai cristiani per andare a pregare a Gerusalemme

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18 aprile 2019 @ 15:30

Padre Mario Da Silva, parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia, Gaza

“Pace e speranza” è questo l’augurio che padre Mario Da Silva, parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia di Gaza, lancia dalla Striscia per la Pasqua.

“Stiamo attraversando un momento critico”, dice al Sir il parroco di origini brasiliane, missionario dell’Istituto del Verbo incarnato (Ive), riferendosi alle tensioni delle settimane scorse con scambio di razzi e raid aerei tra milizie armate palestinesi e esercito israeliano nella Striscia.

Tra paure mai sopite e nuove tensioni la piccola comunità cristiana, meno di mille fedeli – di questi solo un centinaio i cattolici – si accinge a vivere la Pasqua all’interno delle mura del compound parrocchiale, “all’esterno, infatti, non possiamo celebrare o fare processioni”.

“Quello che lanciamo al mondo da questa terra di conflitti infiniti – dice padre Mario – è un augurio di pace. Ne sentiamo forte il bisogno qui e lo vogliamo condividere con tutti i nostri fratelli che sono nel mondo a cominciare da coloro che come noi vivono tensioni, guerre e crisi.

Buona Pasqua a tutti, che arrivi veramente quella pace che ci ha donato Gesù Risorto. Pace nei nostri cuori, pace con Dio, pace tra gli uomini.

Abbiamo bisogno di pace per vivere nelle nostre società come veri cittadini, nel pieno dei loro diritti. In un tempo difficile per la Chiesa e per il mondo da Gaza auguriamo a tutti una buona Pasqua di Resurrezione. Davanti al sepolcro vuoto di Gesù Risorto chiediamo a Dio la pace per il mondo e la salvezza”.

Le celebrazioni pasquali sono cominciate a Gaza sin da venerdì scorso, con la Via Crucis vivente, “animata dai nostri giovani ed è stato un momento significativo in cui la comunità cristiana tutta si è ritrovata.

La stessa atmosfera l’abbiamo respirata la Domenica delle Palme”. “Ora ci apprestiamo a vivere il triduo pasquale, con la messa in ‘coena Domini’, la celebrazione della Passione domani e la Veglia Pasquale dabato.

Purtroppo abbiamo ricevuto la brutta notizia che da Israele non arriveranno i permessi per i cristiani necessari per uscire dalla Striscia e recarsi a Gerusalemme a pregare per la Pasqua. Permessi che vengono concessi ai cristiani solo a Natale e a Pasqua. Quest’anno non ne avremo e la notizia turba non poco i nostri fedeli.

Per questo motivo – conclude padre Mario – cercheremo nel giorni di Pasqua di organizzare una grande festa per lenire la tristezza di essere racchiusi nelle mura di Gaza”.

Sui mancati permessi di Pasqua ai cristiani di Gaza, da parte di Israele, è intervenuto anche Wadie Abunassar, responsabile per i media dei leader delle Chiese cristiane in Terra Santa. In una dichiarazione al Sir, il responsabile ha ribadito: “Gerusalemme deve essere aperta a tutti. Le autorità israeliane hanno deciso di non permettere ai residenti cristiani di Gaza di venire a Gerusalemme per partecipare alle celebrazioni pasquali”.

Tra i motivi quello della sicurezza.

Da qui la richiesta: “La libertà di accesso ai luoghi sacri deve essere garantita a tutti e senza restrizioni, e le considerazioni riguardo la sicurezza non devono prevalere sulle libertà fondamentali degli esseri umani”.

 

Pasqua: Da Silva (parroco Gaza), “pace e speranza per il mondo”. Niente permessi ai cristiani per andare a pregare a Gerusalemme

Pasqua: Da Silva (parroco Gaza), “pace e speranza per il mondo”. Niente permessi ai cristiani per andare a pregare a Gerusalemme

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