Per non dimenticare Gaza…

Per non dimenticare Gaza…

Quando in una territorio d’estate l’acqua non scende dal cielo, quando l’arida terra sembra non dare nutrimento ai suoi figli e da madre diventa matrigna, che si può fare per far rinascere la vita? Si attivano iniziative, si adottano strategie alternative, si ‘opera’ con messe a punto speciali e straordinarie… Questo devono aver pensato gli strateghi politici e militari israeliani quando, dopo lo sgombero dei coloni israeliani nell’agosto 2005 dalla Striscia di Gaza, si son trovati a voler continuare gestire una terra non loro. Terra considerata ostile, dura. Terra da domare, ma forse non da far rifiorire. Ecco allora un susseguirsi di ‘operazioni’: “Prime Piogge” (settembre 2005), ‘Piogge estive” (giugno-novembre 2006),“Nuvole d’autunno” (novembre 2006). Perché, se non è la pioggia che bagna e livella e riduce la terra ribelle a miti consigli, avranno pensato, che siano le armi di distruzione di massa a cadere dal cielo! Un’escalation di morte e distruzione si è riversata in questi ultimi anni a Gaza, un genocidio incalzante che ha visto in ‘Piombo fuso’ l’espressione estrema di questa lucida follia, in cui via via è scomparsa la distinzione tra obiettivi civili e non civili e le armi utilizzate da Israele si sono fatte sempre più distruttive, provocando un numero sempre più alto di morti e feriti.

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