PER I TANTI CHE MI CHIEDONO NOTIZIE DA MANAUS – di Davide Tuniz

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tratto da: Davide Tuniz

venerdì 15 gennaio 2021  14:53

Ieri è stato il giorno peggiore dall’inizio della pandemia a Manaus, con le scorte di ossigeno negli ospedali esaurite e medici, infermieri e famigliari disperati nel veder morire le persone senza poter fare nulla, se non dare della morfina per alleviare gli ultimi minuti.

L’improvviso aumento della domanda di letti in terapia intensiva e di ossigeno si verifica due settimane dopo le feste di fine anno. Il governatore dello stato il giorno 26 dicembre aveva decretato un lockdown, ma le tantissime proteste di impresari e deputati bolsonaristi, come Daniel Silveira, Bia Kicis, Carla Zambelli e Eduardo Bolsonaro (già, il figlio del presidente è deputato, che sorpresa. quello che il padre aveva indicato come ambasciatore negli USA! L’altro, Flavio, anche lui deputato, accusato di corruzione, famoso per le sue strette relazioni con le milizie dei paramilitari che governano molti quartieri di Rio, in particolare con quella accusata di aver assassinato l’attivista e parlamentare Marielle Franco), compresa quella dell’ex sindaco Arthur Virgilio, lo hanno fatto tornare sui suoi passi, annullandolo già il giorno dopo

In quel periodo, il Presidente della Repubblica Jair Bolsonaro, ancora una volta, ha dimostrato tutta la sua irresponsabilità incoraggiando le persone a ignorare l’isolamento sociale e a riunirsi. Secondo lui, la paura del covid è una cosa “da finocchi” e “tutti muoiono prima o poi”.

Si dice che la fornitura di ossigeno si sia esaurita a causa di un aumento inaspettato del numero di casi. No, non è stata una sorpresa. Epidemiologi, medici e scienziati hanno sottolineato che la riduzione dell’isolamento, incoraggiata da autorità come il presidente, avrebbe richiesto un pesante tributo a metà gennaio. Perfino la White Martins, la multinazionale che rifornisce di ossigeno gli ospedali, aveva avvisato la settimana scorso che le scorte sarebbero terminate in 4 giorni. Inaspettato è un meteorite che distrugge una città. Quello che stiamo vedendo in Brasile è un progetto. Dopo aver lasciato scadere milioni di tamponi per il covid-19 in un magazzino governativo a Guarulhos e aver presentato un piano ridicolo per la distribuzione del vaccino, ammettendo che comunque “non ci sono siringhe sufficienti nel paese”, il ministro della Salute e specialista in logistica, generale Eduardo Pazuello è venuto a Manaus tre giorni fa, mentre il presidente si è precipitato a incolpare il governo dello stato e la città. Martedì ha detto che hanno lasciato esaurire l’ossigeno e che Pazuello era andato nella capitale per risolvere la situazione.

In una delle mosse più bizzarre e irresponsabili dall’inizio della pandemia (e la concorrenza per la nomination è vasta), il Ministero della Salute ha fatto pressioni sul municipio di Manaus per distribuire idrossiclorochina e ivermectina, farmaci usati contro la malaria, il lupus e l’infestazione da vermi, come trattamento precoce per Covid, tutti medicinali dall’efficacia non documentata, ma che Bolsonaro prescrive dall’inizio della pandemia, come i venditori dei rimedi miracolosi che si trovano qui al mercato, che combattono “invidia, gastrite, mal di gola, cancro, impotenza e fanno tornare la persona amata”. Avrebbe potuto garantire l’approvvigionamento di ossigeno o accelerare la disponibilità di un vaccino, ma ha scelto di costringerli ad accettare la medicina contro i vermi. Se il governo federale, dall’inizio della pandemia, avesse preso l’iniziativa di combattere il Covid, invece di dire che bastava mantenersi in forma, avrebbe saputo quando e di cosa stati e municipi avrebbero avuto bisogno. L’aumento dei ricoveri e dei decessi a Manaus non è quindi una situazione isolata, sta arrivando un conteggio dei morti evitabile. Ci sono nuvole scure all’orizzonte. Da ieri esiste il coprifuoco dalle 19 alle 7 e la chiusura di tutte le attività non indispensabili. Artisti, personaggi pubblici e calciatori hanno cominciato a donare bombole di ossigeno e a fare campagne per sensibilizzare, ma è ridicolo che in un paese come il Brasile, la fornitura di ossigeno in una metropoli di 3 milioni di abitanti debba essere garantita da un centravanti o da un comico.

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