Per disperdere le manifestazioni, Israele sta utilizzando gas letali?

 

Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 18 Gennaio 2011

Alternative Information Center
03.01.2011

Chiunque abbia familiarità con le manifestazioni palestinesi contro il Muro sa che l’utilizzo da parte di Israele di gas lacrimogeni avviene regolarmente. L’esercito israeliano usa sia polvere a lungo e corto raggio, sia candelotti che contengono gas lacrimogeno, come mezzo per disperdere la folla.

La mattina del 1 gennaio, Jawaher Abu Rahmah, residente a Bil’in, è divenuta la prima vittima del 2011 dell’uso indiscriminato da parte di Israele di gas lacrimogeno, dopo aver inalato una gran quantità del gas scaricato sui manifestanti del villaggio venerdì 31 dicembre.

La 36enne, il cui fratello Bassem Abu Rahmah era stato ucciso da un proiettile a gas lacrimogeno sparatogli al petto dai soldati israeliani nell’Aprile 2009, dopo la protesta era stata trasportata all’ospedale, ma non aveva reagito al trattamento.

Alcuni dei candelotti lacrimogeni utilizzati dai militari israeliani sono fabbricati dalla ditta americana Combinet Systems Inc, che ha sede a Jamestown, Pennsylvania. La ditta fabbrica una vasta gamma di granate, aerosol, munizioni da impatto e armi da lancio.

Mentre la Combined Systems Inc. e l’esercito israeliano sostengono che i candelotti in uso non sono letali, sulle annotazioni del prodotto la Combined Systems raccomanda l’uso di un respiratore facciale completo con filtro a cartuccia organica o di un autorespiratore (SCBA) per coloro che li lanciano. Un SCBA è un dispositivo indossato da soccorritori, pompieri ed altri per avere a disposizione aria respirabile in un ambiente a immediato pericolo di vita o della salute. Inoltre, la Combined System raccomanda ventilazione, aspirazione locale, guanti di protezione, occhiali di protezione e indumenti protettivi per evitare il contatto con la pelle, e lavaggio accurato dopo l’uso.

Il gas lacrimogeno utilizzato dall’esercito israeliano è comunemente noto come gas CS. A seguito dell’irruzione  del ’93 da parte della FBI americana in un complesso a Waco, Texas, nella quale venne fatto uso di una gran quantità di gas CS e ci furono decine di morti, venne avviata un’indagine sui suoi possibili effetti letali.[1]

Secondo il report, “Sulla base dei dati a disposizione sugli effetti tossici e letali del CS e considerando lo scenario peggiore di esposizione a Waco, esiste una chiara possibilità che questo tipo di esposizione al gas medesimo sia in grado di contribuire significativamente ad effetti letali, o che possa perfino esserne la causa.”

Poiché non ci sono test scientifici che studiano gli effetti del gas CS sull’uomo, il report analizza la tossicità del gas sugli animali ed applica quindi le informazioni per cercare di comprendere come possa il CS, come già avvenuto in passato, aver conseguenze sugli umani.

“In esperimenti di inalazione, si erano verificati solo decessi ritardati dopo un’esposizione ad elevate concentrazioni di CS. Questo risultato sta a indicare un meccanismo di azione diverso, che dipende dal tipo di esposizione. Dopo l’esposizione con inalazione, la risposta tossica si concentra principalmente sui polmoni, con effetti diretti sulle membrane mucose e sulle cellule epiteliali,” rileva il rapporto, a seguito degli esperimenti fatti con gruppi di animali differenti.

“Oltre alla forte irritazione alle alte concentrazioni, si manifestano pure infiammazione e danno alla membrana dell’alveolo capillare; seguono edema, enfisema, emorragie e atelectasia [incompleta distensione degli alveoli polmonari, n.d.t.] dovute alla sintesi ridotta e/o alla distruzione del materiale attivo di superficie (surfattante) nel polmone. Questi effetti portano a un trasferimento dell’ossigeno compromesso dal polmone ai capillari sanguigni ed infine, dopo qualche tempo, alla morte per asfissia”.

Tale è il caso evidente di Jawaher Abu Rahmah, morta in un ospedale a Ramallah, diverse ore dopo l’iniziale esposizione, non avendo risposto alle cure.

“Uno dei fattori principali che influenzano l’entità dei danni prodotti dal gas CS è dato dalla quantità di particelle disperse nell’aria,” ha dichiarato Daniel Argo, un medico israeliano che prende parte regolarmente alle manifestazioni contro il muro di separazione, dandone notizia al quotidiano Haaretz.

“Ci sono altri tipi di gas lacrimogeni che non sono così dannosi come il CS; non è chiaro perché le istituzioni della difesa insistano nel continuarne l’uso,” ha affermato Argo. “ A ciò si aggiunga che fintanto che non sono stati compiuti gli studi necessari per individuare gli effetti del gas a lungo termine, il personale della sicurezza che lo utilizza di frequente dovrebbe preoccuparsi per la sua stessa salute.”

Il CS emesso dai candelotti lacrimogeni non rappresenta l’unico pericolo dei candelotti. Bassem Abu Rahmah, il fratello di Jawaher, è stato ucciso da un candelotto lacrimogeno ad alta velocità della Combined System che lo ha colpito al petto. Da un’inchiesta del gruppo per i diritti umani B’Tselem riguardante la morte di Bassem risulta che è stato ucciso da una granata di gas lacrimogeno di 40mm, Modello 4431 Polvere Penetrante Barricate, prodotto CS dalla Combined System Inc.

Secondo il sito web della ditta, il Modello 4431 appartiene alla categoria dei “Penetranti di barricate al chiuso”. I candelotti sono, “Pieni di polvere e di liquido, non roventi, con giro di rotazione stabilizzato per penetrare barriere intermedie di modesta densità sul tipo di finestre, pareti interne a secco e porte interne. Il proiettile all’impatto si frammenta e riversa in tutta l’area interessata una carica attiva fatta di polvere o di liquido.” I candelotti viaggiano a una velocità di 380-425 piedi [circa 117-138 metri] al secondo.

Lo scopo principale di questi candelotti è quello di penetrare le barriere, con una funzione secondaria di disperdere un gas chimico. E’ chiaro che non dovrebbero essere usati per la disperdere la folla.

“I soldati che sparavano candelotti lacrimogeni a lunga gittata hanno ucciso un palestinese disarmato e ne hanno feriti molti altri, uno dei quali in modo critico,” ha dichiarato Sarit Michaeli, direttore delle comunicazioni per B’Tselem, il Centro informazioni per i diritti umani nei territori occupati.

“I lacrimogeni ad ampia gittata sono molto più potenti di quelli regolari in alluminio; si sa che la sicurezza israeliana li spara abitualmente sulla gente, e quando colpiscono i manifestanti sono estremamente pericolosi, “ ha dichiarato Michaeli.

Nel maggio 2010 la studentessa americana Emily Henochowicz perse un occhio dopo essere stata centrata alla testa da un candelotto ad alta velocità, mentre dimostrava contro l’attacco israeliano al convoglio di aiuti umanitari Freedom Flotilla, diretto a Gaza. Nel marzo 2009, l’americano Tristan Anderson è stato colpito alla testa a distanza ravvicinata con un candelotto metallico ad alta velocità di gas lacrimogeno mentre stava scattando foto seguendo una manifestazione nel villaggio di Ni’lin. Il colpo ha prodotto gravi ferite da trauma cerebrale, con la conseguente rimozione del lobo frontale e cec

ità nell’occhio destro.

Più di recente, nel novembre 2010, B’Tselem ha documentato tre incidenti nei quali decine di granate lacrimogene a lunga gittata erano state lanciate su manifestanti nel villaggio di Nabi Saleh nella West Bank.

Il portavoce dell’esercito dichiarò: “dall’indagine è risultato che i soldati in questione hanno usato candelotti lacrimogeni a lunga gittata per disperdere un tumulto, contrariamente a quanto previsto dalle normative dell’IDF in vigore.”

“Dopo l’incidente, sono state chiarite le relative normative e il fatto è stato studiato attentamente per garantire che non si  verificasse di nuovo.”

In risposta alla morte di Jawaher Abu Rahmah il primo giorno del nuovo anno, il parlamentare palestinese Mustafa Barghouthi ha fatto appello alla comunità internazionale onde facesse pressione su Israele per far cessare l’uso del gas lacrimogeno come mezzo per disperdere le manifestazioni.

Barghouthi ha inoltre domandato ai palestinesi “di documentare questi incidenti e questi crimini in modo tale che si possa perseguire Israele in un tribunale internazionale.”

[1] “Possibili effetti letali del gas lacrimogeno CS sulla branca dei davidiani durante l’irruzione dell’FBI nel complesso sul monte Carmelo vicino a Waco, Texas, il 19 aprile 1993”. (http://www.veritagiustizia.it/docs/gas_cs/CS-Effects_Waco.pdf) . Preparato per l’ufficio del Consigliere Speciale John C. Danforth dal Prof. Uwe Heinrich, Hannover, Germania.

Testo inglese in http://www.alternativenews.org/english/index.php/topics/news/3150-is-israel-using-lethal-tear-gas-to-disperse-demonstrations- – tradotto da Mariano Mingarelli

http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2477:notizie-da-israele-e-letale-il-gas-lacrimogeno-che-israele-sta-usando-nelle-manifestazioni&catid=41:reportage&Itemid=81

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