Patriarca Twal: impossibile oggi uno stato palestinese

È da sessant’anni che noi viviamo senza una visione chiara del nostro futuro. La cosa che spaventa di più, oggi, è la perdita di credibilità dei dirigenti politici agli occhi dell’opinione pubblica. Un futuro di pace chiede dei sacrifici, chiede un piano concreto, che restituisca fiducia alla popolazione. Le elezioni in Israele possono far cambiare il partito al potere, ma non la posizione del governo verso la situazione dei Palestinesi e la causa della pace. A livello geografico, oggi, è impossibile pensare ad uno Stato Palestinese libero, perché non c’è continuità territoriale. Quello che vediamo è una politica chiara e netta finalizzata a gestire il conflitto senza risolverlo, mantenendo lo status quo. Per la popolazione, che ha sofferto e continua a soffrire, la prima opzione è quindi l’emigrazione: ecco da dove nasce la forte emorragia umana di cui siamo quotidianamente testimoni.

Fouad Twal, 20 ottobre 2012

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1 Commento

  1. Il discorso del Patriarca di Gerusalemme e capo della Chiesa della gran parte del Medioriente è un discorso banale e semplice come i soliti discorsi di qualsiasi uomo di strada che s’impietosisce di una situazione ormai cronica. Quello che vorrei sentire io e spero tanti come me è che alzi la voce ai quattro venti ed invochi tutto il mondo come ha fatto: “Il Rapporteur delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati Richard Falk chiedendo alla società civile internazionale di boicottare le imprese che partecipano alla colonizzazione israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme Est”.
    Non importa cosa risponde Israele e Usa, sappiamo benissimo che sono complici insieme all’Italia che credevamo sia cambiata nel dopo Berlusconi ma con il Dott. Monti le cose sono peggiorate, ha fatto delle dichiarazioni che fanno rabbrividire tipo : complimenti “gli italiani ammirano Israele”; lui rappresenta tutti gli italiani, altro che loda il tuo amico in pubblico e riprendilo in privato .
    “Chi lascia fare le ingiustizie comanda che si facciano” come fece Ben Gurion nel 48:
    “C’è bisogno ora di una reazione forte e brutale. Dobbiamo essere precisi nei tempi, nei luoghi e nei bersagli. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo colpire tutti senza pietà, comprese le donne e i bambini. Altrimenti non sarà una reazione efficace. Durante l’operazione non c’è alcun bisogno di distinguere tra chi è colpevole e chi non lo è.”
    (Ben Gurion, 1 gennaio 1948)
    Quello che si sta realizzando oggi è soltanto il disegno non solo sionista ma internazionale di svuotare la Palestina, questi sono crimini contro l’umanità.

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