Per ogni ulivo abbattuto… parta un volontario per la raccolta delle olive

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Anche durante la Giornata della Terra, l’esercito di occupazione non ha smesso di aggredire chi stava cercando di piantare ulivi nei campi palestinesi. A Wafi Fukin, villaggio a sud ovest di Betlemme, lungo la Linea Verde, le centinaia di manifestanti hanno cercato di raggiungere le terre della collina sopra il villaggio – destinata dal governo israeliano all’espansione della colonia israeliana di Hadar Beitar. Tante le famiglie, le donne e i bambini presenti, molti che sventolavano le bandiere palestinesi. Ma di ulivi non ne è stato piantato nemmeno uno: l’esercito ha subito aggredito gli attivisti, costringendoli con gas lacrimogeni e bombe sonore ad arretrare.
In queste settimane i coloni israeliani hanno distrutto più di 1.000 alberi di ulivo vicino al villaggio di al-Shuyukh a nord di Hebron, nel terzo attacco sui mezzi di sussistenza degli abitanti del villaggio nella memoria recente. L’attivista locale Ahmad al-Halayqa ha detto a Ma’an che gli israeliani del vicino insediamento di Asfar, noto anche come Metzad, hanno attaccato il villaggio e distrutto 1.200 alberi. Ha detto che tutti gli alberi distrutti erano stati recentemente piantati in seguito ad un attacco simile portato da individui dello stesso insediamento che avevano distrutto alberi nella zona il mese scorso. Egli ha detto che gli alberi nella zona appartenevano al contadino palestinese locale, Muhammad Abu Shanab al-Ayaydah così come ai figli di Abd al-Qader Abu Shanab al-Ayaydah e Mousa Abu Shanab al-Ayayadah.

Gli attacchi contro gli ulivi sono un modo fondamentale con cui i palestinesi sono costretti ad andare via dalle loro case e dalle loro terre confiscate per la costruzione degli insediamenti, in quanto la perdita del raccolto di un anno può significare la miseria per molti. Gli attacchi sono abbastanza frequenti per cui i palestinesi non possono più accedere regolarmente ai loro alberi, nel frattempo i coloni possono sostenere che i palestinesi hanno abbandonato le proprietà e quindi prenderne possesso.
Dal 1967, circa 800.000 alberi di ulivo sono stati sradicati nella Cisgiordania occupata, secondo un rapporto congiunto da parte dell’Autorità e palestinese e dall’Istituto di Ricerca Applicata di Gerusalemme. L’industria delle olive sorregge il sostentamento di circa 80.000 famiglie nella Cisgiordania occupata. La violenza dei coloni contro i palestinesi e le loro proprietà nella Cisgiordania occupata è sistematica e ignorata dalle autorità israeliane, che raramente intervengono negli attacchi violenti o perseguono gli autori. Ci sono stati 324 episodi di violenza dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata nel 2014, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari.

Maan, 29 marzo 2015

Partecipa ai PROSSIMI VIAGGI IN PALESTINA:

> 30 LUGLIO – 6 AGOSTO: Pellegrinaggio di Giustizia
> 10-19 OTTOBRE: Campo di raccolta delle olive
unponteperbetlemme@gmail.com

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