Piano Usa-Kushner, 30 miliardi per comprarsi mezza Palestina

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Il tanto atteso ‘piano di pace’ israelo palestinese del genero del presidente Usa Trump a colpi di miliardi di dollari, offerta d’acquisto. Indiscrezioni sulla bozza Kushner: investimenti anche dai Paesi del Golfo e Ue

Offerta d’acquisto

Trenta miliardi di dollari di investimenti in cinque anni, l’assaggio di notizia internet della Stampa di Torino. Paolo Mastrolilli da New York, e le prime illazioni sul tanto decantato e atteso e probabilmente contestato ‘piano di Pace’ Trump per il medio oriente elaborato dal genero Kushner, esponente di spicco della comunità ebraica americana.
Trenta miliardi di dollari di ‘investimenti’ nei primi 5 anni, il ‘dare-avere’ dell’eventuale accordo di cessione di territori palestinesi, come per i territori dell’ovest ai tempi dei pellerossa.
Leggiamo di un’autostrada sopraelevata per collegare Gaza alla Cisgiordania; un nuovo aeroporto e fabbriche costruite su territori ceduti dall’Egitto alla Striscia; la Valle del Giordano sotto il controllo israeliano; gli insediamenti attuali annessi allo Stato ebraico; la Nuova Palestina costituita in Giudea, Samaria e Gaza; Gerusalemme indivisa e capitale per entrambi.
Il seguito, in attesa di qualche certezza in più rispetto alle ‘illazioni’.

Dare-avere, cosa si prende Israele?

Fonte Agenzia Nova a sua volta presa da “Israel Hayom”, quotidiano molto vicino a Natanyahu quindi non sospettabile di prevenzioni anti Usa. «L’intesa proposta da Trump, preserverebbe l’attuale status quo dei siti sacri della città e vieterebbe agli israeliani di religione ebraica di acquistare case palestinesi e viceversa», e questa è la premessa ‘alta’ alle sensibilità religiose e culturali del mondo, prima del vero e proprio mercato di terre e di autonomia e statualità.

Cirgiordania assimilata

«Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, considerati illegali dalle Nazioni Unite, verrebbero formalmente riconosciuti come parte dello Stato d’Israele. Ancora, stando al presunto documento, l’Egitto offrirebbe alla Striscia di Gaza della “Nuova Palestina” una porzione di territorio necessaria per la costruzione di un aeroporto e di una zona industriale, senza che ai palestinesi venga tuttavia permesso di risiedere in tali aree. L’individuazione di tali territori verrebbe determinata successivamente nel quadro di un accordo da attuare nel giro di cinque anni».

Sopraelevata sopra i muri

«Per collegare la Striscia di Gaza alla Cisgiordania, inoltre, verrebbe realizzata un’autostrada sopraelevata a 30 metri d’altezza, finanziata per il 50 per cento dalla Cina e per il 10 per cento da Corea del Sud, Australia, Canada, Stati Uniti e Unione europea. Secondo il presunto documento, a finanziare e promuovere l’accordo sarebbero gli Stati Uniti, l’Unione europea e non meglio precisati paesi del Golfo, con la garanzia di fondi pari a 30 miliardi di dollari complessivi -6 miliardi di dollari l’anno- per il finanziamento di progetti nella “Nuova Palestina”».

Sintesi in attesa di conferma ufficiale

La Cisgiordania degli insediamenti dei coloni ebrei che diventa israeliana, come sarà per il Golan siriano, e ciò che resta del territorio palestinese frazionato dai muri, sarà collegato a Gaza (già ben recintata), da un’autostrada sopraelevata alta trenta metri e senza caselli intermedi, e forse persino un aeroporto per non avere più niente da spartire. La Valle del Giordano sotto il controllo israeliano con gli insediamenti attuali annessi allo Stato ebraico.
La Nuova Palestina (quello che resta), costituita in Giudea, Samaria e Gaza, nella denominazione biblica di quelle terre contese. Gerusalemme indivisa e capitale per entrambi. Probabilmente una Gerusalemme esterna all’attuale abitato per la parte palestinese.

 

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